Osservatorio sulla crisi nucleare ad agosto 2013

La gestione dell’acqua radioattiva di Fukushima Daiichi è ufficialmente fuori controllo. Il Giappone di Abe è cieco davanti alla spaventosa realtà nucleare.

Pozzo di una condotta sotterranea sul lato mare della centrale Fukushima Daiichi, 13 agosto 2013. Fonte: TEPCO.

Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2013
Ogni giorno 1000 tonnellate dell’acqua che dalle montagne scorre verso l’oceano, raggiungono la falda sotto il sito della centrale nucleare Fukushima Daiichi. L’acqua di falda entra in contatto con l’acqua che si infiltra sotto la centrale dopo essere stata utilizzata per raffreddare i reattori devastati.
Secondo le stime ufficiali, circa 300 tonnellate d’acqua contaminata dalle radiazioni si riversano nell’Oceano Pacifico. Ogni giorno, sin dal marzo 2011, quando è iniziata la crisi nucleare di Fukushima.

Politica nucleare e informazione
Anche se il problema era stato ipotizzato da molti esperti indipendenti sin dall’inizio della crisi nucleare, le notizie riguardanti l’acqua contaminata erano rimaste discretamente sullo sfondo del panorama delle informazioni. Le nuove inquietanti rivelazioni sono venute alla luce subito dopo le elezioni giapponesi del luglio scorso, vinte dal primo ministro Shinzo Abe, favorevole al riavvio dell’industria nucleare giapponese.

Greenpeace critica senza mezzi termini il governo giapponese e Tokyo Electric Power Co, nota come Tepco, l’azienda responsabile della centrale di Fukushima e dell’incidente. Secondo l’organizzazione ambientalista, l’emergenza non può più essere ignorata, il Giappone dovrebbe prendere il controllo della gestione del disastro e smettere di usare l’azienda come capro espiatorio quando le cose si mettono male.
Anche il quotidiano finanziario Bloomberg pubblica due articoli molto critici. In uno ironizza su Shinzo Abe perché adesso anche lui, come Greenpeace, ritiene che Tepco non sia all’altezza del compito di contenere il disastro nucleare. Nell’altro dice che Abe verrà ricordato non per la sua politica, ma solo per ciò che ha fatto, o non ha fatto, per porre fine alla crisi nucleare di Fukushima. E avverte: “il governo giapponese è Tepco” e “il Giappone di Abe è cieco davanti alla spaventosa realtà nucleare”.

Su RT lo scienziato britannico Christopher Busby critica l’atteggiamento della lobby nucleare internazionale e dice che Fukushima è un esperimento involontario sulla salute pubblica.

L’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA) ha definito una fuga di acqua radioattiva da un serbatoio di Fukushima Daiichi come un guasto grave, al livello 3 della scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici (scala INES). Se si esclude il posizionamento sulla scala INES dell’incidente di Fukushima come evento complessivo (INES 7), è la prima volta che le autorità giapponesi indicano il grado INES di un evento accaduto alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi dal 12 aprile 2011.
L’NRA, che da settembre 2012 ha sostituito la corrotta e collusa NISA, sta attirando l’attenzione su diverse questioni che da due anni e mezzo Tepco tenta di minimizzare o nascondere.

Smantellamento di Fukushima Daiichi
Secondo l’NRA, la centrale di Fukushima è in una “situazione d’emergenza”, a Tepco “manca il senso della crisi” che incombe sull’Oceano Pacifico e l’attuale gestione delle acque radioattive potrebbe rivelarsi una battaglia persa.
L’acqua pone due problemi: la contaminazione del mare e la contaminazione del sito di Fukushima Daiichi per le perdite dai serbatoi in cui viene raccolta provvisoriamente l’acqua. Perdite consistenti dai serbatoi potrebbero impedire l’accesso al sito alle persone che ci lavorano, con i gravi rischi che ciò comporterebbe. Se non si trova una soluzione adeguata, forse non sarebbe da escludere che il governo giapponese prenda in considerazione la decisione di liberarsi dell’acqua contaminata rilasciandola in mare o facendola evaporare.

Il Giappone ha istituito l’International Research Insitute for Nuclear Decommissionning (IRID), una nuova organizzazione che svilupperà i metodi e le opzioni di smantellamento di Fukushima Daiichi.
La nascita di questa istituzione lascia supporre che in futuro Tepco potrebbe non essere più l’unico responsabile dello smantellamento dell’impianto devastato nel 2011 dal grave incidente nucleare, innescato dal terremoto e tsunami del Tohoku.

