Osservatorio sulla crisi nucleare a dicembre 2013

La crisi nucleare è permanente. E la scarsa trasparenza è una consuetudine.

Facciata ovest dell’edificio del reattore 4 di Fukushima Daiichi, 18 dicembre 2013. Fonte: TEPCO.

Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2013
Trasparenza
Recentemente Tokyo Electric Power Co (TEPCO), il gestore della centrale nucleare Fukushima Daiichi, ha pubblicato sul suo sito web una fotografia con una vistosa mascherina di offuscamento sulla parete ovest dell’edificio del reattore n° 4 dell’impianto devastato dall’incidente nucleare del marzo 2011. Le ragioni della censura sono oscure, ma potrebbe darsi che nell’immagine sono stati nascosti dei dettagli che potrebbero eventualmente rivelare una probabile instabilità dell’edificio, alla cui sommità si trova una piscina contenente 400 tonnellate di combustibile nucleare.
Qualunque sia il motivo della censura, resta evidente che l’azienda (nazionalizzata nel maggio 2012) continua a praticare apertamente la sua consueta mancanza di trasparenza, già dimostrata ampiamente sin dall’inizio della crisi nucleare e tollerata dalle autorità politiche.

La nuova e severa legge del Giappone sul segreto di stato, approvata dal parlamento il 6 dicembre, riduce drasticamente il diritto all’informazione e, secondo molti osservatori, renderà ancora più opaca l’informazione sul nucleare del paese.

Politica nucleare
Secondo la commissione governativa giapponese che sta sviluppando il piano energetico del paese, il Giappone dovrebbe continuare a utilizzare l’energia nucleare come fonte di energia principale, nonostante l’incidente nucleare di Fukushima.

Gestione della crisi nucleare
Ogni giorno centinaia di tonnellate di acqua radioattiva vengono scaricate nel mare davanti alla centrale nucleare Fukushima Daiichi. Al momento non sembra esista una soluzione del problema. Secondo Greenpeace, queste condizioni qualificano la crisi nucleare di Fukushima come permanente.

TEPCO ha pubblicato i risultati di una nuova indagine secondo cui il combustibile nucleare del reattore n° 3 sarebbe fuoriuscito dal vaso di contenimento del reattore sin dai primi giorni dell’incidente del marzo 2011. Secondo TEPCO la situazione del reattore sarebbe pertanto più grave di quanto ritenuto finora.
Dei sei reattori di Fukushima Daiichi, in n° 3 è l’unico che veniva alimentato con il MOX, il più instabile, tossico ed economico tra i combustibili nucleari.

Interviste
Questo mese Asahi Shimbun ha intervistato Allison Macfarlane, che dirige la Commissione di regolamentazione del nucleare statunitense (NRC) e Peter Bradford, che era nella NRC durante l’incidente di Three Mile Island del 1979.
Allison Macfarlane espone il suo punto di vista sul problema dello smaltimento delle scorie nucleari facendo notare che il Giappone non ha mai risolto il problema dello smaltimento, e che i paesi che scelgono di produrre energia con il nucleare dovrebbero prima decidere come intendono smaltire i rifiuti nucleari.
Peter Bradford dice che il difficile lavoro di disattivazione della centrale nucleare Fukushima Daiichi dovrebbe essere controllato da un organismo indipendente e che nel processo decisionale bisognerebbe coinvolgere le persone colpite dalla catastrofe.


RASSEGNA STAMPA
Articoli, analisi, approfondimenti e commenti degli osservatori internazionali:

  • Una legge sul segreto di Stato per chi?
    La nuova legge potrebbe segnare l’inizio di un drastico spostamento del potere all’esecutivo, ridisegnando gli equilibri di potere in Giappone.
    Colin P.A. Jones, A secrets law for whom? Look who gets a free pass. The Japan Times, 18 dicembre 2013.

  • Legge sul segreto di Stato preoccupante per la sicurezza delle centrali
    In seguito all’approvazione di una nuova legge sulla protezione dei segreti di Stato, cresce la preoccupazione che il governo giapponese possa essere tentato di nascondere le informazioni sulla sicurezza delle centrali nucleare.
    Toshihiro Okuyama e Hiroo Sunaoshi, State secrets law raises concern about safety of nuclear power plants. Asia & Japan Watch, 17 dicembre 2013.

