Osservatorio sulla crisi nucleare a marzo 2013

Sono passati due anni dall’inizio della crisi nucleare del Giappone e la situazione a Fukushima Daiichi rimane instabile.

Un membro delle Forze di autodifesa giapponesi in tenuta anti-radiazioni. Fonte: GSDF via AJW.

L’11 marzo 2013 sono passati due anni dall’inizio della crisi nucleare di Fukushima. Durante questo tempo, la quantità di rifiuti nucleari prodotti dalla centrale nucleare Fukushima Daiichi è stata enorme: con l’acqua utilizzata per raffreddare il combustibile nucleare fuso nei reattori, si potrebbero riempire 100 piscine olimpioniche. Tutta quest’acqua contaminata è stoccata sul sito della centrale e presto bisognerà trovare altro spazio.
I lavori per lo smantellamento dall’impianto potrebbero durare fino al 2051.
Tra il 18 e il 20 marzo, a causa di un blackout, Fukushima Daiichi è rimasta 15 ore senza sistemi di raffreddamento. Secondo gli osservatori l’episodio prova che la situazione alla centrale devastata non è stata ancora stabilizzata, dimostrando inoltre il lassismo di Tokyo Electric Power Co (Tepco), gestore dell’impianto.

Indagini sulle cause del disastro di Fukushima e storia dell’incidente
Tepco ha ammesso di avere disinformato “involontariamente” la Commissione d’indagine parlamentare che nel 2012 indagava sull’incidente di Fukushima.

A due anni dall’inizio della crisi nucleare, continuano ad emergere storie sconosciute fino ad ora, come quella delle cosiddette ‘Unità ombra’ delle Forze di autodifesa giapponesi, che avrebbero dovuto mettere in salvo il personale della centrale di Fukushima nel caso in cui l’incidente fosse diventato incontrollabile. Una serie di articoli pubblicati da Asahi Shimbun, racconta l’incidente di Fukushima dal punto di vista dei militari giapponesi, svelando diversi retroscena sconosciuti sui primi tragici giorni della crisi nucleare.

Politica nucleare
Greenpeace fa notare che, secondo le indagini più recenti, gli altri impianti nucleari giapponesi non potranno essere riavviati entro quest’anno. Eppure Areva ha annunciato che spedirà in Giappone una fornitura di combustibile nucleare MOX, segno che il paese intende comunque riavviare i reattori fermi.
Asahi Shimbun pubblica una intervista a Gregory Jaczko, ex presidente della Commissione di regolamentazione del nucleare statunitense (NRC). Parlando del futuro dell’energia nucleare, Jaczko dice che se non si riuscirà ad affrontare la questione dei rifiuti nucleari, l’unica soluzione sarebbe di interrompere la produzione di energia nucleare.


ARTICOLI
Analisi, approfondimenti e commenti degli osservatori internazionali (selezione aggiornata al 25 marzo 2013):

  • La Trappola di Prometeo: le Unità ombra.
    Un membro delle Forze di autodifesa giapponesi in tenuta anti-radiazioni. Fonte: GSDF via AJW.

    Un membro delle Forze di autodifesa giapponesi in tenuta anti-radiazioni. Fonte: GSDF via AJW.

