Osservatorio sulla crisi nucleare a luglio 2013

Tepco gestisce il rischio in modo approssimativo e ha idee sulla sicurezza diverse da quelle del pubblico. La crisi nucleare di Fukushima è al buio.

Vapore al quinto piano dell’edificio del reattore 3 di Fukushima Daiichi, 18 luglio 2013. Fonte: TEPCO.

Conseguenze dell’incidente di Fukushima
Alla centrale nucleare Fukushima Daiichi guasti e problemi preoccupanti sono all’ordine del giorno e le conseguenze dell’incidente nucleare sembrano fuori controllo: blackout, fughe di vapore radioattivo, contaminazione della falda acquifera e sversamenti d’acqua fortemente contaminata nell’Oceano Pacifico. L’azienda deve affrontare diversi difficili problemi, come quello della gestione delle tonnellate d’acqua radioattiva usata per raffreddati i reattori.
Secondo Shunichi Tanaka, capo dell’Autorità per la regolamentazione del nucleare giapponese (NRA), probabilmente la centrale nucleare di Fukushima ha perso acqua contaminata in mare durante gli oltre due anni trascorsi dall’inizio della crisi nucleare, innescata dal grande terremoto e tsunami dell’11 marzo 2011.
In una intervista ad una radio neozelandese, l’ingegnere nucleare Arnie Gundersen, ex dirigente dell’industria atomica e oggi a capo dell’organizzazione indipendente Fairewinds, ha anche detto che nell’Oceano Pacifico i livelli di cesio radioattivo potranno superare di 5 o 10 volte il picco raggiunto durante i test nucleari del secolo scorso.

Politica nucleare del Giappone
Poche ore dopo le elezioni che hanno premiato il primo ministro Shinzo Abe, favorevole al riavvio dei reattori nucleari giapponesi, Tokyo Electric Power Co (Tepco), gestore dell’impianto nucleare di Fukushima Daiichi, ha annunciato per la prima volta la fuoriuscita in mare di acqua altamente radioattiva. Tepco si è scusata per il ritardo con cui ha informato il pubblico, dicendo che non voleva spaventarlo.

Gli esperti nucleari hanno criticato duramente l’azienda per il suo comportamento e l’ostinata mancanza di trasparenza. Tepco stessa ha riconosciuto di gestire il rischio in modo approssimativo e di avere una idea della sicurezza diversa da quella del pubblico.
Secondo l’ingegnere nucleare Arnie Gundersen, lo smantellamento della centrale nucleare di Fukushima non dovrebbe essere gestito da Tepco.

Dopo le elezioni, il primo ministro si trova nelle condizioni di poter realizzare la sua politica di riavvio dei reattori, ma prendere decisioni in tal senso non dovrebbe essere facile, vista la situazione a Fukushima Daiichi.

Pubblicazioni
Questo mese è uscito Fukushima, un libro di Mark Willacy sul disastro giapponese del 2011 e l’incidente di Fukushima. Ne parla il Japan Times del 27 luglio.


ARTICOLI
Analisi, approfondimenti e commenti degli osservatori internazionali (selezione aggiornata al 30 luglio 2013):

  • Tepco e i giapponesi nel buio della centrale nucleare devastata

    Nuova struttura per rimuovere il combustibile dell’Unità 4 di Fukushima Daiichi, 22 luglio 2013. Fonte: TEPCO.

    Due anni e mezzo dopo il peggior disastro nucleare dopo Chernobyl, il gestore della centrale nucleare devastata di Fukushima si trova davanti ad una serie di incognite scoraggianti.
    Ciò che è chiaro, dicono i critici, è che la Tepco sta tenendo l’innervosito pubblico giapponese all’oscuro su ciò che succede.

    Antoni Slodkowski e Mari Saito, Japanese utility, and the public, in dark about crippled nuclear plant. Reuters, 30 luglio 2013.

  • Le conseguenze del disastro di Fukushima
    Il giornalista radiofonico Wayne Brittenden fa il punto sulle conseguenze dell’incidente nucleare di Fukushima intervistando l’ingegnere nucleare Arnie Gundersen, ex dirigente dell’industria atomica e oggi a capo dell’organizzazione indipendente Fairewinds. Intorno al 12° minuto della registrazione, Gundersen ha detto che nell’Oceano Pacifico, nei prossimi cinque anni, i livelli di cesio radioattivo saranno da 5 a 10 volte superiori ai livelli di picco registrati durante il periodo dei test nucleari nel Pacifico. Sarà il più grande rilascio di radiazioni in mare della storia del mondo, molto peggio di Chernobyl.
    Audio: Wayne Brittenden’s Counterpoint. Radio New Zeeland, 28 luglio 2013.

