Osservatorio sulla crisi nucleare a gennaio 2014

La maggioranza dei giapponesi è contraria al nucleare, ma il consenso verso il governo pro-nucleare di Shinzo Abe rimane stabile.

Arrivi internazionali dell’aeroporto di Tokyo Narita. Fonte: NewbieRunner, Flickr.

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2014
POLITICA ENERGETICA
In seguito ai segnali di crescente preoccupazione dell’opinione pubblica giapponese per l’intenzione del Giappone di ristabilire l’uso dell’energia nucleare, il governo ha ritardato la presentazione della strategia energetica a lungo termine del paese, la cui bozza definisce l’uso dell’energia nucleare un modo per “stabilizzare la strutturazione della domanda-offerta di energia del Giappone”.

Morihiro Hosokawa e Yoichi Masuzoe sono due dei quattro principali candidati alle elezioni del prossimo governatore della metropoli di Tokyo. Il tema principale della campagna elettorale è la politica energetica. Il voto del 9 febbraio si preannuncia quindi come una sorta di referendum sulle intenzioni del primo ministro Shinzo Abe di riavviare i 50 reattori nucleari giapponesi fermi. Ne parlano Asahi, Reuters, e il Fatto Quotidiano.

I sondaggi indicano che il 60% dei giapponesi è contrario al nucleare e si oppone al riavvio di qualunque reattore del Giappone, ma nonostante ciò il consenso verso il governo pro-nucleare di Shinzo Abe rimane stabile al 52%.
Questa contraddizione sembra confermare l’opinione dello scrittore Akira Mizubayashi, secondo cui “è prematuro pensare che il popolo giapponese sia capace di riconsiderare da cima a fondo la politica energetica del paese”.

INFORMAZIONE
Akira Mizubayashi è sorpreso dal silenzio della stampa internazionale sulla nuova legge sul segreto di stato, “il più grande sconvolgimento politico del Giappone dal dopoguerra”.
La severa legge, approvata il 6 dicembre scorso, indebolirà la libertà d’informazione, rendendo anche più opaca l’informazione sul nucleare e sulla crisi di Fukushima.

Nel frattempo, il sevizio pubblico radiotelevisivo giapponese NHK si piega al volere del governo, promuovendo il suo programma e censurando un economista che ritiene che “la crescita economica può essere realizzata anche senza il nucleare”. Ne parlano il New York Yimes e il Mainichi Shimbun.

Gli argomenti sulla crisi nucleare di Fukushima che recentemente hanno avuto un certo successo internazionale sui social media e Internet riguardano invece diverse speculazioni catastrofiche infondate che hanno prodotto la diffusione virale di notizie allarmistiche, come quella fantascientifica sul combustibile nucleare in viaggio verso il centro della terra; quella riguardante l’imminente, ma improbabile, esplosione del reattore 3 di Fukushima; quelle non documentate sulla contaminazione radioattiva di Stati Uniti e Australia, e sulle morie in massa di animali marini; quella basata su un divertente fotomontaggio in cui appare un fantastico calamaro mutante gigante spiaggiato in California; o quella che vagheggia addirittura sulla necessità di evacuare tutto l’emisfero nord del pianeta.

Queste preoccupazioni hanno avuto diverse risposte puntuali e ben argomentate, anche da scienziati e organizzazioni indipendenti che hanno seguito la crisi di Fukushima sin dal suo inizio. Secondo l’ingegnere nucleare Arnie Gundersen, il reattore 3 della centrale nucleare Fukushima Daiichi non è in procinto di esplodere, e le emissioni radioattive dell’impianto danneggiato non sono un pericolo per gli Stati Uniti. Anche Greenpeace conferma che non esiste nessun pericolo negli Stati Uniti né in Australia.
La nota associazione ambientalista ricorda che, per quanto grave, l’incidente nucleare di Fukushima è una catastrofe locale relativamente circoscritta, e non è in nessun modo un’apocalisse globale.

PERSONE

Al Jazeera e il New York Times raccontano la storia di Masami Yoshizawa, un allevatore che ha deciso di non abbandonare le sue mucche rimanendo nella sua fattoria situata a Namie, a pochi km dalla centrale devastata di Fukushima. Su Street View si vedono i cartelli di protesta che Yoshizawa ha messo davanti all’ingresso della fattoria.
Asahi Shimbun racconta invece di un altro allevatore, Kenichi Hasegawa, di Iitate, che documenta i cambiamenti prodotti dal’incidente di Fukushima nel suo villaggio.


