Osservatorio sulla crisi nucleare a settembre 2013

Il combustibile fuso di Fukushima Daiichi sarebbe nella falda acquifera?

Il settore G3 dei serbatoi d’acqua contaminata di Fukushima Daiichi, 3 settembre 2013. Fonte: TEPCO.

Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2013
Nel luglio 2012, la Commissione parlamentare d’indagine (NAIIC) aveva stabilito che l’incidente nucleare di Fukushima Daiichi è “un disastro causato dall’uomo”. Il 9 settembre la giustizia giapponese ha deciso di non incriminare nessuno dei funzionari collegati all’incidente di Fukushima, concludendo che è tecnicamente difficile perseguire le responsabilità giuridiche dei singoli.

L’enorme quantità di acqua contaminata di Fukushima Daiichi incombe sulla gestione della crisi. Gli ultimi sviluppi della situazione fanno aumentare le preoccupazioni sul controllo di un disastro che sembra andare alla deriva nonostante gli sforzi per contenerlo.

Lo scienziato britannico Christopher Busby ipotizza che l’ultima ondata di radiazioni vicino ai serbatoi dell’acqua contaminata potrebbe essere collegata alla fuoriuscita del combustibile nucleare fuso dai contenitori dei reattori. La fissione starebbe avvenendo nel sottosuolo della centrale. Ma questa ipotesi non è ancora stata confermata da nessun altro.

Il giornalista Pio d’Emilia fa il punto sulla grave situazione a Fukushima Daiichi, sottolineando che ci sono in circolazione diverse storie improbabili sull’argomento che fanno soltanto perdere di vista i rischi reali, le bugie e le responsabilità di TEPCO e del governo giapponese.


RASSEGNA STAMPA
Articoli, analisi, approfondimenti e commenti degli osservatori internazionali:

  • Fukushima, rischi reali e leggende metropolitane
    Con l’avvicinarsi dell’operazione di “trasbordo” delle barre di carburante dalla piscina del reattore 4, c’è chi ipotizza scenari improbabili, perdendo di vista i rischi reali e soprattutto le bugie del governo e le responsabilità dei dirigenti della Tepco, che invece di essere indagati e processati continuano a dirigere le operazioni.
    Pio d’Emilia, Fukushima, rischi reali e bufale nucleari (sulla Rete e non). Il Fatto Quotidiano, 27 settembre 2013.

  • Incertezze sul muro di suolo congelato a Fukushima Daiichi
    L’ambizioso progetto per la creazione alla centrale nucleare Fukushima Daiichi di un muro sotterraneo di terreno ghiacciato che dovrebbe contenere le acque sotterranee contaminate, sta incontrando diversi problemi collegati alla sua durata e ai costi di realizzazione.
    Si stima che ogni giorno circa 400 tonnellate di acque sotterranee scorrono nei quattro edifici dei reattori della centrale nucleare devastata, dove si mescolano con l’acqua già contaminata dalle radiazioni del combustibile nucleare fuso.

    Takashi Kamiguri, INSIGHT: Frozen soil wall at Fukushima plant riddled with uncertainties. Asia & Japan Watch, 17 settembre 2013.

  • Il lungo cammino verso la risoluzione dei problemi dell’acqua di Fukushima
    Fra i tanti problemi che affliggono i lavori di smantellamento dei reattori della centrale nucleare Fukushima Daiichi, c’è quello della gestione delle acque contaminate dalle radiazioni.
    Il problema più urgente da risolvere consiste nell’impedire che le acque della falda freatica entrino negli edifici dei reattori danneggiati e, dopo essere state contaminate, si riversino in mare.
    La natura geografica del sito su cui sorge l’impianto devastato rende ancora più complicato risolvere questi problemi persistenti.
    Si stima che il flusso giornaliero delle acque di falda verso la centrale sia di circa 800 a 1.000 tonnellate, e TEPCO non conosce ancora i dettagli su come e dove le acque sotterranee entrano negli edifici.

    Asahi Shimbun, ANALYSIS: The long road ahead in ending Fukushima water problem. Asia & Japan Watch, 18 settembre 2013.

  • L’importanza di perseguire le responsabilità sul disastro di Fukushima
    Il 9 settembre la giustizia giapponese ha deciso di non incriminare nessuno dei funzionari collegati all’incidente nucleare di Fukushima Daiichi, concludendo che è tecnicamente difficile perseguire la responsabilità giuridica dei singoli per il disastro. Secondo Keiji Takeuchi, la decisione dei giudici di non accusare nessuno non è convincente.
    La responsabilità primaria per l’incidente va individuata in Tokyo Electric Power Co (TEPCO), gestore dell’impianto. Ma dal momento che il governo centrale ha lavorato a stretto contatto con l’azienda per promuovere l’energia nucleare come una “politica nazionale gestita dal settore privato”, c’è anche grande responsabilità politica. La mancata individuazione di responsabilità precise impedisce un’adeguata riflessione politica, necessaria prima di riprendere le operazioni in altri impianti nucleari ed esportare tecnologia nucleare.

