Osservatorio sulla crisi nucleare a settembre 2012

I tentativi di cambiamento del Giappone frenati dal dominio delle lobby.

Il presidente della Nuclear Regulatory Commission. Toshikazu Tanaka (a destra) con l’imperatore (a sinistra) e il ministro dell’ambiente Goshi Hosono (al centro), Tokyo, 19 settembre 2012. Fonte: Enformable.

L’annuncio del governo del Giappone di voler rinunciare al nucleare tra il 2030 e il 3040 è stato accolto come un cambiamento politico importante. Ma l’opinione pubblica ha espresso molte critiche e riserve su una promessa che secondo l’Asahi Shimbun poteva rivelarsi vuota.
E in effetti, sotto le pressioni dell’associazione degli industriali giapponesi, degli Stati Uniti, di alcuni paesi europei e dei comuni che ospitano centrali nucleari, il governo ha fatto un passo indietro, approvando una nuova politica energetica ma senza formalizzare l’annunciata uscita dal nucleare.

L’Autorità di regolamentazione del nucleare del Giappone (Nuclear Regulation Authority o NRA) prende il posto dell’Agenzia di sicurezza nucleare e industriale (NISA), con l’obiettivo di aumentare la trasparenza nella gestione del nucleare. Secondo Asahi Shimbun, ora il Giappone deve scrivere le regole sulla sicurezza nucleare. Per il Japan Times, sulla neonata agenzia pesano i legami con il predecessore screditato.

Tokyo Electric Power Co (TEPCO), gestore della centrale devastata di Fukushima, ha istituito una commissione esterna per sovrintendere alla riforma della sua divisione nucleare con l’obiettivo di migliorare la propria immagine e spianare il riavvio dei suoi reattori fermi, ne parla AJW del 12 settembre.


Analisi e commenti degli osservatori internazionali:

  • AIEA: rallentata la crescita dell’energia nucleare
    L’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha tagliato le sue previsioni di crescita dell’energia nucleare per il secondo anno. L’industria nucleare continua a sentire gli effetti del disastro di Fukushima in Giappone. La maggior parte dell’espansione del nucleare è comunque in Asia.
    Nuclear energy capacity growth slowing after Fukushima: IAEA . Reuters, 26 settembre 2012.

  • 23 centrali nucleari in zone a rischio tsunami
    Oltre a Fukushima, nel mondo ci sono altre 22 centrali nucleari che potrebbero essere vulnerabili alle onde di tsunami distruttivi.
    23 nuclear plants in tsunami risk zone. Discovery News, 24 settembre 2012.

  • Gli ingegneri atomici si sentono meno certi sulla sicurezza del nucleare
    Shoji Tsuchida, professore di psicologia sociale dell’Università del Kansai, ha analizzato i risultati di un recente sondaggio svolto tra i membri della Società per l’energia atomica del Giappone (AESJ), un’associazione di ingegneri nucleari a favore del nucleare. Tsuchida ha confrontato i dati con quelli di un sondaggio analogo svolto prima dell’incidente di Fukushima. Dall’indagine è emerso che dopo aver visto uno dei peggiori disastri nucleari del mondo nel loro cortile di casa, i membri dell’AESJ sono molto meno fiduciosi in merito alla sicurezza della loro industria.
    Solo il 23,2 per cento degli intervistati ha dichiarato di sentirsi “sicuro” sull’uso dell’energia nucleare, un anno fa erano il 51,1 per cento. Il 20,6 per cento, rispetto al 7,4 per cento del 2011, ha dichiarato di non sentirsi né “sicuro” né “insicuro” sull’uso dell’energia atomica.
    Oltre l’80 per cento degli intervistati ha convenuto che in futuro sarà sempre possibile garantire la sicurezza delle centrali nucleari, e circa il 70 per cento ha detto che le centrali nucleari non rappresentano una minaccia per il futuro dell’umanità.

    Atomic engineers feel less confident about nuke safety . The Asahi Japan Watch, 22 settembre 2012.

  • Il governo rivede la sua posizione sul nucleare dopo le pesanti critiche delle imprese
    Adesso emergono le incoerenze del governo sul tema dell’eliminazione dell’energia nucleare negli anni 2030. In seguito alla forte opposizione e alle critiche da parte della comunità degli affari, degli Stati Uniti, di alcuni paesi europei, dei comuni che ospitano centrali nucleari e altri, il governo rivede drasticamente la sua strategia energetica, rinunciando all’obiettivo annunciato in precedenza.
    Takanori Yamamoto e Koichiro Ashikaga, Zero nuclear target plan losing steam / Govt revises stance after heavy criticism from businesses, others leveled against proposal. The Daily Yomiuri, 21 settembre 2012.

  • Il danno e il pericolo in corso a Fukushima
    In questa intervista di Helen Caldicott su If You Love This Planet, Arnie Gundersen parla delle continue emissioni di radiazioni a Fukushima Daichi e di quali metodi vengono utilizzati per contenere i danni. L’acqua altamente radioattiva utilizzata per raffreddare i reattori viene ancora riversata nell’Oceano Pacifico. Nell’intervista Gundersen parla anche degli effetti sulla salute dei bambini nei primi 18 mesi dopo l’incidente.
    Helen Caldicott e Arnie Gundersen, The ongoing damage and danger at Fukushima. Fairewinds, 20 settembre 2012.