RASSEGNA STAMPA
Articoli, analisi, approfondimenti e commenti degli osservatori internazionali:

  • La TV pubblica giapponese è accusata di favorire il governo di destra
    L’influente emittente radiotelevisiva pubblica giapponese NHK è accusata di permettere al governo di destra del primo ministro pro-nucleare Shinzo Abe, di interferire nelle sue attività. Katsuto Momii, il nuovo presidente di NHK, nominato dopo le frettolose dimissioni del suo predecessore, sembra confermare questi timori, dato che, il 25 gennaio, nella sua prima conferenza stampa ha dichiarato: “Non possiamo andare a sinistra se il governo dice a destra.” L’emittente è anche accusata di ammorbidire le sue critiche verso il nucleare e sull’incidente di Fukushima, su pressione della potente industria nucleare e dei suoi alleati politici del partito di governo.
    Recentemente, il professore di economia Toru Nakakita ha lasciato radio NHK, dopo 20 anni di collaborazione, perché gli è stato chiesto di non dire nulla contro il nucleare per evitare di influenzare le prossime elezioni del governatore di Tokyo. Un portavoce di NHK ha detto che la richiesta è stata fatta per garantire una copertura equilibrata in prossimità delle elezioni.
    Il popolare giornalista Jun Hori aveva lasciato la televisione lo scorso anno, dopo essere stato sottoposto dai superiori ad un interrogatorio durato più di sei ore su un suo documentario sugli incidenti nucleari negli Stati Uniti. Jun Hori, che adesso lavora come giornalista freelance, ha detto che “NHK teme di essere definita antinucleare. Alla NHK è diventato difficile parlare contro le autorità. E questo fa male alla democrazia.”

    Martin Fackler, Japan’s Public Broadcaster Faces Accusations of Shift to the Right. The New York Times, 31 gennaio 2014.

  • Economista lascia radio NHK per il divieto di parlare di nucleare
    L’emittente pubblica NHK si è rifiutata di consentire ad un ospite regolare del suo programma radiofonico mattutino di parlare di energia nucleare in prossimità delle elezioni del governatore di Tokyo.
    Toru Nakakita, 62 anni, è professore di economia all’Università Toyo, e da più di 20 anni è ospite del programma radiofonico di NHK con una rubrica mensile sulle prospettive dell’economia. Il 30 gennaio avrebbe dovuto parlare dei costi del riavvio dei reattori nucleari giapponesi, e del rischio di incidenti nelle centrali nucleari. Il giorno prima del programma, il personale incaricato di NHK gli ha detto: “Per favore, non tratti questo argomento, perché potrebbe influenzare i comportamenti di voto.”
    L’economista ha insistito dicendo di non sostenere nessuna persona specifica alle elezioni del 9 febbraio a Tokyo, che avrebbe potuto cambiare parte del suo testo, rivedendo la frase “La crescita economica può essere raggiunta anche senza il nucleare”, che NHK vedeva come un problema. Poi ha ricevuto una telefonata dal capo di NHK Radio Center, che gli ha detto: “Ti prego di parlare dell’argomento come ti piace, ma dopo le elezioni di Tokyo.”
    A quel punto l’economista ha cancellato la sua partecipazione al programma del 30 gennaio.

    Mainichi Japan, Professor cancels radio appearance after NHK declines talk on nuclear power issue. Mainichi, 31 gennaio 2014.

  • La battaglia per il governo di Tokyo
    Il voto è previsto per il 9 febbraio e sarà una battaglia a due tra Morihiro Hosokawa – che promettere di cancellare il nucleare annunciando anche Giochi verdi – e Yoichi Masuzoe, un ex ministro della Sanità appoggiato, per la verità senza grande entusiasmo da tutti i partiti dell’attuale maggioranza.
    Pio d’Emilia, Tokyo, sfida per la poltrona di governatore. Battaglia su Olimpiadi e nucleare. Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2014.

  • A Fukushima le cose vanno molto male, ma non è l’Apocalisse

    Sulla nave Rainbow Warrior, al largo della costa orientale del Giappone, maggio 2011. Fonte: Greenpeace.