  • Storie incredibili da non dimenticare
    I giornalisti stranieri che hanno seguito le catastrofi giapponesi del marzo 2011, hanno dovuto affrontare una grande sfida: rimanere sensibili verso la tragedia umana, valutando con precisione la grande quantità di dati in tempo reale sulla crisi. Alcuni hanno fallito, dando notizie sensazionalistiche e false, ma altri sono riusciti là dove i media locali esitavano. E quelli che si sforzavano di produrre informazioni oggettive hanno ricevuto critiche dai due fronti del dibattito sul nucleare.
    Tra questi vi era il giornalista televisivo australiano Mark Willacy, che ha pubblicato un libro sullo tsunami e la crisi nucleare del Giappone. Willacy dice di non avere una posizione pro o contro il nucleare, quello che lo interessa è esporre le mancanze delle istituzioni coinvolte nel disastro di Fukushima e mostrare i punti di vista di molti dei protagonisti del disastro. Il giornalista australiano trova terribilmente ironico il fatto che Tepco, che è molto vicina al governo giapponese, abbia previsto che l’onda di tsunami che avrebbe potuto colpire la centrale di Fukushima sarebbe stata di 15,7 metri. Si tratta della previsione più vicina a quanto è realmente accaduto l’11 marzo 2011.

    Anthony Fensom, Incredible stories that should not be forgotten. The Japan Times, 27 luglio 2013.
    → Mark Willacy, Fukushima. Japan’s tsunami and the inside sory of the nuclear meltdowns, pp 352. Melbourne, Macmillan Australia, 2013. ISBN: 9781742612959

  • Critiche sul ritardo nel rivelare le perdite d’acqua di Fukushima
    Gli esperti nucleari stranieri hanno criticato duramente il gestore della centrale nucleare di Fukushima per il ritardo con cui ha rivelato che l’acqua sotterranea altamente contaminata del sito si è riversata nell’oceano.
    Hiroko Tabuchi, Delay in Disclosing Leaks at Fukushima Is Criticized. The New York Times, 26 luglio 2013.

  • TEPCO ammette lassismo nel controllo dei rischi di Fukushima Daiichi
    Dopo aver rivelato che le acque sotterranee contaminate dalle radiazioni della centrale nucleare Fukushima Daiichi si riversano in mare, Tepco, il gestore dell’impianto, è pronto a riconoscere la propria gestione lassista dei rischi e che l’impresa ha una visione della sicurezza diversa da quella del pubblico.
    TEPCO to admit lax risk control at Fukushima plant. NHK, 25 luglio 2013.

  • Il trionfo perdente di Shinzo Abe e della sua Balena Gialla
    Nonostante la vittoria nel voto che ha sancito il rinnovo parziale della Camera Alta, non è detto che il primo ministro riesca a raggiungere gli obiettivi. Anche perché il suo partito è lacerato da correnti interne come avveniva con la Democrazia cristiana, la Balena bianca.
    Pio d’Emilia, Elezioni Giappone, il trionfo perdente di Shinzo Abe e della sua Balena Gialla. Il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2013.

  • La vittoria elettorale conferma la politica di riavvio dei reattori
    I piani per riavviare i reattori nucleari del Giappone attualmente spenti rimangono in pista dopo che la coalizione di governo pro-nucleare del Primo Ministro Shinzo Abe si è assicurata la maggioranza nella camera alta del parlamento nelle elezioni del 21 luglio.
    Election win maintains reactor restart policy. World Nuclear News, 22 luglio 2013.

  • Elezioni in Giappone
    Il 21 luglio in Giappone si vota per il rinnovo di metà della camera alta o “dei consiglieri”, uno dei due rami del parlamento. I partiti e i temi della campagna elettorale.
    Uno dei temi della campagna elettorale sono le centrali nucleari. In caso di vittoria, Abe si sentirebbe più legittimato a proseguire il suo piano energetico, riaprendo i reattori che hanno superato i controlli di sicurezza.

    Anna Franchin, Domenica si vota in Giappone. Internazionale, 19 luglio 2013.

  • Quarant’anni buoni e un brutto giorno
    In questo video l’ingegnere nucleare Arnie Gundersen e il diplomatico Akio Matsumura sono a colloquio sull’incidente di Fukushima Daiichi, e arrivano alla conclusione che Tokyo Electric Power Co (TEPCO), il gestore della centrale di Fukushima, deve essere rimosso dal processo di smantellamento dell’impianto.
    Forty Good Years and One Bad Day. Fairewinds, 18 luglio 2013.