  • Il Giappone ha un nuovo organismo per la sicurezza nucleare
    Il 19 settembre il Giappone ha inaugurato una nuova agenzia di sicurezza nucleare nell’ambito delle azioni volte a migliorare la supervisione di un settore tentacolare, accusato di uno dei peggiori disastri nucleari del mondo. L’Autorità di regolamentazione del nucleare, o Nuclear Regulation Authority (NRA), sarà diretta da Shunichi Tanaka.
    Ora il Giappone deve scrivere le regole sulla sicurezza nucleare.

    Japan gets a new nuclear safety body, now needs to write rules. The Asahi Japan Watch, 20 settembre 2012.

  • Cambiamenti cosmetici per il supervisore del nucleare
    Sulla nuova agenzia di regolamentazione del nucleare giapponese pesano i legami con il predecessore screditato.
    Kazuaki Nagata, Nuke watchdog a ‘cosmetic’ change. The Japan Times, 20 settembre 2012.

  • Il governo approva la nuova politica energetica
    Il Gabinetto del primo ministro Yoshihiko Noda ha annunciato una nuova politica energetica per ridurre la dipendenza dall’energia nucleare, ma il Consiglio dei Ministri non ha approvato ufficialmente il documento, decidendo che in merito all’abbandono dell’energia nucleare il governo dovrebbe continuare a consultare i comuni ospiti delle centrali nucleari e la comunità internazionale.
    I principali operatori dell’industria del Giappone sono contrari a eliminare l’energia nucleare. Anche i funzionari dell’energia statunitensi hanno mostrato preoccupazione, dato che gli Stati Uniti hanno un patto nucleare civile con il Giappone.

    Govt. approves new energy policy. NHK, 20 settembre 2012.

  • Le contraddizioni dell’uscita dal nucleare
    L’impegno del governo di staccare la spina del nucleare dal 2030 potrebbe rivelarsi una promessa vuota, con pochi dettagli su come raggiungere e come conciliare le contraddizioni lungo il percorso.
    INSIGHT: How firm is the no-nuke policy? It contains get-outs, contradictions. The Asahi Japan Watch, 15 settembre 2012.

  • Alleati occidentali preoccupati dalla politica energetica del Giappone
    Mentre il Giappone si prepara ad abbandonare la sua dipendenza dall’energia nucleare, i funzionari del governo si danno da fare per rispondere alle preoccupazioni dei paesi occidentali sull’impatto di questo cambiamento.
    La natura interconnessa del settore dell’energia nucleare ha portato gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia ad esprimere le loro preoccupazioni ai funzionari governativi. Queste nazioni sono strettamente legate al Giappone sia nella costruzione di centrali nucleari che per il riciclaggio del combustibile nucleare.

    Akira Minami, Takashi Oshima, Hiroshi Takata e Ikki Yamakawa, Western allies concerned about Japan’s no-nuke energy policy . The Asahi Japan Watch, 14 settembre 2012.

  • Il Giappone imposta la politica per eliminare gradualmente le centrali nucleari entro il 2040
    Il Giappone ha annunciato che avrebbe cercato di uscire dal nucleare entro il 2040, un cambiamento storico per un paese che da tempo ha scommesso il proprio futuro su tale energia, ma che è ben lungi dei passi decisivi che il governo aveva promesso sulla scia del secondo più grande disastro nucleare del mondo.
    Hiroko Tabuchi, Japan Sets Policy to Phase Out Nuclear Power Plants by 2040. The New York Times, 14 settembre 2012.

  • Eliminazione graduale, crepe e spegnimento. Una brutta settimana per il nucleare
    La decisione del Giappone di porre fine alla sua dipendenza dal nucleare entro il 2030 porta il paese a far parte del gruppo di nazioni come la Germania e la Svizzera che hanno deciso di allontanarsi dal nucleare dopo il disastro di Fukushima dello scorso anno.
    Si tratta di un incredibile passo avanti per un paese che una volta era dipendente dal nucleare per il 30 per cento.

    Justin McKeating, Phasing out, cracking up and shutting down – a bad week for nuclear power. Greenpeace, 14 settembre 2012.

  • TEPCO crea una commissione per migliorare la sicurezza nucleare e riconquistare la fiducia
    L’11 settembre Tokyo Electric Power Co (TEPCO) ha istituito una commissione esterna per sovrintendere alla riforma della sua divisione nucleare con l’obiettivo di riavviare i suoi reattori fermi dall’anno scorso, in seguito al disastro nucleare di Fukushima.
    La Commissione di sorveglianza della riforma nucleare (TEPCO Nuclear Reform Monitoring Committee) è composta da esperti nucleari giapponesi e internazionali, che hanno anche il compito di migliorare le tecnologie per la disattivazione dei reattori devastati e la decontaminazione della centrale nucleare Fukushima Daiichi.
    Tepco spera che la creazione di una commissione di vigilanza esterna l’aiuterà a fronteggiare il diffuso sentimento anti-nucleare e a ottenere il sostegno pubblico per le sue iniziative di riforma della sicurezza nucleare, spianando la strada al riavvio dei suoi reattori.

    Kentaro Uechi, TEPCO sets up 3rd-party panel to improve nuclear safety, win trust. Asia Japan Watch, 12 settembre 2012.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a settembre 2012.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate nel 2011 e 2012.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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    Una risposta a Osservatorio sulla crisi nucleare a settembre 2012

    1. fausto ha detto:

      In pratica niente di nuovo: impianti vecchi e fatiscenti, incidenti, giravolte diplomatiche. Forse è già una notizia di per se.

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