Tepco si prepara a rimuovere circa 400 tonnellate di combustibile nucleare dalla piscina dell’edificio danneggiato del reattore 4. L’operazione altamente rischiosa è solo un episodio del lungo e difficile processo di smantellamento della centrale di Fukushima.

Decontaminazione
Safecast ha pubblicato un articolo sulla decontaminazione delle zone coinvolte nell’incidente di Fukushima. L’articolo è una guida nella complicata informazione sullo stato della bonifica ambientale nelle zone di esclusione. Secondo Safecast, probabilmente la maggior parte degli abitanti sfollati dovranno aspettare molto prima di poter tornare nelle loro case.


RASSEGNA STAMPA
Articoli, analisi, approfondimenti e commenti degli osservatori internazionali:

  • La posizione di Naoto Kan
    Quando il Giappone fu colpito dal peggior disastro del dopoguerra, Naoto Kan era il primo ministro dalla nazione. In questa intervista parla delle sue idee politiche, dei suoi errori e del suo attuale impegno di attivista anti-nucleare. L’ex premier giapponese racconta ciò che è realmente accaduto e ciò che sarebbe potuto succedere nei giorni bui del marzo 2011.
    Edan Corkill, Naoto Kan speaks out. The Japan Times, 31 agosto 2013.

  • Aumentano le pressioni sul Giappone affinché accetti aiuti esterni
    Il primo ministro giapponese Shinzo Abe è appena tornato da un viaggio in Africa e Medio Oriente, dove ha promosso la tecnologia nucleare giapponese. Intanto aumentano le critiche internazionali al suo governo per la leggerezza con cui sta affrontando la crisi di Fukushima.
    Per molti all’estero, le ultime rivelazioni dimostrano ancora una volta che la gestione della crisi nucleare è troppo grande sia per Tepco che per il governo. La consulenza di esperti internazionali deve essere cercata fuori dal “villaggio nucleare” giapponese o dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che ha il mandato di promuovere l’energia nucleare.
    Secondo l’anti-nucleare Aileen Mioko Smith, “servono competenze in materia di idrologia, reattori e ingegneria civile. Ma la questione non è se gli esperti debbano essere giapponesi o no. Ciò che serve è competenza slegata da interessi di parte, non l’AIEA, Areva (il colosso nucleare francese) o aziende come Bechtel. Gli appaltatori dovrebbero essere scelti dopo aver deciso che cosa deve essere fatto”.
    L’ex ambasciatore in Mitsuhei Murata, ha scritto al premier Abe e al Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon chiedendo un coinvolgimento internazionale nella gestione di Fukushima. Murata dice che “in Giappone persiste la dittatura nucleare. E c’è una strategia internazionale per fare come se a Fukushima non fosse successo nulla. Sembra che i media giapponesi sentano il dovere di non indisporre la forte dittatura nucleare, che è riuscita a creare un’atmosfera da business as usual“.

    Eric Johnston, Japan under increasing pressure to accept outside nuclear help. The Japan Times, 30 agosto 2013.

  • 132 piscine olimpioniche di acqua radioattiva

    Il ministro dell’industria ispeziona i serbatoi nell’area H4 di Fukushima Daiichi, 26 agosto 2013. Fonte: TEPCO.

    Tepco ha accumulato a Fukushima Daiichi la più grande quantità di acqua radioattiva della storia degli incidenti nucleari. Adesso l’azienda deve decidere cosa farne.
    Più di 330.000 tonnellate di acqua contaminata a vari livelli di tossicità sono raccolte sul sito della centrale nucleare in pozzi, sotterranei e centinaia di serbatoi.
    Secondo l’ex ingegnere nucleare Michael Friedlander, gestire e smaltire queste acque sarà un lavoro di ingegneria molto impegnativo. I serbatoi sono vulnerabili ai terremoti e possono avere perdite “pericolose per le persone che lavorano alla centrale”. Friedlander ha detto che “ci sono solo due modi per sbarazzarsi dell’acqua: sversarla in mare o farla evaporare in aria. È una decisione politicamente difficile, ma a questo punto non si può più continuare semplicemente a raccogliere l’acqua.”
    Dopo che una serie di perdite, tra cui quella della settimana scorsa, valutata dall’NRA come “guasto grave”, decidere come risolvere il problema è sempre più urgente.

    Yuriy Humber e Jacob Adelman, Tepco Faces 132 Olympic Pools Worth of Radioactive Water. Bloomberg, 28 agosto 2013.