    Greenpeace ha seguito la crisi nucleare di Fukushima sin dal suo inizio, nel marzo 2011, pertanto è in grado di offrire alcune informazioni utili in risposta alle preoccupazioni manifestate recentemente da molte persone.
    In relazione ad alcune storie che, esagerando i rischi, creano notizie catastrofiche che vanno ben oltre la realtà dei fatti, Greenpeace ricorda che l’incidente nucleare di Fukushima è una catastrofe locale circoscritta, e non è in nessun modo un’apocalisse globale.

    Jan Beránek, Yes, things are very bad at Fukushima but it’s not the Apocalypse. Greenpeace, 24 gennaio 2014.

  • 50 parlamentari del partito al governo chiedono di rinunciare al nucleare
    Un gruppo di circa 50 parlamentari del Partito Liberal Democratico (al governo), guidati dall’anti-nucleare Taro Kono, ha presentato una proposta che chiede al governo di elaborare una politica energetica che miri a eliminare gradualmente il nucleare.
    Secondo la proposta non dovrebbero essere costruiti nuovi reattori e i reattori che hanno operato per 40 anni andrebbero smantellati, inoltre il Giappone dovrebbe interrompere la sua politica di riciclaggio del combustibile esaurito.
    La proposta va contro i contenuti della bozza del piano per la politica energetica presentata a dicembre dal governo, favorevole al rilancio del nucleare.

    Kyodo, LDP lawmakers urge government to devise nuclear phase-out policy. Kyodo News, 24 gennaio 2014.

  • Il nucleare è al centro della campagna elettorale per il governo di Tokyo
    Il 23 gennaio è iniziata la campagna per l’elezione del nuovo governatore di Tokyo. La sfida si preannuncia come un momento decisivo per il ruolo del nucleare nella futura politica energetica e del Giappone.
    Uno dei candidati principali, l’ex primo ministro Morihiro Hosokawa, ha dedicato gran parte del suo discorso all’uscita del Giappone dal nucleare e alla trasformazione del paese in un leader nelle energie rinnovabili.

    The Asahi Shimbun, Tokyo governor race kicks off with nuclear energy issue looming large. Asia & Japan Watch, 23 gennaio 2014.

  • Ex premier sfida la politica energetica del governo alle elezioni di Tokyo
    Combination picture shows expected candidates of Tokyo gubernatorial election speaking during a news conference in Tokyo, a day before the election is declared. Photo taken by Kyodo, 22 January 2014

    Candidati all’elezione del governatore di Tokyo, durante la conferenza stampa del 22 gennaio 2014.
    Da sinistra: Kenji Utsunomiya, Morihiro Hosokawa, Yoichi Masuzoe, e Toshio Tamogami
    . Fonte: Kyodo via Reuters.

    L’ex primo ministro giapponese Morihiro Hosokawa ha promesso che se sarà eletto governatore di Tokyo spingerà la nazione ad abbandonare l’energia nucleare. L’elezione del nuovo governatore della metropoli potrebbe influenzare la politica energetica e il peso politico dell’attuale primo ministro Shinzo Abe.
    Hosokawa, 76 anni, è sostenuto dal carismatico ex primo ministro Junichiro Koizumi. Il voto del 9 febbraio sarà come un referendum sull’intenzione di Abe di riavviare il nucleare giapponese dopo l’incidente di Fukushima.

    Kiyoshi Takenaka e Linda Sieg, Japan’s former PM challenges Abe’s energy policy in Tokyo race. Reuters, 22 gennaio 2014.

  • Okaerinasai. Intervista a Mizubayashi Akira

    Arrivi internazionali dell’aeroporto di Tokyo Narita. Fonte: NewbieRunner, Flickr.

    Secondo lo scrittore Akira Mizubayashi, la cultura identitaria giapponese è strutturata in un modo che rende difficile alla società di mettersi in discussione, a meno che non vi sia una catastrofe comunitaria imprevedibile, come nel caso dei bombardamenti atomici del 1945. A quasi tre anni dall’incidente di Fukushima “è prematuro pensare che il popolo giapponese abbia tratto tutte le conseguenze dalla nuova catastrofe nucleare e sia capace di riconsiderare da cima a fondo la politica energetica del paese”.
    In questa intervista Akira Mizubayashi esprime anche la sua preoccupazione per il progressivo ritorno dell’ideologia estremista che dominò il paese dagli anni ’30 al 1945, e si dice sorpreso dal fatto che “la stampa internazionale non si esprime sulla nuova legge sul segreto di stato, il più grande sconvolgimento politico del Giappone dal dopoguerra”.
    Massimo Rizzante, Sono inquieto per questo Giappone. Dialogo con Akira Mizubayashi. Le parole e le cose, 20 gennaio 2014.

