Osservatorio sulla crisi nucleare a dicembre 2012

Il 2012 è stato un anno difficile per l’industria nucleare, ma il 2013 si annuncia come un anno in cui potrebbero essere riattivati i reattori giapponesi fermi.

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe, in visita a Fukushima Daiichi, 29 dicembre 2012. Fonte: TEPCO.

A quasi due anni dall’inizio della crisi nucleare del Giappone, secondo l’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA), la situazione alla centrale nucleare Fukushima Daiichi rimane ancora instabile, e lo resterà per molti mesi.

Politica nucleare
Il 2012 è stato un anno difficile per l’industria nucleare internazionale, ma Shinzo Abe, il nuovo primo ministro giapponese, è deciso a risollevare le sorti del nucleare nel suo paese, anche se i due governi precedenti volevano rinunciare al nucleare dal 2030.
Il 2013 si annuncia dunque come un anno in cui in Giappone potrebbero essere riattivati diversi dei reattori nucleari fermi, che attualmente sono 48. Il paese dispone complessivamente di 50 reattori (esclusi i 4 reattori devastati della centrale nucleare Fukushima Daiichi), distribuiti in 18 centrali nucleari.

La nuova politica del premier giapponese si vede sin dall’abbigliamento utilizzato per visitare la centrale di Fukushima: lui e il suo staff non utilizzano indumenti protettivi e maschere antigas, al contrario di quanto fa chiunque entri anche occasionalmente nel perimetro dell’impianto. La scelta dell’abbigliamento non sembra avere nulla di casuale, ma sembra piuttosto un chiaro e discreto segnale mediatico di distensione, è il nuovo paradigma.

Ricostruzione dell’incidente nucleare di Fukushima
Tokyo Electric Power Co (Tepco) ha dichiarato che l’esplosione dell’edificio del reattore 3 di Fukushima Daiichi è il risultato dell’onda d’urto di una detonazione, confermando pienamente l’analisi fatta alcuni mesi fa dall’ingegnere nucleare Arnie Gundersen, che ipotizzava anche che la detonazione fosse il risultato di una esplosione nucleare.
Secondo Gundersen, i difetti tecnici che hanno causato l’incidente di Fukushima, sono gli stessi presenti in molte altre centrali nucleari, non solo giapponesi e non solo di vecchia generazione.


ARTICOLI
Analisi, approfondimenti e commenti degli osservatori internazionali (selezione aggiornata al 19 dicembre 2012):

  • Informazione, informazione equivoca e disinformazione

    Mappa di aggregazione dei dati di monitoraggio della radioattività. Fonte: Safecast.

    A Safecast abbiamo stabilito fin dall’inizio che i nostri dati devono essere accurati, chiari, accessibili e facili da capire. Per molti aspetti questo riflette semplicemente le buone pratiche del design dell’informazione, così come una visione di responsabilità sociale, dove apertura e trasparenza sono qualità di prima importanza. Così, quando prendiamo decisioni su come presentare i nostri dati, ci atteniamo a principi di intuitività, profondità, contesto, e anche, lo ammettiamo, bellezza nel design. Vogliamo rendere il più semplice possibile il modo di trovare ciò che le persone stanno cercando, e permettere loro di scoprire che cosa significa. Ecco perché siamo sempre infastiditi dalle fonti di informazione ufficiali che si presentano con presupposti completamente diversi.
    Safecast è un’organizzazione che si occupa del monitoraggio della radioattività e dell’emancipazione delle persone all’uso i dati sul loro ambiente. Questo articolo in due parti riguarda la qualità, la disponibilità, la fruizione e la comprensione dei dati sulla contaminazione radioattiva dell’incidente di Fukushima.
    Information, Misinformation, Disinformation (or, “These aren’t the droids you’re looking for.”) Part 1, Part 2. Safecast, 29 dicembre 2012.

  • Un anno di pasticci nucleari
    Nel 2012 l’industria nucleare è stata il peggior nemico di se stessa: violazioni della sicurezza, fughe di sostanze radioattive, scarichi illegali e controlli scarsi… Tutto ciò che poteva andare storto, lo ha fatto. Jim Green fa il punto sulle follie nucleari del 2012.
    Jim Green, A Year Of Nuclear Bungles. New Matilda, 19 dicembre 2012.

  • Un anno dopo il dichiarato arresto a freddo di Fukushima, la situazione della centrale rimane “instabile”

    Veduta della centrale nucleare Fukushima Daiichi, 18 dicembre 2012. Fonte: IAEA, Flickr.

    Un anno dopo che il governo giapponese ha dichiarato che i reattori danneggiati di Fukushima Daiichi sono in stato di “arresto a freddo”, TEPCO non sa ancora dove si trova il combustibile fuso in tre dei reattori della centrale.
    Per raffreddare il combustibile nucleare vengono ancora utilizzati metodi improvvisati. I serbatoi di stoccaggio dell’acqua radioattiva hanno quasi raggiunto il limite delle loro capacità. E le perdite di acqua contaminata e i possibili crolli delle strutture causati dai terremoti rimangono una minaccia.
    Shunichi Tanaka, presidente dell’Autorità di regolamentazione del nucleare giapponese (NRA) ha detto che “i lavoratori sono stati costretti ad attuare misure tappabuchi, un depuratore dell’acqua radioattiva è stato installato senza il tempo necessario per sviluppare sistemi di sicurezza sufficienti. La situazione che circonda il processo di smantellamento è instabile, per cui, nel garantire la sicurezza, vi è la necessità di costanti revisioni.”

    Naoya Kon, Fukushima plant situation ‘volatile,’ a year after cold shutdown declared. AJW, Asahi Shimbun, 18 novembre 2012.

  • La vulnerabilità dei sistemi di raffreddamento e di contenimento dei reattori
    In questo video Arnie Gundersen di Fairewinds discute un documento pubblicato di recente da Tokyo Electric Power Co (TEPCO). Nel rapporto TEPCO dichiara che l’esplosione dell’Unità 3 di Fukushima Daiichi è il risultato dell’onda d’urto di una detonazione. A quasi due anni dall’incidente nucleare di Fukushima, TEPCO conferma pienamente l’analisi fatta molti mesi fa da Fairewinds.
    Nel video Gundersen discute anche i rapporti inquietanti in cui la Nuclear Regulatory Commission evita l’analisi dei danni ai sistemi di raffreddamento di emergenza di molte centrali nucleari, nel caso di inondazioni causate da mareggiate, tsunami o guasti alle dighe.
    Gundersen analizza in profondità le conseguenze di questi due problemi sui vecchi reattori nucleari e anche sul nuovo reattore AP1000

    Arnie Gundersen, More Lessons From the Fukushima Daiichi Accident: Containment Failures and the Loss of the Ultimate Heat Sink. Fairewinds, 17 dicembre 2012.

  • PAGINE CORRELATE
    Le notizie sulla crisi nucleare a dicembre 2012.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie dal marzo 2011.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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