  • A Fukushima non si sa più dove mettere l’acqua radioattiva
    Nelle settimane successive alla fusione di tre reattori della centrale nucleare di Fukushima, avvenuta nel marzo 2011, Tepco, il proprietario dell’impianto devastato, si rivolse a tre delle più grandi imprese di costruzioni del Giappone per trovare una soluzione rapida alla necessità di gestire le grandi quantità d’acqua contaminata che incominciavano ad accumularsi sul sito della centrale.
    Tepco ordinò a Taisei Corp, Shimizu Corp e Hazama Ando dei grandi serbatoi d’acciaio, economici e facili da montare, risolvendo in via provvisoria il problema della raccolta dell’acqua contaminata. Alcuni serbatoi, grandi come un palazzo di tre piani, adesso cominciano a perdere. Inoltre non si sa più dove raccogliere l’enorme quantità d’acqua contaminata che si accumula ogni giorno raffreddando i reattori devastati.
    Alcuni esperti e funzionari ritengono che bisognerebbe concentrarsi sulla gestione dei rifiuti radioattivi più tossici e scaricare l’acqua meno contaminata in mare.

    Mari Saito e Antoni Slodkowski, Insight – In Fukushima end-game, radiated water has nowhere to go. Reuters, 23 agosto 2013.

  • L’acqua di Fukushima è “molta di più di quanto ci hanno fatto credere”

    Rupert Wingfield-Hayes illustra il percorso dell’acqua che raggiunge Fukushima Daiichi. Fonte: BBC News.

    La centrale di Fukushima Daiichi si trova sullo sbocco a mare di una vallata in cui confluiscono le acque dei monti circostanti. Scendendo a valle, le acque s’infiltrano sotto la centrale contaminandosi, per poi finire nell’oceano.
    L’esperto nucleare Mycle Schneider ha detto alla BBC che crede che le attuali perdite di acqua contaminata di Fukushima sono molto più grandi di quanto le autorità hanno dichiarato.
    Lo scienziato Ken Buesseler ha detto che “le fughe d’aqua dureranno ancora a lungo. Chernobyl è stato un evento esplosivo-incendiario durato una settimana, niente a che vedere con le potenzialità di Fukushima, collocata in riva all’oceano”.

    Matt McGrath, Fukushima leak is ‘much worse than we were led to believe’. BBC News, 22 agosto 2013.

  • Guasto grave a Fukushima Daiichi, livello 3 sulla scala INES
    La nuova Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA) ha classificato una perdita d’acqua contaminata al livello 3 (ovvero “guasto grave”) della scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici (INES). Significa che le condizioni della centrale di Fukushima Daiichi stanno peggiorando? La risposta è semplice: in un certo senso sì, anche se un INES 3 non è considerato un grave pericolo per l’ambiente circostante.
    Con i problemi di gestione delle enormi quantità d’acqua contaminata, era solo questione di tempo prima che la situazione diventasse chiaramente insostenibile. Una cosa incoraggiante per gli osservatori di Fukushima è la velocità con cui l’NRA reagisce ai guai di Tepco.

    Phred Dvorak, Fukushima Watch: A “Level 3″ Incident at Daiichi. WSJ, Japan Real Time, 21 agosto 2013.

  • Fukushima minaccia di essere peggio di Chernobyl
    Lo scienziato britannico Christopher Busby fa il punto sulla crisi nucleare di Fukushima. Secondo Busby Fukushima Daiichi è molto pericolosa perché sul sito della centrale si trova una quantità impressionante di radionuclidi contaminanti che, se la situazione sfuggisse ad ogni controllo, potrebbero scatenare un disastro da 50 a 100 volte più grave di quello di Chernobyl. Lo scienziato parla anche delle due teorie contrapposte, una pessimista e l’altra ottimista, sulle conseguenze dell’incidente sulla salute delle persone. Fukushima è un esperimento involontario sulla salute pubblica. Busby è molto critico con i responsabili dell’incidente e verso la lobby nucleare internazionale, che lo considera uno stravagante.
    Christopher Busby, Worse than Chernobyl: The inner threat of Fukushima crisis. RT, 20 agosto 2013.

