Osservatorio sulla crisi nucleare a ottobre 2012

Dopo essere stati criticati per aver fornito notizie confezionate dal governo e dall’industria nucleare, come ai tempi del Giappone imperiale, i media giapponesi si chiedono se avrebbero potuto offrire una migliore copertura del disastro del 2011.

Incidente di Fukushima: immagini dei video delle teleconferenze di TEPCO. Fonte: TEPCO.

Media.
Questo mese due analisi si concentrano sul ruolo svolto dai media durante la crisi di Fukushima.
Neue Zürcher Zeitung fa un bilancio sugli effetti dell’informazione sulla politica energetica in Germania, Svizzera, Francia e Regno Unito.
Asahi Shimbun analizza il comportamento dei giornalisti giapponesi. Alcuni di loro hanno ammesso che avrebbero potuto offrire una migliore copertura del disastro del 2011. I media giapponesi sono stati criticati per aver fornito notizie confezionate dal governo e dall’industria nucleare, come ai tempi della seconda guerra mondiale, quando i militari del Giappone imperiale controllavano l’informazione.

Ricostruzione dell’incidente di Fukushima.
Asahi Shimbun pubblica un resoconto delle prime fasi dell’incidente nucleare di Fukushima basato sulle trascrizioni dei dialoghi in teleconferenza di Tokyo Electric Power Co (TEPCO).

La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’incidente nucleare di Fukushima Daiichi (NAIIC) pubblica la versione inglese del rapporto della sua inchiesta. Una sintesi del rapporto in inglese era stata pubblicata il 5 luglio scorso.

Politica nucleare.
La formazione del nuovo governo del Giappone ha messo ulteriormente in dubbio l’intenzione, annunciata a settembre dal primo ministro Yoshihiko Noda, di rinunciare al nucleare negli anni 2030. A ottobre il governo ha approvato la ripresa dei lavori nelle centrali nucleari già in costruzione.
Il presidente del Sottocomitato consultivo per l’energia, Akio Mimura, ha detto che “la strategia del governo manca di coerenza e i suoi obiettivi sono vaghi”.
Secondo Greenpeace, la decisione dei gruppi d’affari di respingere l’intenzione del governo di rinunciare al nucleare dal 2030 non è utile per l’economia e il futuro del Giappone.


Analisi e commenti degli osservatori internazionali:

  • Situazione di stallo per il piano energetico del governo e incongruenze nella posizione sul nucleare
    Gli sforzi del governo per elaborare un nuovo piano energetico dopo la crisi nucleare di Fukushima sono giunti a un punto morto. I parlamentari del Partito Democratico del Giappone (DPJ, al governo del paese) si dividono tra chi promuove l’energia nucleare e chi vuole eliminarla dal 2030.
    Il governo vuole chiudere tutte le centrali nucleari a partire dal 2030 ma ha approvato la ripresa dei lavori nelle centrali nucleari già in costruzione. Secondo Akio Mimura, presidente del Sottocomitato consultivo per l’energia, “la strategia del governo manca di coerenza e i suoi obiettivi sono vaghi”.

    Gov’t hits deadlock over energy plan as experts cite inconsistencies in nuclear stance. The Mainichi, 26 ottobre 2012.

  • Il monitoraggio delle radiazioni nella zona di Fukushima
    Tra il 16 e il 19 ottobre 2012, Greenpeace ha controllato 40 stazioni di monitoraggio delle radiazioni nella città di Fukushima e nel villaggio di Iitate.
    Il 75% delle stazioni controllate indicavano livelli di radiazione più bassi rispetto a quelli rilevati nei dintorni: a 25 metri di distanza si possono registrare livelli di contaminazione fino a sei volte superiori rispetto a quanto misurato nelle stazioni installate dal governo.

    La notizia completa è disponibile in italiano sul sito web di Greenpeace Italia: Inaffidabile il monitoraggio delle radiazioni a Fukushima, ecco i dati.
    Greg McNevin, False hope: radiation monitoring in the Fukushima area. Greenpeace, 23 ottobre 2012.

  • Perché il reattore 4 fa paura?

    L'edificio del reattore n° 4 di Fukushima Daiichi, 12 novembre 2011. Fonte: David Guttenfelder, Pool, via Cryptome.

    Il più misterioso dei reattori di Fukushima Daiichi è considerato dagli esperti il più pericoloso. (Immagine Cryptome)
    Perché il reattore 4 fa paura?. Backyard World, 19 ottobre 2012.