    La serie di articoli Shadow units (Unità ombra) svela diversi retroscena inediti dell’incidente nucleare di Fukushima, raccontando alcuni episodi drammatici del marzo 2011 dal punto di vista degli uomini del Central Readiness Regiment (CRR), un reparto speciale delle Forze di autodifesa di terra giapponesi (GSDF) impiegato alla centrale nucleare Fukushima Daiichi durante i primi giorni della crisi nucleare.
    Tra le attività dell’Unità ombra vi era una missione segreta di salvataggio dei dipendenti TEPCO di Fukushima Daiichi, da attuare nel caso in cui la situazione alla centrale fosse diventata incontrollabile.
    Dagli articoli emerge fra l’altro che la possibilità di una esplosione dell’edificio 3 era nota ai funzionari di TEPCO, ma non agli uomini dell’Unità ombra che lavoravano all’edificio. Inoltre, dopo l’esplosione al reattore 3, le autorità e i funzionari informati del pericolo delle radiazioni in aumento, non presero in considerazione di comunicare con gli abitanti che si trovavano ancora a 20 chilometri dalla centrale.
    Shadow units fa parte di The Prometeus Trap (La Trappola di Prometeo), un ciclo di articoli di indagine e approfondimento sulla crisi nucleare di Fukushima, pubblicati dal quotidiano giapponese Asahi Shimbun e dall’edizione inglese Asia & Japan Watch.
    Hidefumi Nogami PROMETHEUS TRAP/ ‘Shadow units’ (10): SDF general left food for pets at Fukushima. Asia & Japan Watch, 25 marzo 2013 (con i collegamenti alle puntate precedenti).

  • Un topo dietro il blackout di Fukushima
    Il 20 marzo un topo carbonizzato è stato trovato nella centralina in corto circuito che probabilmente è all’origine del blackout che il 18 marzo ha messo fuori uso i sistemi di raffreddamento delle 8.800 barre di combustibile nucleare della centrale di Fukushima.
    Il blackout è servito a ricordare la vulnerabilità della centrale che nel marzo 2011, per un terribile terremoto seguito da uno tsunami che ha messo fuori uso i sistemi di raffreddamento, ha subito la fusione di tre reattori, costringendo 160.000 persone all’evacuazione, nel più grave disastro nucleare dopo Chernobyl. Due anni dopo, l’impianto di Fukushima si affida ancora a sistemi di raffreddamento di fortuna, alcuni dei quali sono stati costruiti come palliativi nelle settimane frenetiche dopo l’incidente. Le piscine del combustibile esaurito sono fonte di particolare preoccupazione perché contengono molto più materiale radioattivo di quello contenuto nei tre reattori fusi due anni fa.

    Martin Fackler, Rat Body Linked to Blackout at Atomic Site. The New York Times, 20 marzo 2013.

  • Analisi: il mancato raffreddamento alimenta le critiche sul lassismo di TEPCO
    TEPCO deve affrontare aspre critiche sia per il ritardo nel ripristinare le funzioni di raffreddamento alla sua centrale nucleare Fukushima Daiichi, che per le sue pratiche lassiste che hanno condotto alla preoccupante situazione dei giorni scorsi, quando il combustibile nucleare è rimasto 15 ore senza raffreddamento per un blackout.
    Il mancato raffreddamento delle piscine in cui è custodito il combustibile nucleare, poteva diventare catastrofico: la temperatura delle barre di combustibile nucleare nelle piscine avrebbe potuto alzarsi abbastanza da far evaporare l’acqua di raffreddamento, portando alla fusione del combustibile.
    “Questo dimostra chiaramente che la centrale non è ancora stata stabilizzata”, ha dichiarato Shiro Izawa, che dal 10 marzo è diventato sindaco di Futaba, uno dei comuni che ospita l’impianto.
    A quanto pare, i funzionari TEPCO non sono stati seriamente preoccupati dalla possibilità di una fusione delle barre di combustibile nelle piscine.

    Asahi Shimbun, ANALYSIS: Cooling failure brings renewed criticism of lax TEPCO. Asia & Japan Watch, 20 marzo 2013.

  • I discorsi sul nucleare costano poco, l’energia nucleare no
    I discorsi eccitati sul “rinascimento” nucleare, secondo cui migliaia di nuovi reattori nucleari salverebbero il pianeta dai cambiamenti climatici catastrofici, si sono rivelati una fantasia pericolosa.
    Il tempo, il denaro e le risorse sprecati fantasticando sui nuovi reattori nucleari hanno lasciato passare un decennio in cui l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili avrebbero potuto produrre progressi concreti in materia di riduzione delle emissioni.