  • Tepco dovrebbe prendere lezioni sulla bonifica
    Il torrente apparentemente senza fine di cattive notizie dalla centrale nucleare di Fukushima continua a dimostrare che Tepco, il proprietario dell’impianto, è assolutamente inadatto ad affrontare il disastro in corso.
    L’ultima della sfilza di brutte notizie riguarda le 300 tonnellate di acqua fortemente contaminata fuoriuscita dai serbatoi di stoccaggio dell’impianto devastato. La fonte della perdita è un mistero e non si sa se Tepco l’abbia fermata. L’azienda ha negato la possibilità che l’acqua si riversi nell’Oceano Pacifico, ma questo genere di rassicurazioni inaffidabili non sono più una novità. La dose di radiazioni di 100 milliSievert all’ora rilevata in una delle pozze (80 milioni di Becquerel di radiazioni beta al litro) rende estremamente difficile per i lavoratori di avvicinarsi per la bonifica.
    Perché Tepco non ha monitorato correttamente i serbatoi? Per quanto tempo il governo giapponese riuscirà a tollerare l’incompetenza di Tepco? Perché la società non viene considerata responsabile del suo operato? Nel frattempo, il primo ministro Abe va in giro per il mondo in qualità di rappresentante per l’industria nucleare. La situazione è assurda e indescrivibile, una emergenza che nessuno può più permettersi di ignorare.

    Justin McKeating, Someone needs to urgently teach TEPCO a lesson in cleaning up. Greenpeace, 20 agosto 2013.

  • Serbatoio della centrale di Fukushima perde acqua fortemente radioattiva

    Fukushima Daiichi, serbatoi di stoccaggio dell’acqua contaminata, 17 aprile 2013. Fonte: IAEA Imagebank, Flickr.

    L’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese ha classificato al livello 1 della scala INES una fuga di acqua contaminata con pericolosi livelli di radiazione da un serbatoio di Fukushima Daiichi. È la prima volta dal 2011 che le autorità giapponesi danno un avviso INES, la scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici.
    Negli ultimi mesi la centrale di Fukushima ha subito diverse interruzioni di corrente e altri problemi che hanno portato gli esperti a chiedersi se Tepco è qualificata per gestire la bonifica, che non ha precedenti per la quantità di materiale radioattivo presente sul sito e per la sua posizione in riva al mare. Oltre che per la sua incapacità di gestire il disastro Tepco è stata criticata aver nascosto l’entità dei problemi alla centrale.

    L’articolo è accompagnato da una infografica che illustra la situazione delle acque contaminate di Fukushima Daiichi.
    Yoko Kubota e Yuka Obayashi, Wrecked Fukushima storage tank leaking highly radioactive water. Reuters, 20 agosto 2013.

  • Decontaminare o no? Come viene gestito il risanamento, e con quanta efficacia?

    Una scuola abbandonata decontaminata a gennaio 2012. Iitate, prefettura di Fukushima. Fonte: Safecast.

    Quanto è efficace la decontaminazione? Il governo giapponese ha un progetto chiaro per la bonifica della Prefettura di Fukushima? Gli obiettivi dichiarati sono realizzabili? C’è qualcuno che sia davvero in grado di tenere traccia delle modifiche delle norme e delle linee guida ufficiali? I vari portavoce da un lato riconoscono che il traguardo è lontano e dall’altro insistono dicendo che la bonifica è un successo. Quanto è affidabile l’informazione del governo?
    Questo lungo articolo è diviso in tre parti. Nella prima parte sono descritti gli obiettivi e le regole ufficiali sulla decontaminazione delle aree evacuate e di quelle non evacuate. La seconda parte dell’articolo esamina i problemi di trasparenza e di ricerca delle informazioni: i dati ufficiali affidabili esistono, ma bisogna sapere esattamente dove andarli a trovare. Nella terza parte vengono valutati i risultati della decontaminazione di due siti.
    In conclusione: in alcuni casi la decontaminazione è efficace, in altri è inutile. La maggior parte dei residenti delle zone di esclusione probabilmente dovranno aspettare molto, prima di poter tornare nelle loro case.

    (Ndr: Safecast è un progetto internazionale indipendente, nato dopo l’incidente di Fukushima, con l’obiettivo di costruire una rete affidabile di monitoraggio della radioattività globale).
    Decon or Con? How is remediation being managed, and how effective is it? Safecast, 17 agosto 2013.

  • Riflessione sulla gestione dell’acqua contaminata
    L’acqua accumulata nella centrale di Fukushima è un problema tecnicamente risolvibile. La movimentazione e lo stoccaggio di acqua sono opere civili che si fanno da centinaia di anni. Anche il problema della decontaminazione dell’acqua è risolvibile. La grande quantità d’acqua da trattare rende la gestione più complessa, ma è solo un problema di gestione. Sembra che Tepco e il governo giapponese stiano solo perdendo tempo.
    Riflessione sulla gestione dell’acqua contaminata. Unico Lab, 16 agosto 2013.

