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Il nucleare civile nel mondo.

Un pezzo del combustibile nucleare fuso nell’incidente di Three Mile Island. Fonte: JAEA via AJW.

Questa pagine raccoglie notizie e articoli sulle questioni del nucleare civile nel mondo.


  • Le crepe nei reattori belgi: potenzialmente un problema nucleare globale
    Nei contenitori a pressione di due reattori nucleari belgi sono state scoperte migliaia di crepe dovute all’usura. Secondo gli scienziati dei materiali, il problema potrebbe essere la conseguenza delle normali attività dei reattori, e le crepe potrebbero allargarsi. Inoltre queste caratteristiche potrebbero essere endemiche a tutti i reattori nucleari del mondo.
    Il direttore generale dell’Agenzia federale per il controllo nucleare del Belgio (FANC) ha detto che “La soluzione sta nell’effettuare ispezioni accurate in tutte le 430 centrali nucleari del mondo”.

    Kendra Ulrich e Eloi Glorieux, Thousands of cracks in Belgian reactors, potentially a global nuclear problem. Greenpeace, 17 febbraio 2015.

  • GE Hitachi paga 2,7 milioni di $ per risolvere un caso di false informazioni
    On 23 January 2014, the DOJ announced it accepted $2.7 million dollars to settle the government’s lawsuit against GE Hitachi for false statements to both the U.S. Department of Energy and the Nuclear Regulatory Commission for their new design, the Economic Simplified Boiling Water Reactor (ESBWR). GE Hitachi says the allegations haven’t been proven and that it settled to resolve the matter.
    Kendra Ulrich, GE Hitachi pays $2.7 million to settle a case of false information on a nuclear reactor design. Greenpeace, 27 gennaio 2014.

  • La fragile indipendenza degli organismi di regolamentazione del nucleare
    L’incidente di Fukushima ha dimostrato che la mancanza di indipendenza degli organismi di regolamentazione del nucleare conduce alla compiacenza con l’industria nucleare. Quando capita un incidente nucleare, la compiacenza complica ulteriormente la complessità degli incidenti.
    Jan Haverkamp, The thin ice under nuclear regulatory independence. Greenpeace, 19 dicembre 2013.

  • Stop all’estrazione dell’uranio in un parco nazionale australiano
    “Potrei essere miliardario… Ma niente vale quanto la mia terra”.
    Lo dice Jeffrey Lee, che si è opposto con successo all’apertura di una miniera di uranio a Koongarra, nell’area tradizionale del clan aborigeno australiano Dojk, dove Areva, colosso francese del nucleare, intendeva estrarre l’uranio.
    Dopo una battaglia durata decenni, Koongarra è stata inclusa dall’Unesco tra i siti Patrimonio dell’Umanità come Parco Nazionale di Kakadu dei Territori dell’Australia del Nord, e sarà protetta in modo permanente dalle miniere.
    Si tratta di una vittoria ambientalista degli aborigeni australiani. Ma se adesso Koongarra è al sicuro, Kakadu rimane ancora minacciata dallo sfruttamento minerario dell’uranio. Jeffrey Lee spera che le terre di Mirarr a Ranger e Jabiluka, verranno incluse nel Parco nazionale.
    Jeffrey Lee si oppone allo sfruttamento dei giacimenti di uranio per evitare che la sua terra subisca la stessa sorte dei luoghi dove sono state aperte le miniere, le cui attività di estrazione hanno contaminato l’ambiente, con conseguenze sulla salute degli abitanti.
    Per esempio, in Gabon oltre 1.000 operai della miniera Camuf di Areva si sono ammalati (articolo), e in Niger, i fanghi radioattivi prodotti dalle attività della miniera Somair di Areva fuoriescono dalle piscine di stoccaggio (foto) contaminando anche le zone abitate.

    Justin McKeating, Uranium mining stopped in Australian national park. Greenpeace, 26 marzo 2013.

  • Ucraina: crolla il tetto di di Chernobyl, “nessun pericolo”
    Una sezione del tetto della cntrale nucleare di Chernobyl è crollato. Secondo le autorità ucraine non c’è nessun aumento della radioattività.
    Ukraine: Chernobyl nuclear roof collapse ‘no danger’. BBC News, 13 febbraio 2013.