  • La centrale nucleare giapponese avrebbe avuto perdite in mare per due anni

    Installazione di una recinzione contro i pesci nel porto di Fukushima Daiichi, 7 luglio 2013. Fonte: TEPCO.

    Shunichi Tanaka, capo dell’Autorità per la regolamentazione del nucleare giapponese, ha detto che probabilmente, durante gli oltre due anni trascorsi da quando il terremoto e lo tsunami hanno gravemente danneggiato la centrale nucleare di Fukushima, l’impianto ha perso acqua contaminata in mare.
    In alcuni commenti insolitamente candidi, Shunichi Tanaka ha anche detto che né il suo staff, né Tepco, l’operatore dell’impianto, conoscevano esattamente da dove provenivano le perdite o il modo di fermarle.
    Tepco ha registrato picchi nelle quantità di cesio, trizio e stronzio radioattivi rilevati nelle acque sotterranee all’impianto e ha aggiunto che è urgente bloccare le eventuali perdite. Il cesio e lo stronzio sono sostanze radioattive che aumentano il rischio di cancro negli esseri umani.
    Fino a poco tempo fa, Tepco negava con fermezza la possibilità di perdite d’acqua contaminata in mare, anche se vari studi indipendenti e i livelli di radiazione nell’oceano vicino all’impianto suggerivano il contrario. Nei giorni scorsi Tepco ha detto che non era certo che ci fossero perdite in mare.

    Hiroko Tabuchi, Japanese Nuclear Plant May Have Been Leaking for Two Years. The New York Times, 10 luglio 2013.

  • “Le vostre pile per raffreddare il reattore”. Addio all’eroe Yoshida

    Masao Yoshida durante una visita dell’AIEA alla centrale nucleare Fukushima Daiichi, 27 maggio 2011. Fonte: Tepco.

    Nel momento del disastro nucleare seguito allo tsunami del 2011, il dirigente morto di cancro chiese agli operai anche le batterie delle auto per avviare l’impianto e limitare il disastro. A dispetto dell’efficienza nipponica, i macchinari d’emergenza non funzionavano, i manuali non si trovavano, la polizia bloccava le forniture. Il manager fu provvidenziale. Ora l’azienda smentisce legami tra la malattia e quei tragici momenti. La verità è in una cartella clinica che solo la famiglia può rendere pubblica.
    Pio d’Emilia, Fukushima, “le vostre pile per raffreddare il reattore”. Addio all’eroe Yoshida. Il Fatto Quotidiano, 10 luglio 2013.

  • Masao Yoshida, direttore della centrale di Fukushima è morto a 58 anni

    Masao Yoshida nella sala di controllo d’emergenza di Fukushima Daiichi, 30 maggio 2011. Fonte: Tepco.

    Masao Yoshida, un ingegnere nucleare che è stato a capo della centrale di Fukushima Daiichi nei primi nove mesi della crisi nucleare, è morto di tumore. Aveva 58 anni.
    Anche se Tepco è stata ampiamente criticata per la sua gestione del disastro nucleare, che ha costretto più di 100.000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni, Yoshida è stato lodato per il suo sforzo per ridurre al minimo i danni. Tuttavia era stato precedentemente in errore per non aver investito in un’adeguata difesa contro gli tsunami a protezione della centrale. Yoshida avava in seguito chiesto scusa ai giornalisti, dicendo che era stato “troppo lassista” riguardo all’eventualità che un grande tsunami colpisse la centrale.
    Yoshida ha lasciato la Tepco alla fine del 2011, dopo che gli era stato diagnosticato un cancro all’esofago. Secondo gli esperti, vista la velocità con cui è sopraggiunta, la malattia non è stata causata dall’esposizione alle radiazioni dell’incidente di Fukushima.

    Hiroko Tabuchi, Masao Yoshida, Nuclear Engineer and Chief at Fukushima Plant, Dies at 58. The New York Times, 9 luglio 2013.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a luglio 2013.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate dal marzo 2011.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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    Una risposta a Osservatorio sulla crisi nucleare a luglio 2013

    1. fausto ha detto:

      Bella la storia del manager che raccatta le batterie delle auto: ha un sapore di improvvisazione italica che fa molto onore ai giapponesi, troppo spesso dipinti come manichini privi di iniziativa.

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