    Justin McKeating, Nuclear talk is cheap, nuclear power is not. Greenpeace, 15 marzo 2013.

  • Intervista: secondo l’ex presidente della NRC, le autorità di regolamentazione devono essere indipendenti
    In una intervista con The Asahi Shimbun, Gregory Jaczko, ex presidente della US Nuclear Regulatory Commission (NRC), ha detto che è fondamentale che i controllori del nucleare rimangano indipendenti dall’industria nucleare.
    A differenza dei suoi quattro colleghi, Jaczko si è opposto alla costruzione di una nuova centrale nucleare negli Stati Uniti dopo l’incidente di Three Mile Island, nel 1979.
    Nell’intervista Jaczko parla anche del futuro dell’energia nucleare. E in conclusione dice che se non si riesce ad affrontare la questione dei rifiuti nucleari, l’unica soluzione sarebbe di interrompere la produzione di energia nucleare.

    Shiro Namekata, INTERVIEW: Former US nuke watchdog chair says regulators must stay independent. Asia & Japan Watch, 14 marzo 2013.

  • ANALISI: inchiesta TEPCO ammette ‘disinformazione’

    Fotogramma da un video girato il 18 ottobre 2011 nell’edificio 1 di Fukushima Daiichi. Fonte: TEPCO via AJW.

    Secondo una recente inchiesta di Tokyo Electric Power Co (TEPCO), gli investigatori della commissione parlamentare sull’incidente di Fukushima sarebbero stati disinformati involontariamente da Tepco. L’azienda che gestisce la centrale nucleare di Fukushima ha condotto l’inchiesta in risposta alle accuse secondo cui nel febbraio 2012 un funzionario di Tepco avrebbe sconsigliato agli investigatori l’accesso all’edificio del reattore 1 perchè troppo buio e pericoloso.
    In un articolo del 7 febbraio 2013, il quotidiano giapponese Asahi Shimbun ha dimostrato invece che la zona dell’edificio che i membri della commissione parlamentare volevano visitare è ben illuminata, come appare anche da un video girato dalla stessa TEPCO il 18 ottobre 2011 all’interno dell’edificio del reattore 1.
    Hideaki Kimura, ANALYSIS: TEPCO inquiry admits ‘misinformation,’ but critics demand more. Asia & Japan Watch, 14 marzo 2013.

  • Una riflessione personale su Fukushima
    Ricordo l’esperienza surreale guidando nelle zone altamente radioattive vicino a Fukushima City, a 60 km dalla centrale disastrata. Il paesaggio invernale sembrava bellissimo e incontaminato, ma in macchina vedevamo i livelli di radiazione aumentare sulle nostre apparecchiature di monitoraggio.
    Mi ricordo il mio primo tweet: “Guidando tra le colline verso Iitate, a 40 km dai reattori di Fukushima. Radiazione in aumento.”

    Rianne Teule è una esperta di radiazioni che lavora per Greenpeace, questo articolo è una riflessione personale sull’incidente di Fukushima, pubblicata in occasione del secondo anniversario del 3/11.
    Rianne Teule, A personal reflection on Fukushima, from a Greenpeace radiation expert. Greenpeace, 12 marzo 2013.

  • L’uomo che è rimasto nella zona di evacuazione
    Oggi ricorre il secondo anniversario del terremoto che ha devastato la costa nord-est del Giappone e ha causato il catastrofico incidente nucleare di Fukushima Daiichi. Nelle zone evacuate intorno alla centrale devastata sono rimasti solo gli animali abbandonati, e nelle città le case sono vuote e le strade silenziose.
    Ma nella cittadina di Tomioka, a meno di 10 km dalla centrale Fukushima Daiichi, c’è un uomo di 53 anni che ha deciso di rimanere. Naoto Matsumura è un coltivatore di riso, che dice: “Sono nato e cresciuto a Tomioka, la mia famiglia coltiva questa terra da cinque generazioni. Voglio morire qui”.
    Nella video-intervista realizzata da Vice Japan, compare anche Kenichi Hasegawa, un allevatore di Iitate che ha dovuto lasciare la sua fattoria e mandare le sue mucche da latte al macello.