  • Il voto in Lituania guasta i piani dei costruttori giapponesi di centrali nucleari
    Dopo il referendum del 14 ottobre in Lituania, in cui oltre il 60 per cento degli elettori si è detto contrario alla costruzione di una nuova centrale nucleare giapponese nel nord del paese baltico, Hitachi e altri costruttori giapponesi di centrali nucleari dovranno rivedere le loro strategie di esportazione.
    Il Giappone ha fatto dell’esportazione della tecnologia nucleare un pilastro della sua ripresa economica. Osamu Fujimura, portavoce del governo giapponese, ha detto che “non c’è alcun legame tra il referendum e una valutazione della tecnologia del Giappone”. Nonostante il disastro di Fukushima, il Giappone si vanta ancora della sicurezza della sua tecnologia nucleare.

    Nuke plant manufacturers export plans entangled after Lithuania vote. AJW, Asahi Shimbun, 16 ottobre 2012.

  • Lituania/ Referendum boccia progetto nuova centrale nucleare
    Oltre il 60% degli elettori contrario. Voto non vincolante.
    TM News, 15 ottobre 2012.

  • Le centrali nucleari europee non sono attrezzate contro i disastri naturali
    Secondo un rapporto commissionato in seguito all’incidente nucleare di Fukushima, le centrali nucleari europee sono mal equipaggiate per affrontare i rischi di terremoti e inondazioni.
    Dei 145 impianti controllati, 121 non avevano adeguati strumenti sismici per rilevare i terremoti, 32 non avevano sistemi di ventilazione per evitare l’accumulo di pressione nei reattori in caso di guasti al sistema di raffreddamento primario. Senza questi accorgimenti, sostengono gli esperti, i reattori possono esplodere e rilasciare inquinamento radioattivo, come è successo a Fukushima. 81 reattori non hanno attrezzature adeguate per far fronte a gravi terremoti o inondazioni, e 24 non hanno sale di controllo di emergenza.
    Nonostante questi problemi, secondo i regolatori europei della sicurezza nucleare (ENSREG), nel complesso i reattori operano in modo sicuro e nessuno deve essere chiuso. Ma gli standard di sicurezza vanno migliorati.
    Andy Coghlan, European nuclear power plants ill-set for disaster. New Scientist, 9 ottobre 2012.

  • Il nucleare ha fatto il suo tempo
    I recenti test di sicurezza hanno dimostrato che gli impianti atomici europei sono ormai obsoleti e decrepiti. Piuttosto che ripararli bisognerebbe abbandonarli del tutto.
    Joachim Wille, Schalt mal ab, Europa. Frankfurter Rindschau via Presseurop, 5 ottobre 2012.

  • Preoccupano le centrali nucleari statunitensi simili a Fukushima
    Mentre gli Stati Uniti si preparano a costruire nuovi reattori nucleari, dopo che per tre decenni non ne erano più stati costruiti, emergono le preoccupazioni dovute al disastro del Giappone.
    Matt Smith, CNN, 17 febbraio 2012.

  • The Fukushima Effect: France Starts to Turn Against Its Much Vaunted Nuclear Industry
    Is France’s long, proud, and at times defiant affection for nuclear energy finally beginning to wane in the aftermath of the Fukushima disaster? While it’s still too early to pronounce France’s nearly four decade love affair with nuclear power finished yet, there are signs the doubts over atomic energy that arose elsewhere following the Fukushima melt-down are forcing reflection in France as well.
    Bruce Crumley, Time Global Spin, 4 gen. 2012.

  • Chernobyl rumors persist 25 years later
    Venticinque anni dopo l’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, circolano molte idee e voci infondate sul ​​sito contaminato e sugli sfollati.
    Ichiro Matsuo, Asahi Japan Watch, 17 dic. 2011.

  • Security breaches, radiation leaks, disasters; Nothing worries the nuclear industry
    Violazioni della sicurezza, fughe radioattive, catastrofi, ma nessuna preoccupazione per l’industria nucleare. Una delle tante strane qualità dell’industria nucleare è l’ottimismo apparentemente sconfinato: “tutto andrà bene, gente.”
    Justin McKeating, Greenpeace, 5 dic. 2011.

  • Nuclear Phase-Out Faces Billion-Euro Lawsuit
    La società di energia svedese Vattenfall intende citare in giudizio il governo tedesco, chiedendo un risarcimento danni per la decisione della Germania di rinunciare gradualmente al nucleare.
    Der Spiegel International, 2 nov. 2011.

  • Il nucleare va bene per gli altri
    Il governo spagnolo è contrario all’energia atomica e ha bloccato la costruzione di centrali nel paese. Ma continua ad aiutare l’industria del settore a fare affari nei paesi in via di sviluppo.
    Rafael Méndez, El País, 27 settembre 2011 (tradotto in italiano da Presseurop).

