Osservatorio sulla crisi nucleare a giugno 2013

S’indaga ancora sulle cause dell’incidente di Fukushima e sorgono dubbi sui tempi per lo smantellamento dell’impianto nucleare, probabilmente molto più lunghi del previsto.

31 maggio 2013, ispezione dei condensatori di isolamento del reattore 1 di Fukushima Daiichi tra i detriti dell’esplosione di idrogeno del 12 marzo 2011. Fonte: NRA via AJW.

Alla fine del mese scorso, l’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA) ha ispezionato i condensatori di isolamento del reattore n° 1 della centrale nucleare Fukushima Daiichi perché si sospetta che furono danneggiati dal terremoto.
La questione dei condensatori eventualmente danneggiati prima dell’arrivo a Fukushima Daiichi dello tsunami è al centro del dibattito a causa delle implicazioni riguardanti l’adeguatezza della preparazione antisismica della centrale e di altri impianti nucleari.
Nel febbraio 2012, una Commissione parlamentare (NAIIC) che indagava sull’incidente voleva ispezionare i condensatori, ma Tokyo Electric Power Co (o Tepco), gestore della centrale di Fukushima, era riuscito ad impedire la visita ostacolando l’inchiesta.

Smantellamento.
Nel marzo 2011, in seguito al grande terremoto e tsunami del Tohoku, l’impianto di Fukushima ha subito la fusione di tre dei suoi sei reattori e quattro edifici dei reattori sono stati devastati da violente esplosioni di idrogeno. Dopo quello di Chernobyl, l’incidente nucleare di Fukushima è il più grave mai avvenuto ed è consierato dagli esperti come l’incidente industriale più complesso che sia mai successo. Il Giappone prevede di smantellare la centrale nucleare di Fukushima Daiichi in 30 o 40 anni.
Sono passati 27 anni dall’incidente nucleare di Chernobyl e, secondo un alto funzionario dell’impianto ucraino, per rimuovere il combustibile nucleare fuso del reattore n° 4 di Chernobyl ce ne vorranno probabilmente altri 100. Per il quotidiano giapponese Asahi Shimbun questa informazione deve servire da monito al Giappone.

Contaminazione e decontaminazione
Secondo uno studio dell’Università Autonoma di Barcelona, l’incidente di Fukushima ha aumentato fino a cento volte i livelli di stronzio radioattivo al largo della costa nord orientale del Giappone.
Il governo non riesce a portare aventi i lavori di bonifica nelle aree contaminate dalle radiazioni di Fukushima Daiichi perché ha difficoltà nell’individuare i siti di smaltimento dei rifiuti radioattivi.


ARTICOLI
Analisi, approfondimenti e commenti degli osservatori internazionali (selezione aggiornata al 27 giugno 2013):

  • Tepco non è all’altezza delle sue responsabilità sul disastro di Fukushima
    Per parlare all’assemblea degli azionisti di Tepco, Greenpeace ha aquistato una quota dell’azienda. All’assemblea degli azionisti del 25 giugno, Greenpeace ha detto che il nucleare è un gioco d’azzardo e che i principali giocatori non pagano i costi del disastro di Fukushima, sostenuti interamente dallo stato giapponese. General Motors, Hitachi e Toshiba, le tre aziende che hanno progettato e costruito i reattori probematici di Fukushima Daiichi, non hanno pagato un centesimo per aiutare le vittime o gli azionisti di Tepco.
    Greenpeace non è riuscita a far passare la mozione secondo cui Tepco dovrebbe chiedere alle tre aziende di partecipare ai costi dell’incidente. Secondo Greenpeace, costi di risarcimento delle vittime e di decontaminazione si aggirano tra i 110 e i 250 miliardi di dollari.
    Ayako Sekine, TEPCO fails on its responsibilities from the Fukushima disaster. Greenpeace, 27 giugno 2013.

  • Una lezione per il Giappone: lo smantellamento di Chernobyl potrebbe richiedere ‘100 anni’
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    La centrale nucleare Fukushima Daiichi vista da sud (dicembre 2012). Fonte: IAEA Imagebank, Flickr.