    Tomo Kosuga, Radiactive Man. Vice, 11 marzo 2013.

  • Discorso di Gundersen all’Accademia di Medicina di New York
    In questo discorso, pronunciato all’Accademia di Medicina di New York in occasione dei due anni trascorsi dall’inizio della crisi nucleare giapponese, l’ingegnere Arnie Gundersen illustra le dinamiche dell’incidente nucleare di Fukushima.
    Arnie Gundersen, Fairewinds Speech at the New York Academy of Medicine. Fairewinds, 11 dicembre 2012.

  • Lo smantellamento di Fukushima Daiichi potrebbe durare fino al 2051
    La disattivazione e lo smantellamento dei quattro reattori danneggiati della centrale nucleare Fukushima Daiichi potrebbe richiedere fino a quattro decenni di lavoro, in una impresa monumentale mai tentata prima.
    Secondo la tabella di marcia annunciata nel dicembre 2011 dal governo giapponese e da TEPCO, gestore dell’impianto devastato di Fukushima, l’intero processo di disattivazione dei quattro reattori danneggiati della centrale sarà suddiviso in tre fasi.
    Nella prima fase, che durerà fino alla fine del 2013, verrà sistemato un circuito chiuso di raffreddamento del combustibile nucleare e verranno rimosse le barre di combustibile dalla piscina del reattore 4.
    Nella seconda fase, che durerà fino al 2021 circa, verranno rimosse le barre di combustibile dalle piscine dei reattori 1, 2 e 3. Nel 2016 verranno sigillati i contenitori dei tre reattori, che verranno inondati per consentire il recupero del combustibile nucleare fuso.
    La terza e ultima fase, che inizierà nel 2021, dovrebbe concludersi tra il 2041 e il 2051. Tra il 2031 e il 2036, verrà rimosso il combustibile fuso. Successivamente inizierà il lavoro di smantellamento delle strutture, che inizierà dagli edifici delle turbine e durerà 15 anni circa.
    Dato che il terreno rimarrà contaminato, non è stato ancora stabilito che destinazione d’uso verrà assegnata all’area della centrale nucleare dismessa.

    Asahi Shimbun, Fukushima plant decommissioning may last until 2051. Asia & Japan Watch, 11 marzo 2013.

  • Nel secondo anniversario dell’11 marzo, aumentano i rifiuti tossici di Fukushima
    Ogni mattina, 3.000 lavoratori vanno a lavorare alla centrale di Fukushima, indossando indumenti protettivi, maschere con filtri dell’aria e guanti multi-strato. Alla fine della giornata, la maggior parte di queste attrezzature sono diventate rifiuti radioattivi.
    Le decine di migliaia di sacchetti di rifiuti prodotti nei due anni trascorsi dall’inizio della crisi nucleare di Fukushima vengono stoccati in contenitori schermati che potrebbero riempire sei piscine olimpioniche.
    Ma gli indumenti contaminati rappresentano solo una parte dei rifiuti radioattivi che TEPCO deve smaltire. Sul pianoro che domina i quattro reattori in rovina della centrale sono stati installati i serbatoi grigi e blu in cui viene raccolta l’acqua irradiata. Con quest’acqua si potrebbero riempire 100 piscine olimpioniche.
    La quantità d’acqua irradiata aumenta senza sosta, ogni giorno. E per smantellare l’impianto serviranno altri quarant’anni.

    Jason Clenfield, Fukushima Toxic Waste Swells as Japan Marks March 11 Disaster. Bloomberg, 10 marzo 2013.