  • Scottish nuclear fuel leak ‘will never be completely cleaned up’
    L’Agenzia scozzese per la protezione dell’ambiente (SEPA) ha rinunciato al suo obiettivo di ripulire completamente i fondali marini della costa nord, che tra il 1963 e il 1984 furono contaminati dallo scarico di rifiuti radioattivi della centrale nucleare di Dounreay.
    Rob Edwards, The Guardian, 21 settembre 2011.

  • Can Business As Usual Continue? Accident Highlights Safety Concerns in France
    L’esplosione nel sito nucleare di Marcoule, in Francia non ha rilasciato radiazioni ma ha spaventato i residenti. Le autorità hanno dichiarato chiuso l’incidente, ma il dibattito sulla sicurezza e l’invecchiamento degli impianti nucleari francesi potrebbe scaldarsi.
    Stefan Simons, Spiegel International, 13 settembre 2011.

  • IAEA still sees “significant” nuclear energy growth
    Nonostante un rallentamento, dovuto all’incidente di Fukushima, l’AIEA, l’agenzia atomica delle Nazioni Unite, si aspetta ancora una crescita significativa nell’uso globale del nucleare nei prossimi due decenni.
    Reuters, 12 settembre 2011.

  • Fukushima crisis: Can Japan be at the forefront of an authentic paradigm shift?
    Il disastro Fukushima dimostra chiaramente che il modello di sviluppo economico e il calcolo dei rischi relativi che hanno sostenuto l’industria nucleare sono obsoleti.
    Mycle Schneide, The Bulletin of the Atomic Scientists, 9 settembre 2011.

  • Il villaggio dei dannati
    A Cernavoda, vicino al Mar Nero, dal 1996 è in funzione l’unica centrale atomica del paese. Ma la costruzione di un nuovo centro di stoccaggio per le scorie ha risvegliato le inquietudini degli abitanti, che temono una catastrofe.
    Mirel Bran, Le Monde, 8 settembre 2011 (translated in English by Presseurop).

  • The human element
    Le discussioni sulla sicurezza dei reattori nucleari nel mondo post-Fukushima si sono concentrate su questioni tecniche, trascurando il fattore umano.
    Hugh Gusterson, The Bulletin of the Atomic Scientists, 1 settembre 2011.

  • Fukushima and the Doomsday Clock
    Quando si verificano eventi terribili, giornalisti, lettori e cittadini interessati contattano il Bulletin of the Atomic Scientists chiedendo se sarà spostata la lancetta dei minuti dell’Orologio dell’apocalisse.
    Kennette Benedict, The Bulletin of the Atomic Scientists, August 11, 2011.

  • Hiroshima 66 years later:Renewed calls to heed victims’ accounts, create nuke-free world
    Hiroshima ha celebrato il 66° anniversario del bombardamento atomico della città con un appello per la pace nel mondo e una richiesta al governo del Giappone di rivedere con urgenza la sua politica energetica.
    Ryuta Kuratomi, Ashi Japan Watch, 6 agosto 2011.

  • Sellafield Mox nuclear fuel plant to close
    L’impianto britannico di Sellafield per la produzione di combustibile nucleare Mox, chiuderà. La maggior parte della produzione dell’impianto era destinato alle centrali nucleari Fukushima Daiichi e Hamaoka.
    Fiona Harvey, The Guardian, 3 agosto 2011.

  • Chernobyl’s Lingering Scars
    Joe Nocera rileva sul NYT che, per il 25° anniversario del disastro di Chernobyl, Wired e Harper’s hanno pubblicato articoli sulla rinascita della vita animale nella zona di esclusione intorno alla centrale. Nocera racconta invece la storia di Maria Gawronska, che al momento dell’incidente viveva nel nord della Polonia e, come molti altri nella sua regione, si è ammalata alla tiroide adesso.
    Joe Nocera, The New York Times, 11 luglio 2011.

  • America’s Nuclear Spent-Fuel Time Bombs
    Il disastro nucleare del Giappone dovrebbe servire come campanello d’allarme per gli Stati Uniti.
    Robert Alvarez, IPS, 6 giugno 2011.

  • Japan’s nuclear history in perspective: Eisenhower and atoms for war and peace
    Le radici e i significati della crisi di Fukushima affondano nella storia dello strano rapporto tra Stati Uniti e Giappone.
    Peter Kuznick, The Bulletin of the Atomic Scientists, 13 aprile 2011.

  • A Survey of the World’s Radioactive No-Go Zones
    Sappiamo tutti di Chernobyl, Three Mile Island e ora di Fukushima. Ma nel mondo ci sono stati altri disastri nucleari meno conosciuti: Semipalatinsk, Palomares e Kyshtym.
    Michail Hengstenberg, Gesche Sager e Philine Gebhardt, Der Spiegel International, 12 aprile 2011.


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