    Chernobyl è ancora il più grave disastro nucleare mai avvenuto, e dopo 27 anni non ci sono ancora segni su quando potrà cominciare il lavoro di smantellamento del reattore n ° 4 della centrale, pesantemente danneggiato dall’incidente del 26 aprile 1986.
    Il 20 giugno un giornalista di Asahi Shimbun è andato alla centrale di Chernobyl. La visita ha fornito molte prove del fatto che probabilmente lo smantellamento di Fukushima Daiichi non procederà secondo i piani.
    Oleksandor Novikov, direttore tecnico delegato per la sicurezza di Chernobyl, ha detto che ancora non è stata presa “nessuna decisione sui metodi da usare per rimuovere il combustibile nucleare fuso.” E ha aggiunto che per completare l’operazione “potrebbero essere necessari 100 anni.” Questa valutazione offre una lezione importante per il governo giapponese e per Tepco, gestore della centrale nucleare di Fukushima, che intende smantellare i reattori danneggiati dell’impianto in 30 o 40 anni.
    Ma c’è anche una notizia relativamente buona: nella sala di controllo del reattore 4 di Chernobyl, i livelli di radiazione sono scesi a un quarto in 23 anni. La dose di radiazione registrata nella sala nel 2013 è di 7 microsievert all’ora (mSv/h). Nel 1990, quando un altro giornalista di Asahi Shimbun aveva visitato la centrale, il livello di radiazione era di 30 mSv/h.

    Hisashi Hattori, Lesson for Japan: Decommissioning Chernobyl may take ‘100 years’. Asia & Japan Watch, 22 giugno 2013.

  • Il governo giapponese fa marcia indietro segretamente sulla decontaminazione
    Viste le difficoltà del governo nell’individuare i siti di raccolta dei rifiuti della decontaminazione radioattiva, i comuni della prefettura di Fukushima coinvolti nelle operazioni di bonifica hanno comunicato ufficiosamente che i lavori di decontaminazione che dovevano concludersi a marzo 2014 non potranno essere completati.
    Asahi Shimbun, Government secretly backtracks on Fukushima decontamination goal. Asia & Japan Watch, 16 giugno 2013.

  • L’incidente di Fukushima ha aumentato fino a cento volte i livelli di stronzio radioattivo al largo della costa orientale del Giappone
    I ricercatori dell’Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale (ICTA) e il Dipartimento di Fisica dell’Università Autonoma di Barcelona (UAB) hanno studiato la diffusione di stronzio radioattivo nelle acque costiere del Giappone orientale durante i tre mesi successivi all’incidente nucleare di Fukushima, avvenuto nel marzo 2011.
    I campioni analizzati mostrano l’impatto del rilascio diretto di materiale radioattivo nell’Oceano Pacifico, e indicano che la quantità di stronzio-90 scaricata in mare durante i tre mesi in esame è compresa tra 90 e 900 TBq (terabecquerels). Le concentrazioni più alte sono al nord della corrente Kuroshio, che agisce da barriera impedendo al materiale radioattivo di diffondersi a latitudini inferiori.
    UAB, The Fukushima accident raised levels of radioactive strontium off the east coast of Japan by up to a hundred times. Alpha Galileo Foundation, 11 giugno 2013.

  • Immagini delle macerie nell’edificio di un reattore di Fukushima

    Funzionzri NRA esaminano le tubature del reattore 1 di Fukushima Daiichi. Fonte NRA via AJW.

    Il 4 giugno, l’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA) ha diffuso alcune immagini dei condensatori di isolamento del reattore 1 della centrale nucleare di Fukushima.
    I condensatori avrebbero dovuto servire a raffreddare il reattore nel caso in cui gli altri sistemi di emergenza non avessero funzionato. Ma non si attivarono, e il combustibile nucleare del reattore 1 iniziò a fondere poche ore dopo il passaggio dello tsunami.
    L’NRA ha ispezionato le apparecchiature perché secondo la Commissione d’indagine parlamentare sull’incidente di Fukushima (NAIIC), i condensatori potrebbero essere stati danneggiati dal terremoto dell’11 marzo 2011, prima che la centrale fosse investita dallo tsunami. Gli ingegneri che lavorano vicino ai condensatori al momento del terremoto e dello tsunami hanno detto alla Commissione NAIIC di aver visto che i dispositivi perdevano acqua prima che lo tsunami inondasse la centrale.
    Se i condensatori sono stati danneggiati prima dello tsunami è al centro del dibattito a causa delle implicazioni riguardanti l’adeguatezza della preparazione antisismica della centrale di Fukushima e di altri impianti nucleari.
    Nel febbraio 2012 gli ispettori della NAIIC volevano ispezionare i condensatori, ma erano stati dissuasi da un funzionario di Tepco (l’azienda che gestisce la centrale) secondo cui il luogo era inaccessibile per il buio.

    Jin Nishikawa, NRA releases images of debris inside Fukushima reactor building. Asia & Japan Watch, 5 giugno 2013.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a giugno 2013.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate dal marzo 2011.



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