  • I pregiudizi sull’energia emarginano il futuro del Giappone
    Il Giappone sta prendendo in considerazione un cambiamento fondamentale della sua politica energetica, si tratta di una grande sfida che offre nuove opportunità. Ma, i vertici della Confindustria giapponese (Keidanren), della Camera di Commercio e dell’Associazione dei dirigenti aziendali hanno chiesto al governo di ritirare il suo obiettivo di azzerare il nucleare, sostenendo che le spese di elettricità potrebbero raddoppiare.
    Si può credere che con la loro eccellenza tecnica le imprese giapponesi non sapranno realizzare una transizione morbida verso una società senza nucleare entro il 2040, quando la Germania è sulla buona strada nel realizzare la sua ambizione di rinuncia al nucleare entro il 2022?
    Respingere la storica decisione del governo non è utile per l’economia del Giappone. Le decine di migliaia di persone che protestavano davanti all’ufficio del primo ministro ora dovrebbero indirizzare la loro rabbia verso i gruppi d’affari che ostacolano un futuro senza nucleare.

    Gyorgy Dallos, Energy bias marginalising Japan’s future. Greenpeace, 17 ottobre 2012.

  • Rapporto NAIIC sull’incidente di Fukushima

    La commissione d’indagine parlamentare sull’incidente di Fukushima (NAIIC). Fonte: NAIIC.

    La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’incidente nucleare di Fukushima Daiichi (NAIIC) pubblica la versione inglese del rapporto della sua inchiesta. Una sintesi del rapporto in inglese era stata pubblicata il 5 luglio scorso.
    The English Translation of the main report of NAIIC is now available. NAIIC, 17 ottobre 2012.

  • Dove si trova adesso il combustibile fuso del reattore 1
    Sulla base delle recenti delle misurazioni della radioattività effettuate da TEPCO nell’edificio del reattore 1 di Fukushima Daiichi, Simlyinfo ipotizza che il combustibile nucleare fuso del reattore 1 si trovi sul fondo dal vaso di contenimento primario del reattore e sarebbe in parte fuoriuscito dal contenimento scivolando sotto il lato est della camera di soppressione.
    I segni di bruciature rilevati dalle fotografie riprese all’interno del vaso di contenimento indicherebbero inoltre l’avvenimento di un evento esplosivo.

    Unit 1, Where The Melted Fuel Is. Simplyinfo, 15 ottobre 2012.

  • Dentro Fukushima: i tentativi falliti di evitare una catastrofe nucleare

    Sala di controllo d’emergenza di Fukushima Daiichi con monitor teleconferenze (in fondo a sinistra). Fonte: TEPCO.

    Asahi Shimbun ha realizzato un resoconto delle prime fasi dell’incidente nucleare di Fukushima basato sulle trascrizioni delle conversazioni tra il personale della centrale nucleare Fukushima Daiichi e i funzionari della sede centrale di TEPCO.
    Secondo il quotidiano giapponese, i funzionari di TEPCO persero del tempo prezioso per mancanza di strategia, per la loro lentezza e incapacità di percepire l’urgenza della situazione e per le richieste irragionevoli fatte da alcuni responsabili dell’azienda al personale della centrale nucleare.
    Il 5 ottobre scorso, TEPCO ha reso pubblica una sintesi delle 150 ore di video date in visione ai media nell’agosto 2012.

    Toshihiro Okuyama, Hideaki Kimura e Takashi Sugimoto, a INSIDE FUKUSHIMA: How workers tried but failed to avert a nuclear disaster. AJW, Asahi Shimbun, 14 ottobre 2012.

  • Conoscere i 50 di Fukushima? No, impossibile
    Il 7 ottobre, quando il primo ministro Yoshihiko Noda ha offerto tardivamente i ringraziamenti ufficiali ai 50 di Fukushima, è successo qualcosa di strano: sei degli otto uomini presenti erano di spalle alle telecamere e hanno rifiutato di farsi fotografare e di presentarsi per nome, anche al premier Noda.
    (Fukushima 50 è il nome dato dai media ai lavoratori presenti alla centrale di Fukushima durante i momenti più difficili della crisi nucleare, ndr)
    H.T., Meet the Fukushima 50? No, you can’t. The Economist, 8 ottobre 2012.

  • Le teleconferenze di TEPCO
    Tokyo Electric Power Co (TEPCO) ha pubblicato in video sei ore delle conversazioni in teleconferenza tra il personale presso la centrale nucleare Fukushima Daiichi e i supervisori nella sede di TEPCO durante le prime fasi dell’incidente di Fukushima.
    Il filmato è una selezione dalle 150 ore di video che la società ha rilasciato alle organizzazioni dei media nell’agosto di quest’anno. Le registrazioni sono state effettuate tra il pomeriggio dell’11 marzo e la mattina del 16 marzo 2011.
    Buona parte dell’audio è stato censurato dall’azienda e parte delle immagini sono offuscate per proteggere l’identità degli impiegati.
    Footage of TEPCO’s TV conference. TEPCO, 5 ottobre 2012.