  • Il pericoloso anacronismo del Giappone
    Il governo del primo ministro Shinzo Abe ha varato in Parlamento una legge sul segreto di stato che segna una modifica sostanziale della democrazia giapponese. La legge è molto ampia e formulata vagamente, e permetterà la governo di fare in segreto ciò che ritiene politicamente scomodo. I funzionari governativi che lasceranno trapelare informazioni segrete potranno essere incarcerati fino a 10 anni, e i giornalisti che ottengono informazioni in modo “inappropriato”, o che addirittura cercano informazioni anche senza sapere che sono riservate, potranno essere condannati fino a cinque anni di prigione. La legge riguarda questioni di sicurezza nazionale, e include spionaggio e terrorismo.
    Il segretario del Partito Liberal Democratico, Shigeru Ishiba, ha paragonato ai terroristi chi manifesta contro la nuova legge. Gen Nakatani, del PLD, ha detto che “gli affari di governo sono distinti da quelli del popolo”.
    La legge è parte integrante del progetto del premier Abe di rifare il Giappone riscrivendo la costituzione. Il progetto è stato reso noto nell’aprile dello scorso anno e prevede l’ampliamento dei poteri del governo, la riduzione dei diritti individuali, e il potere al primo ministro di dichiarare lo stato di emergenza e di sospendere legge ordinaria.
    I critici sostengono che si tratta di un pericoloso tentativo di restaurare il regime totalitario di prima del 1945.

    Editoriale, Japan’s Dangerous Anachronism. The New York Times, 16 dicembre 2013.

  • Futuro radioso
    Futaba: 37.453408, 141.009055 | Google Street View

    “Il nucleare è l’energia per un futuro luminoso”. Futaba, luglio 2013. Fonte: Google Street View.

    Lo slogan nucleare di Futaba, nella zona di evacuazione di Fukushima, fu coniato da un bambino su richiesta delle autorità della cittadina giapponese, un anno dopo Chernobyl.
    Fabrice de Nola, Futuro radioso. Backyard World, 16 dicembre 2013.

  • La situazione del reattore 3 è più grave di quanto creduto finora

    Il reattore n°3 di Fukushima Daiichi viene irrorato d’acqua, 19 marzo 2011. Fonte: JSDF via AJW.

    Il 13 dicembre 2013, TEPCO, gestore della centrale nucleare Fukushima Daiichi, ha pubblicato il rapporto di una nuova indagine secondo cui, nei primi giorni dell’incidente nucleare del marzo 2011, parte dell’acqua pompata nei reattori 1, 2 e 3, sarebbe stata deviata dalle tubature disperdendosi in altre zone dell’impianto devastato. Nel tentativo disperato di raffreddare i reattori furono impiegati i vigili del fuoco. La quantità d’acqua pompata nei reattori era sufficiente ad evitare le fusione del combustibile nucleare, ma venne in parte deviata in altre condutture a causa di alcune valvole rimaste aperte, rendendo inutile lo sforzo dei vigili del fuoco.
    Secondo il rapporto, le condizioni del reattore n° 3 sarebbero più gravi di quanto creduto finora, perché il suo mancato raffreddamento favorì la fuoriuscita del combustibile nucleare dal vaso di contenimento già nei primi giorni dell’incidente.

    Asahi Shimbun, TEPCO: Not all pumped-in water reached overheating Fukushima reactors. Asia & Japan Watch, 14 dicembre 2013.

  • Il governo giapponese nasconde le bugie con la legge sul segreto di stato
    Cosa c’è dietro la svolta nazionalista di Shinzo Abe, l’uomo che vuole cambiare la Costituzione e a parole vuole abbattere le frontiere commerciali, ma nei fatti rispolvera la vecchia retorica imperiale.
    Pio d’Emilia, Giappone, con la scusa di proteggere i “segreti” il governo nasconde le bugie. Il Fatto Quotidiano, 12 dicembre 2013.

  • Studio: nelle foreste il cesio non avrebbe raggiunto le falde acquifere
    Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’agenzia governativa Japan Atomic Energy Agency (JAEA), la maggior parte del cesio radioattivo emesso dalla centrale nucleare Fukushima Daiichi e ricaduto sulle foreste di latifoglie, è rimasto vicino alla superficie del terreno, probabilmente senza diffondersi nelle acque delle falde sotterranee.
    Lo studio è stato condotto a partire dal maggio 2011 nelle foreste della prefettura di Ibaraki, a circa 65 chilometri a sud ovest dalla centrale nucleare devastata.

