Osservatorio sulla crisi nucleare ad aprile 2015

Il governo giapponese vuole il 20% di elettricità dal nucleare entro 15 anni.

Detriti al primo piano del contenimento primario del reattore 1 di Fukushima Daiichi, 10 aprile 2015. Fonte: TEPCO.

Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2015
A quattro anni dall’incidente di Fukushima, la crisi nucleare giapponese continua a svolgersi su due scenari: il più noto riguarda la lunga e complessa gestione del disastro alla centrale nucleare Fukushima Daiichi. L’altro riguarda la battaglia politica sul futuro energetico del paese, una battaglia che sembra da tempo sul punto di essere vinta dai promotori di un ritorno al nucleare, ma che di fatto non si è ancora conclusa.

SMANTELLAMENTO DI FUKUSHIMA DAIICHI
L’organizzazione semi-governativa per il Risarcimento dei danni nucleari e la facilitazione dello smantellamento (NDF) ha messo a punto tre metodi possibili per rimuovere il combustibile nucleare fuso dei reattori 1, 2 e 3 della centrale nucleare Fukushima Daiichi.
Per le forti radiazioni è impossibile avvicinarsi ai reattori, e non si conosce la posizione del combustibile fuso. Attualmente si ritiene che sia uscito dai recipienti a pressione dei reattori e si sarebbe accumulato sul fondo dei vasi di contenimento dei reattori.

Tokyo Electric Power Co (TEPCO), il gestore di Fukushima Daiichi, ha inviato per la prima volta un robot telecomandato all’interno del vaso di contenimento del reattore 1 della centrale per raccogliere informazioni più precise. Il robot è rimasto bloccato all’interno, ma prima di smettere di funzionare ha trasmesso informazioni e immagini. Nonostante il robot abbia smesso di funzionare, la missione è considerata essenziale nella prospettiva di un’indagine più estesa, e fa parte del lavoro di preparazione necessario per recuperare il combustibile nucleare fuso, il compito più difficile nel processo di smantellamento della centrale distrutta.
Un secondo robot ha completato la missione all’interno del vaso di contenimento del reattore, dove però è rimasto anch’esso bloccato.

La centrale Fukushima Daiichi è stata devastata dall’incidente nucleare iniziato con il terremoto e tsunami dell’11 marzo 2011. Lo smantellamento dell’impianto richiederà almeno 40 anni di lavoro.

POLITICA ENERGETICA
Il governo giapponese ha annunciato che per il 2030 il Giappone produrrà almeno il 20 per cento della suo fabbisogno di energia elettrica con il nucleare.
Alcuni esperti di una commissione del Ministero dell’Industria, che si occupa del futuro energetico del paese, hanno manifestato la loro preoccupazione per un ritorno al nucleare troppo frettoloso nonostante il precedente dell’incidente nucleare di Fukushima, il più grave del mondo dal disastro del 1986 a Chernobyl.

In seguito al disastro di Fukushima, tutti i 48 reattori nucleari (distribuiti su 16 centrali elettronucleari) di cui attualmente dispone il Giappone, sono fermi. Prima del disastro del 2011 il Giappone produceva il 30% del proprio fabbisogno energetico con il nucleare.
Secondo i sondaggi, l’ampia maggioranza dei giapponesi è contraria al riavvio della produzione di energia nucleare, nonostante l’aumento delle bollette dell’elettricità.

Il 14 aprile il tribunale di Fukui, nel Giappone occidentale, ha bloccato con una sentenza il riavvio della centrale nucleare Takahama, gestita da Kansai Electric Power Co (KEPCO), per i dubbi avanzati dai residenti in merito alla capacità di resistenza dell’impianto in caso di terremoto. La sentenza ha effetto immediato, anche se non è definitiva e dovrà essere convalidata da un’altro tribunale. KEPCO ha annunciato che farà ricorso presso un tribunale superiore.

Una richiesta analoga era stata avanzata dai cittadini locali per quanto riguarda il riavvio della centrale nucleare Sendai, nel sud del Giappone, ma è stata respinta dal tribunale di Kagoshima.
Secondo la BBC, una seconda sentenza a favore dei cittadini avrebbe messo in difficoltà il governo di Shinzo Abe e l’industria nucleare, che invece adesso possono far avanzare più facilmente il progetto di riavvio del nucleare giapponese.
La centrale nucleare Sendai, gestita da Kyushu Electric Power Co (KYUDEN), sarà dunque la prima ad essere riaccesa, concludendo il lungo periodo trascorso dal Giappone senza energia nucleare.