  • Quasi un terzo dei comuni giapponesi non vuole il nucleare
    Secondo uno studio condotto da Asahi Shimbun, dopo la crisi di Fukushima quasi un terzo dei comuni del Giappone ha chiesto al parlamento di rinunciare al nucleare.
    I risultati dello studio indicano che la produzione di energia nucleare potrebbe emergere come argomento centrale nella campagna per l’elezione del governatore di Tokyo. La metropoli e la regione del Kanto sono servite da Tokyo Electric Power Co (TEPCO), il gestore della centrale Fukushima Daiichi.

    Toru Nakagawa, Study: Nearly one-third of localities call for end to nuclear power. Asia & Japan Watch, 19 gennaio 2014.

  • La commissione di vigilanza sul segreto di stato potrà proteggere le libertà individuali e l’erosione della democrazia?
    The government has begun preparations for putting the controversial state secrets protection law into effect by the end of the year.
    We were concerned that the legislation, if it was enforced as it was, would enable the government to take complete control over huge amounts of public information and use it at its own discretion. Our fear was that the system would lead to serious misjudgment by the public due to a lack of information and to erosion of democracy.
    We still think these concerns are legitimate. The law is deeply flawed.

    Editoriale, EDITORIAL: State secrets panel needs to be strong watchdog to protect personal freedoms. Asia & Japan Watch, 16 gennaio 2014.

  • Il Giappone rimanda la presentazione del piano sull’energia
    Il governo giapponese ha ritardato la presentazione, prevista per metà gennaio, della strategia energetica a lungo termine del paese in seguito ai segnali di crescente preoccupazione dell’opinione pubblica per un ritorno al nucleare.
    La bozza del nuovo piano energetico, divulgata all’inizio di dicembre, definisce l’uso dell’energia nucleare un modo per “stabilizzare la strutturazione della domanda-offerta di energia del Giappone.” La posizione favorevole al nucleare del governo rovescia l’intenzione del governo precedente di eliminare gradualmente l’energia nucleare.
    Nonostante il consenso verso il governo pro-nucleare di Shinzo Abe rimanga stabile al 52%, i sondaggi indicano che il 60% dei giapponesi è contrario all’uso del nucleare e si oppone al riavvio di qualunque dei 50 reattori nucleari fermi del Giappone.
    Lo schieramento anti-nucleare conta anche l’ex primo ministro Morihiro Hosokawa, che si candiderà alle elezioni del nuovo governatore di Tokyo.

    Mari Iwata, As Nuclear Concerns Rise, Japan Delays Energy Plan. The Wall Street Journal, 14 gennaio 2014.

  • Un allevatore salva le mucche radioattive di Fukushima dal macello

    L’ingresso della fattoria di Masami Yoshizawa. Zona evacuata di Namie, Fukushima, luglio 2013. Fonte: Street View.

    Masami Yoshizawa è un allevatore di 59 anni che vive nella sua fattoria a Namie, nella zona fantasma intorno alla centrale nucleare devastata di Fukushima. Non ha vicini di casa, ma ha tanti amici: centinaia di mucche che vuole salvare dal macello ordinato dal governo giapponese. L’allevatore è deciso di proteggere le mucche anche perché è irritato da ciò che considera come tentativi del governo di spazzare via le verità scomode sul disastro nucleare di Fukushima.
    Il 15 marzo 2011, quando fu dato l’ordine di evacuazione, Yoshizawa scelse di non eseguire l’ordine per non abbandonare i suoi animali. Durante l’evacuazione, gli altri abitanti di Namie andarono inconsapevolmente nel pieno della nube radioattiva perché le autorità avevano deciso di non dare informazioni sulla diffusione delle radiazioni. Oggi l’allevatore è ancora deciso a rimanere nella sua fattoria anche per protesta. All’ingresso della sua fattoria c’è un bulldozer messo di traverso e cartelli di protesta che annunciano: “Ribellione nucleare!”
    La sua potrebbe essere definita la protesta più donchisciottesca del mondo.

    Martin Fackler, Defying Japan, Rancher Saves Fukushima’s Radioactive Cows. The New York Times, 11 gennaio 2014.