  • Come costruire un muro di ghiaccio intorno ai reattori

    Il tracciato del muro di ghiaccio intorno agli edifici dei reattori e delle turbine delle unità 1, 2, 3 e 4 di Fukushima Daiichi. Fonte: TEPCO via The Atlantic.

    Che ci crediate o no, il Giappone ha in programma di realizzare un muro di ghiaccio intorno ai reattori devastati di Fukushima per impedire ulteriori contaminazioni. Si può fare veramente?
    Alexis C. Madrigal, How to Build an Ice Wall Around a Leaking Nuclear Reactor. The Atlantic, 13 agosto 2013.

  • Dopo il disastro, la micidiale bonifica nucleare

    Struttura per rimuovere il combustibile dalla piscina del reattore 4 di Fukushima, 29 maggio 2013. Fonte: TEPCO.

    Il gestore della centrale nucleare devastata di Fukushima, si prepara a rimuovere 400 tonnellate di combustibile nucleare dalla piscina dell’edificio danneggiato del reattore 4, un’operazione pericolosa mai tentata prima in queste proporzioni.
    La piscina contiene 1533 barre di combustibile. Secondo l’ingegnere nucleare Arnie Gundersen, “se le barre si avvicinassero troppo tra loro, ci sarebbe il rischio di una criticità accidentale. Il problema è che la criticità di una piscina di combustibile è inarrestabile. Per gestire la criticità si usano le barre di controllo, ma il sistema di raffreddamento delle piscine di combustibile esausto è progettato solo per rimuovere il calore di decadimento, non il calore di una reazione nucleare in corso.” Secondo gli esperti indipendenti Mycle Schneider e Antony Froggatt, “senza contenimento o controllo, il combustibile della piscina dell’unità 4, potrebbe causare il più grave disastro radiologico mai avvenuto.”
    In circostanze normali, il processo di rimozione di tutto il combustibile richiederebbe circa 100 giorni e sarebbe controllato da un computer che memorizza le posizioni delle barre al millimetro. Ma nella situazione attuale le barre verranno rimosse manualmente, con i rischi che ciò comporta. L’operazione inizierà a novembre 2013 e dovrebbe concludersi dopo 2 anni.

    Aaron Sheldrick e Antoni Slodkowski, Insight: After disaster, the deadliest part of Japan’s nuclear clean-up. Reuters, 13 agosto 2013.

  • Il Giappone di Abe non vede la spaventosa realtà nucleare

    Funzionari di Tepco con il premier Shinzo Abe durante la sua visita al J-Village, 29 dicembre 2012. Fonte: TEPCO.

    Dimenticate la politica del primo ministro giapponese Shinzo Abe, la storia lo giudicherà per una cosa sola: ciò che ha fatto, o non ha fatto, per porre fine alla crisi nucleare di Fukushima. La linea ufficiale è tristemente nota: Greenpeace spaventa i giapponesi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità è allarmista e dovrebbe farsi gli affari propri, i media internazionali dovrebbero scoprire il caffè decaffeinato. L’energia nucleare è pulita, sicura e a buon mercato.
    Nel maggio scorso Abe ha concluso un accordo da 22 miliardi di dollari con la Turchia, una nazione sismicamente attiva, dove il Giappone costruirà centrali nucleari. Questi affari rendono le aziende nucleari praticamente intoccabili. Il “villaggio nucleare” è un pericoloso sistema corrotto che comprende le compagnie elettriche, le autorità di regolamentazione, burocrati e scienziati che difendono l’industria nucleare. Supportata dalle sue connessioni, dai soldi e dal controllo dei media, Tepco ha sfacciatamente continuato a nascondere la realtà negli ultimi due anni e mezzo. Adesso sorgono dubbi sull’ammissione di Tepco riguardante le 300 tonnellate di acqua radioattiva che si riversano ogni giorno nel Pacifico. Non si può fare a meno di chiedersi se la perdita non sia molto più grande.
    Ma la realtà emersa le settimana scorsa è comunque scomoda. E sulla scena internazionale Fukushima è sempre più imbarazzante per il Giappone: tracce di radioattività sono state rilevate nel tonno rosso (ndr: specie diffusa nell’Atlantico e nel Mediterraneo), nelle automobili usate e nei pezzi di ricambio importati dal Giappone in Russia. Preoccupa che il Giappone ufficiale si sia fissato sul fatto che Fukushima diventi sinonimo di Chernobyl e non del perché il disastro sia successo o di cosa significhi per il mondo. E poco importa che il governo giapponese abbia finalmente messo le mani su Tepco. Il governo è Tepco.
    Oggi gli analisti valutano Shinzo Abe per il suo successo nel risanamento delle finanze del Giappone. I posteri lo giudicheranno per come ha affrontato i pasticci di Tepco e del villaggio nucleare creato dall’azienda.