Nelle motivazioni delle sentenze, la Corte di Fukui ha definito “lassiste e irrazionali” le regole sulla sicurezza nucleare stabilite dall’Autorità giapponese di regolamentazione del nucleare (NRA), mentre la Corte di Kagoshima le ha definite “non irragionevoli”.


RASSEGNA STAMPA
Notizie e approfondimenti sulla crisi nucleare di Fukushima:

  • Corte rifiuta l’ingiunzione contraria al riavvio dei reattori a Kagoshima
    Il 22 aprile il tribunale di Kagoshima ha respinto la richiesta dei residenti locali per fermare il riavvio di due reattori della centrale nucleare di Sendai.
    Secondo i querelanti, Kyushu Electric, il gestore della centrale di Sendai, ha sottovalutato l’intensità dei terremoti che potrebbero colpire la centrale, mettendo in pericolo la vita delle persone che vivono nei pressi della struttura. C’è anche il rischio che un’eruzione vulcanica catastrofica inprevedibile possa raggiungere l’impianto di Sendai.
    Il Presidente della Corte, Ikumasa Maeda, ha respinto la richiesta sostenendo che i nuovi standard di sicurezza, più severi di quelli precedenti al 2011, “non sono irragionevoli”.
    Nel settembre 2014 l’Autorità per la regolamentazione del nucleare giapponese (NRA), aveva stabilito che l’impianto di Sendai rispetta i nuovi requisiti di sicurezza. Kyushu Electric aveva in seguito ottenuto il consenso dei governi locali e delle assemblee per il riavvio, e prevede di riprendere l’attività del reattore 1 della centrale ai primi di luglio.

    The Asahi Shimbun, Court refuses injunction seeking to stop restart of Kagoshima reactors. Asia & Japan Watch, 22 aprile 2015.

  • Tribunale giapponese respinge il tentativo di fermare il riavvio di Sendai
    La Corte distrettuale di Kagoshima ha respinto la richiesta avanzata dai residenti di Sendai, nella prefettura di Kagoshima, di bloccare il riavvio di due reattori della centrale nucleare di Sendai.
    Secondo Rupert Wingfield-Hayes, corrispondente della BBC in Giappone, la sentenza del tribunale di Kagoshima è importante per Abe e il suo governo, alimentando la speranza governativa che un certo numero di reattori potranno essere riavviati entro uno o due anni. Una seconda sentenza a favore dei residenti avrebbe ritardato l’intero piano di riavvio rafforzando i dubbi sull’industria nucleare.

    Japan court rejects attempt to block Sendai reactor restart. BBC, 22 aprile 2015.

  • Il secondo robot ha completato la sua missione nel reattore 1 di Fukushima
    Dal 15 al 17 aprile, la seconda sonda robotica inviata nel vaso di contenimento del reattore 1 della centrale nucleare Fukushima Daiichi, ha completato la missione di un primo robot identico, che il 10 aprile si era bloccato dopo poche ore di attività.
    La macchina, guidata via cavo, ha percorso circa 15 metri registrando immagini e informazioni sulla radioattività e la temperatura all’interno del contenimento del reattore. I dati sui livelli di radiazione, tra 7,0 e 9,7 sieverts all’ora, sono simili alle misure raccolte dal primo robot. Un’ora di esposizione a questi livelli di radiazione sarebbe letale per un essere umano.
    I robot, che cambiano forma fino a raggiungere la lunghezza di 60 cm, sono stati sviluppati dall’Istituto Internazionale di Ricerca per lo smantellamento nucleare (IRID) per operare negli ambienti radioattivi inaccessibili agli esseri umani. I robot raccoglieranno informazioni sull’interno dei tre reattori fusi di Fukushima Daiichi, nella prospettiva di bonifica dell’impianto nucleare devastato dall’incidente del 2011.

    The Asahi Shimbun, Second ‘transformer’ robot completes mission inside crippled nuclear reactor. Asia & Japan Watch, 17 aprile 2015.

  • ‘Le idee secondo cui l’energia nucleare è pulita sono obsolete’
    The world must phase out nuclear power because it is absolutely not clean from the mining processing of uranium to the generation of high-level radioactive waste, Kevin Kamps for the radioactive waste watchdog Beyond Nuclear, told RT.
    RT, ‘Fukushima lessons: Any notion that nuclear power is clean is obsolete’. Russia Today, 17 aprile 2015.