  • Ritorno a Fukushima
    Masami Yoshizawa è un allevatore che ha la sua fattoria a Namie, a pochi chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima. Dopo l’incidente nucleare del marzo 2011 ha deciso di non abbandonare le sue 330 mucche, rimanendo nella fattoria. In seguito Yoshizawa è risultato positivo per l’esposizione interna al cesio 134 e 137.
    La storia in questo video fa parte di un reportage di Al Jazeera sulla crisi di Fukushima.
    Return to Fukushima. Al Jazeera, 3-9 gennaio 2014.

  • Il falso del calamaro Godzilla
    Snopes ha rintracciato le fotografie con cui è stato realizzato il fotomontaggio in cui appare un calamaro gigante spiaggiato in California. Nei giorni scorsi la falsa immagine del fantastico calamaro mutante ha avuto una diffusione virale su Internet insieme a diverse altre speculazioni allarmistiche ed infondate sulle conseguenze dell’incidente nucleare di Fukushima.
    Gigantic Squid. Snopes, 9 gennaio 2014.

  • Il Giappone approva un piano per il rilancio di TEPCO
    Il Ministero del commercio del Giappone ha approvato un piano di rilancio per Tokyo Electric Power Co (TEPCO), l’azienda responsabile del disastro nucleare di Fukushima.
    Il piano prevede di ridurre i costi di combustibile fossile con il riavvio di Kashiwazaki Kariwa, la più grande centrale nucleare del mondo. Il progetto è fermamente avversato dal governatore di Niigata, la prefettura che ospita la centrale.

    Mari Saito e Kentaro Hamada, Japan approves Fukushima operator’s revival plan. Reuters, 8 gennaio 2014.

  • Le radiazioni di Fukushima sono pericolose per la costa est degli USA?

    Le emissioni radioattive della centrale nucleare giapponese Fukushima Daiichi mettono a rischio la popolazione della costa ovest degli Stati Uniti? È pericoloso camminare sulle spiagge o nuotare nel Pacifico? Quanto sono sicure le spiagge della California? Si possono mangiare i frutti di mare del Pacifico?
    Queste sono alcune delle domande che il pubblico rivolge all’organizzazione di informazione sul nucleare Fairewinds e a cui risponde l’esperto Arnie Gundersen.

    Arnie Gundersen, West Coast Radiation Exposure: What are the risks? Fairewinds, 8 gennaio 2014.


  • L’unità 3 di Fukushima Daiichi non sta per esplodere

    Emissione di vapore dal reattore 3 di Fukushima Daiichi, 18 luglio 2013. Fonte: Tepco via YouTube.

    Dal 30 dicembre 2013, su Internet circolano molte congetture secondo cui l’unità 3 della centrale nucleare Fukushima Daiichi starebbe per esplodere. Le preoccupazioni sono dovute alle emissioni di vapore dell’edificio del reattore 3 dell’impianto. Dalle indagini di Fairewinds, che ha interpellato diversi scienziati, risulta che si tratta di un fenomeno in corso dal marzo 2011, quando è iniziato l’incidente di Fukushima. Le emissioni sono dovute al calore del combustibile nucleare fuso, e diventano visibili con particolari condizioni atmosferiche. Non sono quindi da considerare come l’indicazione di una imminente esplosione.
    Fukushima Daiichi Unit 3 is not going to explode. Fairewinds, 1 gennaio 2014.

  • Un allevatore registra i cambiamenti nel suo villaggio

    Ritratto di Kenichi Hasegawa, Iitate, agosto 2012. Fonte: CNIC, foto di Noboru Kobayashi.

    Kenichi Hasegawa è un allevatore di 60 anni che ha pubblicato due libri, una raccolta di fotografie, e un documentario sul villaggio di Iitate dopo l’incidente nucleare di Fukushima. Le sue foto mostrano la partenza per il macello delle sue 50 mucche da latte, la sua stalla vuota, gli abitanti del villaggio evacuato, i terreni agricoli in rovina e gli uomini in tute protettive in giro per il paese durante i costosi lavori di bonifica.
    Hasegawa pubblicherà una nuova serie di fotografie che documentano i cambiamenti nel villaggio e le sofferenze dei suoi abitanti dopo l’incidente nucleare.

    Maki Okubo, Dairy farmer records changes to his Fukushima village. Asia & Japan Watch, 1 gennaio 2014.

  • PAGINE CORRELATE
    Le notizie sulla crisi nucleare a gennaio 2014.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate dal marzo 2011.


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    Informazioni su Backyard World

    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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