    Jin Nishikawa, Study: Radioactive cesium in forests likely didn’t reach groundwater. Asia & Japan Watch, 10 dicembre 2013.

  • Crisi permanente a Fukushima
    Ogni giorno vengono scaricate in mare centinaia di tonnellate di acqua radioattiva contaminata dai reattori nucleari danneggiati di Fukushima. La crisi è permanente.
    Justin McKeating, Permanent crisis at Fukushima. Greenpeace, 10 dicembre 2013.

  • Libertà di stampa, è sempre più difficile fare i giornalisti in Giappone
    Il ruolo del giornalismo come cane da guardia della democrazia è sempre più debole in Giappone. Nella notte dello scorso 6 dicembre, nonostante decine di migliaia di persone che protestavano per le strade e il supporto del solo 25 percento della popolazione, il partito liberaldemocratico di Shinzo Abe ha approvato in tutta fretta la nuova legge sul segreto di Stato.
    Alessia Cerantola, Libertà di stampa, è sempre più difficile fare i giornalisti in Giappone. Il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2013.

  • Intervista / Peter Bradford: monitoraggio indipendente per Fukushima
    Secondo Peter Bradford, membro della Commissione di regolamentazione del nucleare statunitense (NRC) durante l’incidente di Three Mile Island del 1979, un organismo indipendente dovrebbe sorvegliare il difficile compito di smantellamento della centrale nucleare Fukushima Daiichi.
    L’incidente di Three Mile Island ha coinvolto solo un reattore e non ha comportato problemi sostanziali con l’acqua. Chernobyl è stato un incidente molto più grave, ma ancora con solo un reattore da gestire e senza i problemi di raffreddamento a lungo termine che presenta Fukushima. La situazione in Giappone è unica, e con molti problemi di difficile soluzione.
    La crisi di Three Mile Island fu gestita dalla NRC, mentre la crisi di Fukushima è gestita da TEPCO, il proprietario dell’impianto. L’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA) è stata poco coinvolta nella gestione dell’incidente e ha rivolto la maggior parte delle sue attenzioni sulla questione della riapertura degli altri 50 reattori giapponesi.

    Shiro Namekata, INTERVIEW/ Peter Bradford: Independent watchdog needed to monitor Fukushima work. Asia & Japan Watch, 7 dicembre 2013.

  • Intervista / Allison Macfarlane: lo smaltimento delle scorie nucleari
    Secondo Allison Macfarlane, direttrice della Commissione di regolamentazione del nucleare statunitense (NRC), i paesi che scelgono di produrre energia con il nucleare, farebbero bene a pensare prima a come intendono smaltire i rifiuti nucleari, notando che il Giappone è alle prese con questo problema da molti anni.
    Macfarlane espone il suo punto di vista discutendo dei cambiamenti nella regolamentazione nucleare dopo il disastro nucleare di Fukushima, delle prospettive per la cooperazione internazionale in materia di energia nucleare e della capacità dell’NRC di rimanere indipendente, pur mantenendo un rapporto funzionale con l’industria nucleare.

    Fumihiko Yoshida e Shiro Namekata, INTERVIEW/ Allison Macfarlane: Waste disposal plan key to nuclear power option, says NRC chief in US. Asia & Japan Watch, 5 dicembre 2013.

  • TEPCO sottovaluta i rischi della rimozione del combustibile di Fukushima
    Il 18 novembre Tokyo Electric (TEPCO) ha iniziato il lungo processo di rimozione del combustibile nucleare dalla piscina del reattore 4 della centrale di Fukushima Daiichi. In questa intervista l’ingegnere nucleare Arnie Gundersen dice che TEPCO sottovaluta i rischi legati alla rimozione delle barre di combustibile, i cui alloggiamenti sono stati danneggiati nel disastro del marzo 2011.
    Jessica Desvarieux, TEPCO Downplays Huge Risks Involved in Removing Fukushima Fuel Rods. TheRealNews, 2 dicembre 2013.

  • PAGINE CORRELATE
    Le notizie sulla crisi nucleare a dicembre 2013.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate dal marzo 2011.



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    Informazioni su Backyard World

    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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