    William Pesek, Abe’s Japan Is Blind to Scary Nuclear Reality. Bloomberg, 12 agosto 2013.

  • Come Greenpeace, il premier Abe segnala la cattiva gestione di Tepco
    Dicendo che Tepco non è all’altezza del compito di contenere il disastro nucleare di Fukushima, il primo ministro giapponese Shinzo Abe appare come un improbabile compagno degli attivisti ambientalisti di Greenpeace.
    Le critiche di Greenpeace sono dirette, quelle Abe lo sono meno, anche se entrambi concordano sulla gravità degli sversamenti nell’Oceano Pacifico delle acque sotterranee radioattive della centrale a nord di Tokyo.

    Jacob Adelman e Isabel Reynolds, Abe Joins Greenpeace in Signal Tepco Not Up to Cleanup. Bloomberg, 8 agosto 2013.

  • È tempo che il Giappone prenda il controllo del disastro di Fukushima
    Per più di due anni abbiamo visto come Tepco, il gestore della centrale nucleare di Fukushima, non è riuscito a tenere sotto controllo il disastro e ad informare con trasparenza sulla reale situazione della centrale, cercando di nascondere problemi come quello delle fuoriuscite di acqua contaminata.
    La cattiva gestione e l’ignoranza dei fatti di Tepco hanno giocato un ruolo chiave sia nel causare l’incidente, che nell’aggravare il disastro, come risulta dal rapporto ufficiale del governo giapponese. Ma il governo ha deciso di tenere Tepco a galla, salvandola dalla bancarotta con un’iniezione di liquidità di proporzioni epiche e lasciando la gestione del disastro a chi lo ha causato. Il governo giapponese ha fatto questo contro ogni buon senso, trovando un facile capro espiatorio da incolpare quando le cose vanno peggio.

    Aslihan Tumer, Time for Japan to take control of the Fukushima disaster. Greenpeace, 7 agosto 2013.

  • Cosa c’è da sapere sulle fughe d’acqua radioattiva di Fukushima
    In Giappone cresce la tensione per l’acqua radioattiva che dalla centrale nucleare Fukushima Daiichi si riversa nell’Oceano Pacifico, una breccia che ha messo in crisi gli sforzi di Tepco per controllare l’impianto devastato.
    National Geographic fa il punto sulla crisi nucleare di Fukushima.
    Patrick J. Kiger, Fukushima’s Radioactive Water Leak: What You Should Know. National Geographic News, 7 agosto 2013.

  • Pompa e prega
    La centrale nucleare Fukushima Daiichi è una zona disastrata da incubo, e nessuno ha la minima idea di cosa fare. Non resta che impedire che il relitto dell’impianto devastato si trasformi nella pericolosa catastrofe di un super reattore fuso a cielo aperto.
    Christopher Busby, Pump and pray: Tepco might have to pour water on Fukushima wreckage forever. RT, 7 agosto 2013.

  • Non c’è modo di fermare l’acqua radioattiva che si riversa nel Pacifico

    Costruzione di un muro nel porto della centrale di Fukushima Daiichi, 26 giugno 2013. Fonte: TEPCO.

    Secondo un funzionario del ministero dell’Industria, la velocità con cui l’acqua contaminata della centrale nucleare di Fukushima si sta riversando nell’Oceano Pacifico è maggiore di quanto si pensasse.
    The Voice of Russia ha intervistato l’ingegnere nucleare Arnold Gundersen, fondatore e presidente di Fairewinds Associates, per discutere di eventuali soluzioni della crisi. L’esperto suggerisce di bloccare il materiale radioattivo circondando la centrale con una barriera di zeolite. La soluzione però non risolverebbe completamente il problema, ma lo attenuerebbe.

    Intervista di Evgeny Sukhoi a Arnie Gundersen, There is no way to stop Fukushima radioactive water leaking into the Pacific. The Voice of Russia, 7 agosto 2013.