  • In merito alle questioni di sicurezza nucleare
    Il tribunale di Fukui ha respinto la norma adottata nel 2013 dall’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA) sulla scia del disastro nucleare di Fukushima, giudicandola come “troppo lassista” e “priva di razionalità” e dicendo di non poter approvare il riavvio dei reattori definiti idonei al riavvio secondo le linea guida della NRA. La sentenza, che riguarda la centrale nucleare Takahama, è una sfida alla politica del governo che conta sull’approvazione della NRA per rimettere in funzione i reattori fermi.
    In risposta alla decisione della corte di Fukui, il portavoce del governo Yoshihide Suga ha detto che il governo si attiene alla decisione della NRA, e che non cambierebbe la propria posizione, basata sulla convalida della NRA. Kansai Electric, che intendeva riavviare la centrale nucleare Takahama con il consenso delle autorità locali, ha annunciato che presenterà ricorso presso un tribunale superiore.

    Editoriale, Address nuclear safety concerns. The Japan Times, 16 aprile 2015.

  • La corte di Fukui blocca il riavvio della centrale nucleare di Takahama

    I reattori 3 e 4 della centrale nucleare Takahama. Fonte: Wikimedia.

    La Corte distrettuale di Fukui ha approvato un’ingiunzione contro il riavvio dei reattori 3 e 4 della centrale nucleare Takahama, gestita da Kansai Electric Power Co (KEPCO).
    In quasi mezzo secolo di attività dei reattori commerciali del Giappone, è la prima volta che un tribunale ha ordinato un’ingiunzione contro il riavvio di un reattore nucleare.
    La decisione, dettata da preoccupazioni riguardanti la sicurezza della centrale di Takahama, arriva nonostante a novembre 2014 l’Autorità per la regolamentazione dell’energia nucleare del Giappone (NRA) avesse autorizzato il riavvio dell’impianto.
    Hideaki Higuchi, presidente della Corte di Fukui, era già noto all’opinione pubblica perché l’anno scorso aveva impedito il riavvio dei reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Oi.

    Eric Johnston, Fukui court forbids Takahama nuclear plant restart. The Japan Times, 14 aprile 2015.

  • I robot sono utili alle operazioni di smantellamento di Fukushima

    Detriti nel contenimento primario del reattore 1 di Fukushima Daiichi, 10 aprile 2015. Fonte: TEPCO via AJW.

    Nonostante il robot inviato per la prima volta all’interno di un reattore della centrale nucleare Fukushima Daiichi abbia smesso di funzionare, la missione ha dimostrato che la robotica ha un ruolo importante nel processo di smantellamento della centrale.
    Prima di smettere di funzionare, il robot ha inviato immagini che mostrano macerie e detriti sparsi sul pavimento al primo piano del vaso di contenimento del reattore, fornendo un’idea della situazione. Il robot ha misurato anche i livelli di radiazione e la temperatura all’interno del vaso di contenimento.
    La missione è considerata essenziale nella prospettiva di un’indagine più estesa, e fa parte del lavoro di preparazione necessario per recuperare il combustibile nucleare fuso, la parte più difficile del processo di smantellamento della centrale.

    Hiromi Kumai, Stalled robot still useful in moving Fukushima decommissioning forward, TEPCO says. Asia & Japan Watch, 14 aprile 2015.

  • Robot ispeziona il contenitore del reattore 1 di Fukushima Daiichi
    Utilizzando un robot telecomandato, Tokyo Electric Power Co (TEPCO) ha iniziato l’ispezione dell’interno del vaso di contenimento del reattore 1 della centrale nucleare Fukushima Daiichi.
    Tuttavia, il robot ha smesso di funzionare per motivi sconosciuti prima di completare l’ispezione programmata.

    Kyodo, Robot inspects inside of Fukushima No. 1 reactor container. Kyodo News, 10 aprile 2015.

  • Proposti 3 metodi per rimuovere il combustibile nucleare di Fukushima
    L’organizzazione semi-governativa per il Risarcimento dei danni nucleari e la facilitazione dello smantellamento (NDF) ha messo a punto tre metodi possibili per affrontare il lavoro più difficile e pericoloso alla centrale nucleare Fukushima Daiichi: la rimozione del combustibile nucleare fuso.
    Tutti e tre i metodi proposti comportano il rischio di perdite di radiazioni e l’esposizione dei lavoratori. Il metodo preferito, e l’unico considerato finora, consiste nel riempire d’acqua i vasi di contenimento dei reattori ed estrarre il combustibile nucleare fuso dall’alto.