  • Il nucleare ha fatto il suo tempo
    I recenti test di sicurezza hanno dimostrato che gli impianti atomici europei sono ormai obsoleti e decrepiti. Piuttosto che ripararli bisognerebbe abbandonarli del tutto.
    Joachim Wille, Schalt mal ab, Europa. Frankfurter Rindschau via Presseurop, 5 ottobre 2012.

  • Studi pionieristici sugli effetti delle radiazioni di Fukushima
    I ricercatori stano cercando di valutare l’impatto delle radiazioni sugli ecosistemi in seguito al disastro nucleare di Fukushima.
    Shin-ichi Hayama ha detto che “l’opportunità di studiare l’impatto delle basse dosi di radiazioni sui primati potrebbe contribuire a prevedere l’impatto sugli esseri umani.”

    Shunsuke Kimura e Akira Hatano, Scientists in groundbreaking study on effects of radiation in Fukushima. AJW, Asahi Shimbun, 4 ottobre 2012.

  • La maggioranza dei giornali giapponesi si oppone al nucleare e alcuni redattori sono critici sulla copertura del disastro
    Uno studio ha dimostrato che più della metà dei principali quotidiani giapponesi hanno chiesto l’abolizione del nucleare.
    In una recente riunione a Naha, nella prefettura di Okinawa, i rappresentanti dei giornali giapponesi, della televisione e dell’editoria hanno discusso la loro copertura delle notizie sul terremoto, lo tsunami e la crisi nucleare. Alcuni redattori hanno ammesso che avrebbero potuto offrire una migliore copertura del disastro del 2011. Oba Tsukasa, redattore di Tokyo Shimbun, ha detto che “nel periodo immediatamente successivo all’11 marzo, i mezzi di comunicazione hanno trasmesso le informazioni fornite dal governo centrale e da TEPCO. C’era poco giornalismo indipendente e non siamo riusciti a creare altri canali di informazione. Questo ha portato le critiche secondo cui le notizie erano come quelle controllate dai militari del Giappone imperiale durante la seconda guerra mondiale.”

    Hiroshi Kawamoto e Hideki Shiga, Most Japan newspapers oppose nuclear power, some critical of disaster coverage. AJW, Asahi Shimbun, 3 ottobre 2012.

  • Lettura mediatica dell’affare Fukushima
    Hans Mathias Kepplinger e Richard Lemke, entrambi professori delle Scienze della Comunicazione, hanno condotto una ricerca sulla lettura mediatica del dopo Fukushima analizzando tutti gli articoli relativi alla catastrofe nucleare pubblicati in Germania e in Svizzera, dove è poi avvenuta una piccola rivoluzione nella politica energetica, e in Francia e in Gran Bretagna, dove al contrario, non vi é stato nessun cambiamento.
    Stephan Russ-Mohl, Haben Journalisten die Energiewende herbeigeschrieben? Neue Zürcher Zeitung, 25 settembre 2012.
    L’articolo è disponibile in italiano su EJO, 2 ottobre 2012.

  • Nuovo governo in disaccordo sulla futura politica nucleare nazionale
    Il 1° ottobre l’annuncio della formazione del nuovo governo del primo ministro Yoshihiko Noda ha messo ulteriormente in dubbio l’impegno del governo, annunciato a settembre, di eliminare le centrali nucleari dal Giappone negli anni 2030. Il governo non era però riuscito ad adottare formalmente l’obiettivo.
    La nomina dell’ex capo della politica del Partito Democratico Seiji Maehara come ministro delle politiche nazionali e il mantenimento di Yukio Edano come ministro dell’industria sono due segni importanti che il governo continuerà una politica energetica a favore del nucleare.

    New Cabinet at odds over nation’s future nuclear policy. AJW, Asahi Shimbun, 2 ottobre 2012.

  • Con la chiusura della Biblioteca dell’energia nucleare spariscono 40.000 documenti dal pubblico dominio
    La gestione della Biblioteca dell’energia nucleare è stata trasferita dall’ex Commissione per la sicurezza nucleare (NSC) alla neonata Autorità di regolamentazione del nucleare del Giappone (Nuclear Regulation Authority o NRA). La biblioteca è stata chiusa e non ci sono segni sulla sua riapertura. Il destino dei suoi 40.000 documenti non più accessibili al pubblico rimane in sospeso.
    La biblioteca era stata istituita nel 1997 in seguito a un incidente al reattore di Monju, e ha offerto ai cittadini l’accesso a informazioni sul nucleare, sui verbali delle riunioni politiche e a documenti cartacei non disponibili sul web.
    L’Autorità di regolamentazione del nucleare è stata costituita con l’obiettivo di aumentare la trasparenza nella gestione nucleare, ma la chiusura della biblioteca dimostra che l’accesso alle informazioni sta peggiorando.

    Abolishment of Nuclear Energy Library removes 40,000 files from public view. The Mainichi, 2 ottobre 2012.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a ottobre 2012.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate nel 2011 e 2012.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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