  • 300 tonnellate d’acqua radioattiva al giorno nel Pacifico

    30 km al largo della centrale nucleare Fukushima Daiichi, 21 novembre 2011. Fonte: Wikimedia.

    Yoshio Ichida si alza ogni giorno alle 3 del mattino e controlla il motore del suo peschereccio che dondola ormeggiato al molo di Soma, una piccola città portuale che si trova a circa 40 km dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Quando il sole sorge sull’Oceano Pacifico, spegne il motore e guarda il mare, troppo avvelenato per pescare.
    Nel frattempo Tepco sta combattendo quella che sembra essere una battaglia persa per fermare le perdite di acqua radioattiva. Il capo dell’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA) ha detto che la centrale di Fukushima è in una “situazione d’emergenza”.
    Secondo Shaun Burnie, un consulente nucleare indipendente, l’acqua contaminata che si trova sul sito della centrale contiene tre volte il cesio rilasciato nel 1986 dall’incidente di Chernobyl, il peggior disastro nucleare del mondo. “Ciò indica la portata enorme della minaccia” delle acque radioattive di Fukushima Daiichi.
    L’11 settembre 2011, il pescatore Ichida perse la sua casa nello tsunami, ma salvò la sua barca portandola in alto mare. Adesso, ogni giovedì, lui e i suoi colleghi si informano sui livelli di radioattività nel mare: “fino a poco tempo fa veniva rilevato solo cesio, ma adesso viene rilevato anche stronzio, che ha un’emivita molto più lunga”.

    David McNaill, A Fukushima fisherman’s tale: Radioactive water from the Daiichi plant is flowing into the ocean at a rate of 300 tons a day. The Independent, 7 agosto 2013.

  • La “sindrome cinese” di Fukushima sarebbe iniziata?
    Nel 68° anniversario del bombardamento nucleare di Hiroshima, il Giappone affronta una nuova fase della crisi di Fukushima, definita dalle autorità giapponesi una “emergenza”.
    L’esperto Kevin Kamps commenta la situazione della centrale nucleare devastata, dove ci sono tre reattori distrutti e un edificio che contiene in condizioni precarie una piscina piena di combustibile nucleare. Attualmente nessuno sa dove si trova il combustibile nucleare fuso nei tre reattori, potrebbe essere penetrato nel suolo e aver raggiunto la falda acquifera. Inoltre sul sito bisogna raccogliere e gestire le 400 tonnellate d’acqua contaminata dopo essere stata usata per raffreddare i reattori.

    Thom Hartmann, Has the Fukushima “China Syndrome” begun?. RT, YouTube, 7 agosto 2013.

  • A Fukushima la paura di una battaglia persa
    Inspections of Water Intake Power Cable Trenches at Fukushima Daiichi Nuclear Power Station | Tepco

    Ignezione di prodotti chimici nel sottosuolo della centrale nucleare Fukushima Daiichi, 17 luglio 2013. Fonte: Tepco.

    Per arginare l’avanzata dell’acqua radioattiva verso il mare, Tepco ha costruito una barriera intorno all’impianto devastato di Fukushima iniettando prodotti chimici nel terreno per indurirlo, ma si teme che l’acqua lo stia già scavalcando. Tepco adesso si prepara a pompare fuori l’acqua contaminata. Secondo l’NRA e altri esperti potrebbe essere una battaglia persa.
    Mari Iwata e Phred Dvorak, At Fukushima, Fear of a Losing Battle. The Wall Street Journal, 6 agosto 2013.

  • Hiroshima: il disastro di Fukushima dovrebbe innescare il disarmo nucleare
    Hiroshima, 1945. Fukushima, 2011.

    1945, bombardamento atomico di Hiroshima. | 2011, incidente nucleare di Fukushima Daiichi.