    Hiromi Kumai, 3 methods proposed to remove melted nuclear fuel at Fukushima plant. Asia & Japan Watch, 10 aprile 2015.

  • Il Giappone è prossimo al riavvio della produzione di energia nucleare

    La centrale nucleare Sendai. Fonte: Wikimedia.

    La Commissione per la regolamentazione dell’energia nucleare del Giappone (NRA) è “molto vicina” a finire la sua revisione della centrale nucleare Sendai, gestita da Kyushu Electric Power Co (KYUDEN). I reattori 1 e 2 della centrale saranno i primi ad essere riavviati secondo le nuove regole introdotte dopo il disastro nucleare di Fukushima.
    Il riavvio dei reattori concluderà il lungo periodo del paese senza energia nucleare. Prima dell’incidente del 2011 alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, il Giappone era il terzo più grande produttore di energia nucleare.
    Secondo i sondaggi d’opinione la grande maggioranza dei giapponesi è contraria al riavvio, nonostante l’aumento delle bollette dell’elettricità.

    Aaron Sheldrick, Japan nuclear regulator ‘very close’ to end of review: commissioner. Reuters, 9 aprile 2015.

  • Il Giappone sta decidendo cosa fare dell’acqua contaminata di Fukushima
    Giappone sta valutando se fare evaporare o raccogliere l’acqua contaminata da trizio della centrale nucleare di Fukushima come alternativa al rilascio nell’oceano.
    La rimozione di centinaia di migliaia di tonnellate di acqua contenente trizio, un isotopo radioattivo relativamente innocuo, che rimane nell’acqua depurata dagli altri elementi radioattivi, è uno dei tanti problemi che deve affrontare TEPCO nel tentativo di bonificare lo stabilimento distrutto.
    TEPCO vorrebbe rilasciare l’acqua contaminata dal trizio in mare, una pratica comune negli impianti nucleari operanti normalmente in tutto il mondo, ma sta lottando per ottenere l’approvazione da pescatori locali, che sono preoccupati per l’impatto sulla fiducia dei consumatori e si fidano poco dell’azienda.

    Aaron Sheldrick, Japan considers evaporation, storage of tritium-laced Fukushima water. Reuters, 8 aprile 2015.

  • TEPCO perlustrerà con un robot l’interno del reattore 1 di Fukushima

    Robot IRID/Hitachi durante una dimostrazione. Fonte: TEPCO, YouTube.

    TEPCO ha annunciato che condurrà un’indagine all’interno del vaso di contenimento del reattore 1 utilizzando per la prima volta un robot telecomandato dentro un reattore. L’azienda spera di raccogliere dati sui livelli di radiazione, temperatura, e produrre immagini dell’interno del contenitore per capire dove si trova e in che condizioni è il combustibile fuso.
    Kyodo, TEPCO to conduct robot survey inside Fukushima No. 1 reactor container. Kyodo News, 6 aprile 2015.

  • Nel 2030 il 20% di elettricità giapponese dal nucleare
    I funzionari del governo giapponese hanno annunciato che per il 2030 il Giappone punta a produrre almeno il 20 per cento della sua elettricità dall’energia nucleare.
    Nonostante il sentimento antinucleare persistente tra il pubblico dopo il disastro nucleare di Fukushima marzo 2011, il governo del primo ministro Shinzo Abe vuole mantenere il nucleare come fonte di energia principale.
    Ma alcuni esperti di una commissione del Ministero dell’Industria, che sta discutendo il futuro del mix energetico del paese, hanno manifestato la preoccupazione che il Giappone stia tornando al nucleare troppo facilmente dopo aver subito il più grave incidente nucleare del mondo a partire dal disastro del 1986 a Chernobyl.

    Kyodo, Japan looks to generate 20% of electricity by nuclear in 2030. Kyodo News, 2 aprile 2015.

  • PAGINE CORRELATE
    ● Vedi anche la raccolta di notizie e analisi pubblicate dal marzo 2011.


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    Una risposta a Osservatorio sulla crisi nucleare ad aprile 2015

    1. fausto ha detto:

      La stima dei costi del disastro giapponese è la pietra dello scandalo. Non avranno mai il coraggio di ammettere le cifre nella loro interezza. Noi italiani siamo stati davvero fortunati.

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