    Keiji Takeuchi, POINT OF VIEW/ Keiji Takeuchi: Pursuing responsibility for Fukushima disaster of utmost importance. Asia & Japan Watch, 10 settembre 2013.

  • Capire la situazione di Fukushima in due minuti
    Da qualche mese si moltiplicano gli annunci inquietanti del gestore Tepco riguardanti le perdite d’acqua radioattiva della centrale nucleare Fukushima Daiichi. Ogni giorno, diverse tonnellate di acqua contaminata sfuggono dalle cinte di confinamento dei reattori e da diversi serbatoi dell’impianto devastato. Dove finiscono le emissioni radioattive?
    Donald Walther e Audrey Garric, Comprendre la situation à Fukushima en deux minutes. Le Monde, 7 settembre 2013.

  • La farsa di Fukushima svela i problemi fatali dell’industria nucleare
    Quando l’industria nucleare era fresca e giovane, le bastava bruciare uranio. Adesso che è vecchia e appannata, brucia anche tanti soldi. Una volta la promessa era quella di avere elettricità molto economica, ora abbiamo costi così alti che è difficile contarne le cifre. Sul sito devastato della centrale nucleare di Fukushima, il governo giapponese è costretto a spendere più di 200 milioni di euro per un muro di ghiaccio sotterraneo. L’opera, che sembra fantascientifica, è il più recente tentativo disperato di fermare l’acqua contaminata dalle radiazioni che finisce in mare. Se un semplice tappabuchi è così costoso, è chiaro che qualsiasi soluzione concreta avrà costi inestimabili. I contribuenti giapponesi hanno già dovuto salvare l’operatore Tepco con più di 7,5 miliardi di euro. Portare a termine la bonifica costerà decine di miliardi e durerà almeno 40 anni.
    Ormai le aziende commerciali hanno abbandonato la scena. Gli unici veri attori rimasti in gioco sono quelli sostenuti dalla Francia, dalla Cina e dalla Russia, il cui interesse per il nucleare è sia politico che energetico. La ragione fondamentale per cui il prezzo del nucleare sale ogni giorno è semplice e chiara come il sole. Arginare i costi per contenere un’esplosione nucleare al rallentatore, è una impresa impossibile.

    Damian Carrington, Fukushima farce reveals nuclear industry’s fatal flaw. The Guardian, 4 settembre 2013.

  • Il Giappone vuole le Olimpiadi 2020. Ma dovrebbe pensare a Fukushima
    Alla vigilia della decisione del Cio, il governo rassicura: “Tokyo meno radioattiva di Londra”. Ma i 10 miliardi di investimento previsti dovrebbero essere destinati alla catastrofe nucleare, che non è finita. Anzi, il peggio deve ancora arrivare.
    Pio d’Emilia, Il Giappone vuole le Olimpiadi 2020. Ma dovrebbe pensare a Fukushima. Il Fatto Quotidiano, 4 settembre 2013.

  • Dubbi sulla bonifica della zona coinvolta nell’incidente nucleare

    Naraha, 27 febbraio 2012. Checkpoint al confine con la zona di evacuazione. Fonte: Wikimedia.

    A Naraha, un piccolo centro agricolo nella zona di evacuazione intorno alla centrale nucleare Fukushima Daiichi, piccoli eserciti di lavoratori coperti con mascherine e guanti, raschiano il terriccio radioattivo nel disperato tentativo di soddisfare la volontà del governo centrale di far tornare un giorno la maggior parte degli 83.000 sfollati. Eppure, ogni volta che piove, dalle colline boscose viene giù altra contaminazione radioattiva.
    Martin Fackler, Errors Cast Doubt on Japan’s Cleanup of Nuclear Accident Site. The New York Times, 3 settembre 2013.

  • L’aumento delle radiazioni non dipenderebbe solo da perdite occasionali

    Il ministro dell’industria Toshimitsu Motegi in visita a Fukushima Daiichi, 26 agosto 2013. Fonte: TEPCO.

    In questa intervista, lo scienziato britannico Christopher Busby dice che l’aumento delle radiazioni vicino ai serbatoi dell’acqua contaminata della centrale nucleare Fukushima Daiichi è troppo grande per essere attribuito soltanto alle occasionali perdite. Pertanto, l’ultima ondata di radiazioni sarebbe indicativa non soltanto di ulteriori fughe d’acqua sul sito, ma potrebbe anche significare che la fissione del combustibile nucleare fuso sta avvenendo nel sottosuolo della centrale, fuori dai contenitori dei reattori devastati. Busby dice che se fosse così, la situazione sarebbe molto pericolosa per chi lavora sul sito e dovrebbe richiedere l’evacuazione della popolazione nel raggio di 100 km.
    Christopher Busby, Fukushima open air fission? Radiation surge can’t be blamed just on random leaks. RT, 2 settembre 2013.

  • PAGINE CORRELATE
    Le notizie sulla crisi nucleare a settembre 2013.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate dal marzo 2011.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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