  • La vita difficile dei ‘liquidatori’ di Fukushima
    Sono in 3000 circa a darsi il cambio giorno e notte sul sito della centrale nucleare danneggiata di Fukushima, in Giappone. I lavoratori che dall’11 marzo 2011 gestiscono il disastro nucleare sono chiamati i “liquidatori”. Come 25 anni fa a Chernobyl.
    Adesso la situazione della centrale è considerata stabile – tutti i reattori e le piscine sono continuamente raffreddati – ma per questi lavoratori estremi la vita non è facile. Molti di loro lavorano per ditte di subappaltatori di Tokyo Electric Power Co (TEPCO, l’operatore di Fukushima Daiichi), e si lamentano per lo stress da lavoro, la paura, la solitudine e il disagio di lunghe giornate trascorse soffocando in maschere, guanti e tute di protezione.

    Audrey Garric, La difficile vie des “liquidateurs” de Fukushima. Le Monde, 10 marzo 2013.

  • Acqua: salvezza e rovina di Fukushima Daiichi
    L’acqua è perennemente necessaria per raffreddare il combustibile nucleare di Fukushima Daiichi, ma l’incidente del marzo 2011 ha danneggiato gravemente tre dei sei reattori e l’acqua s’infiltra nei sotterranei degli edifici dopo essere stata contaminata con quantità letali di radioattività.
    Kazuaki Nagata, Water is both the savior and the bane at Fukushima No. 1. The Japan Times, 9 marzo 2013.

  • Ex-ingegnere GE evidenzia un difetto di progettazione del reattore di Fukushima
    Nel 1971, General Electric (GE) ha progettato, costruito e consegnato il primo reattore Mark 1 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Lo stesso design è stato utilizzato anche per quattro degli altri cinque reattori della centrale.
    Whistleblower Bridenbaugh Dale, un ex ingegnere di GE, espone un difetto critico nella progettazione del reattore. Il difetto era così importante da richiedere che tutti i reattori Mark 1 restassero chiusi fino a quando non fossero stati riparati.
    Questo non è accaduto. Allora come oggi, gli utili e la protezione delle attività nucleari sono posti prima della sicurezza e della protezione delle persone.
    Ex-GE Engineer highlights critical Fukushima reactor design flaw. Greenpeace, YouTube, 8 marzo 2013.

  • Lezione dal disastro nucleare: troppa attenzione a leggi e sistemi invece di una vera leadership
    Il giornalista Yoichi Funabashi ha trascorso gran parte degli ultimi due anni cercando di scoprire la storia dietro la più grave crisi nazionale del Giappone del dopoguerra: l’incidente alla centrale nucleare Fukushima Daiichi.
    In occasione della pubblicazione di un suo libro sull’argomento, Asahi Shimbun lo ha intervistato.
    LESSON FROM THE NUCLEAR DISASTER: Too much focus on laws and systems instead of true leadership. Asia & Japan Watch, 8 marzo 2013.

  • Areva prepara la prima spedizione di combustibile nucleare in Giappone dopo Fukushima
    Per la prima volta dopo il disastro nucleare di Fukushima del marzo 2011, Areva, il colosso francese dell’energia, si accinge ad inviare in Giappone una fornitura di combustibile nucleare, segno di un imminente riavvio dei reattori nucleari giapponesi.
    La spedizione di combustibile MOX potrebbe suscitare controversie in Giappone, dove, nel periodo che precede il secondo anniversario della catastrofe dell’11 marzo 2011, l’opposizione dell’opinione pubblica al nucleare e al riavvio dei reattori rimane forte.
    Secondo Greenpeace, il combustibile nucleare sarà spedito ai primi di aprile dal porto di Cherbourg, nel nord della Francia. I funzionari di Areva si sono rifiutati di commentare questi dettagli.

    Reuters, Areva plans 1st nuclear fuel shipment to Japan since Fukushima. Asia & Japan Watch, 5 marzo 2013.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a marzo 2013.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate dal marzo 2011.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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