    Il 31 luglio, durante il simposio sulla pace di Hiroshima, i relatori hanno detto che l’uso del nucleare in ambito civile può essere pericoloso quanto le sue applicazioni militari.
    Tilman Ruff, che presiede la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, ha detto che “i reattori nucleari o le piscine di combustibile possono emettere quantità di radioattività simili o maggiori di quelle di una bomba nucleare.”
    Kazumi Mizumoto, vice presidente dell’Instituto per la Pace di Hiroshima, ha detto che il disastro di Fukushima non va considerato come un incidente in un’unica centrale nucleare, ma come un episodio che ha mostrato i rischi riguardanti l’intero sistema di produzione di energia nucleare. “Tutti i processi legati alla produzione di energia nucleare comportano rischi e sono soggetti ad errore umano. I rischi potenziali sono enormi.”
    Inoltre, secondo gli esperti, spesso il nucleare civile è collegato al nucleare militare. E il Giappone, che non possiede armi nucleari, non è esente da questi sospetti. Infatti il paese porta avanti un programma di riciclaggio del combustibile nucleare finalizzato all’estrazione di plutonio. Mizumoto ha detto che “nella comunità internazionale è sorto il dubbio che l’energia nucleare giapponese serva per applicazioni militari.” Secondo Ruff il plutonio accumulato dal Giappone è “un arsenale nucleare in attesa.”

    Susumu Maejima, HIROSHIMA PEACE SYMPOSIUM: Fukushima disaster should trigger nuclear disarmament. Asia & Japan Watch, 6 agosto 2013.

  • Il sindaco di Hiroshima contrario alla politica nucleare giapponese
    50.000 persone alla cerimonia di commemorazione del bombardamento di Hiroshima. In questo rapporto sul 68° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima, NTD Television riporta alcuni brevi estratti dai discorsi pronunciati durante la cerimonia dal primo ministro del Giappone Shinzo Abe e da Matsui Kazumi, sindaco di Hiroshima. Il canale televisivo cinese con sede a New York sottolinea la posizione del sindaco di Hiroshima, contrario alla politica nucleare del governo giapponese.
    【國際新聞】廣島原爆68周年 5萬人出席追悼. NTDAPTV, YouTube, 6 agosto 2013.

  • NRA: le perdite d’acqua radioattiva di Fukushima sono una “emergenza”
    Un alto funzionario dell’Autorità per la regolamentazione del nucleare giapponese, ha detto che la centrale nucleare di Fukushima si trova di fronte ad una nuova “emergenza” causata dall’aumento delle acque sotterranee radioattive.
    Antoni Slodkowski e Mari Saito, Exclusive: Japan nuclear body says radioactive water at Fukushima an ‘emergency’. Reuters, 5 agosto 2013.

  • Dubbi sul progetto di Tepco per bloccare l’acqua radioattiva
    Dopo quasi 30 mesi di fallimenti, Tepco continua a fornire pochi motivi di fiducia nella sua capacità di gestire le grandi quantità d’acqua radioattiva prodotta dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi. L’azienda continua a ricevere critiche per i ritardi con cui rende note le informazioni di vitale importanza sulle condizioni dello stabilimento devastato.
    Tepco sta costruendo una barriera sotterranea per impedire che le acque raccolte nel sottosuolo dell’impianto defluiscano in mare, ma secondo l’Autorità giapponese di regolamentazione del nucleare (NRA), quando la barriera sarà completata il livello delle acque sarà aumentato tanto da renderela inutile. Secondo un calcolo, circa 100 tonnellate di acque sotterranee dovrebbero essere pompate ogni giorno per evitare che l’acqua contaminata si riversi nell’oceano.

    Asahi Shimbun, Doubts cast over TEPCO’s plan to block radioactive water at Fukushima plant. Asia & Japan Watch, 3 agosto 2013.

  • In futuro Tepco potrebbe non essere più l’unico responsabile dello smantellamento della centrale nucleare di Fukushima

    La centrale nucleare Fukushima Daiichi vista da un drone il 20 marzo 2011. Fonte: Air Photo Service via Cryptome.

    In quello che potrebbe essere il primo passo verso la rimozione di Tepco come unico responsabile della disattivazione della centrale nucleare Fukushima Daiichi, il Giappone ha istituito una nuova organizzazione per gestire lo smantellamento della centrale disastrata. L’Istituto internazionale di ricerca per la disattivazione nucleare (International Research Insitute for Nuclear Decommissionning, IRID) riunirà esperti del settore pubblico e privato giapponese al fine di sviluppare la ricerca e il confronto sulle opzioni per lo smantellamento di Fukushima Daiichi.
    A capo dell’istituzione è stato nominato Hajimu Yamana, dell’Università di Kyoto. Il professore Yamana è un sostenitore dell’industria nucleare giapponese, da cui è finanziato.

    Lucas W Hixson, Japan establishes new organization to pursue decommissioning options at Fukushima Daiichi. Enformable, 1 agosto 2013.

  • PAGINE CORRELATE
    Le notizie sulla crisi nucleare ad agosto 2013.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate dal marzo 2011.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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