Le notizie di settembre 2012

Le radiazioni raggiungono la costa occidentale del Giappone. Tepco istituisce una commissione per migliorare la propria immagine. Il governo annuncia l’uscita dal nucleare, ma poi fa bruscamente marcia indietro. L’Autorità di regolamentazione del nucleare (NRA) sostituisce la Commissione per la sicurezza nucleare (NSC).

Fukushima Daiichi, 5 settembre 2012, vista sugli edifici dei reattori 3 e 4 dalla collina sud. Fonte: TEPCO.

Politica nucleare del Giappone.
Il 14 settembre il governo di Yoshihiko Noda ha annunciato che il Giappone avrebbe rinunciato al nucleare dal 2030. La notizia è stata accolta come un cambiamento politico importante.
Contemporaneamente il Ministero dell’industria (METI) ha reso noto che non intendeva modificare i progetti già approvati per la costruzione di nuovi reattori nucleari.
Sotto le pressioni degli Stati Uniti, di alcuni paesi europei e dell’associazione degli industriali giapponesi, il governo ha poi fatto un passo indietro, approvando una nuova politica energetica ma senza formalizzare l’annunciata uscita dal nucleare.

Nei sondaggi la maggioranza dei giapponesi è favorevole all’uscita dal nucleare.

Tokyo Electric Power Co (TEPCO), gestore della centrale nucleare devastata Fukushima Daiichi, ha annunciato l’intenzione di fare pressione per riavviare i suoi reattori nucleari, compresi il 5 e il 6 di Fukushima Daiichi.

Trasparenza dell’informazione sul nucleare in Giappone.
Il 19 settembre è stata istituita l’Autorità di regolamentazione del nucleare del Giappone (Nuclear Regulation Authority o NRA), che prende il posto dell’Agenzia di sicurezza nucleare e industriale (NISA) con l’obiettivo di aumentare la trasparenza nella gestione del nucleare.

L’11 settembre TEPCO ha istituito la Nuclear Reform Monitoring Committee, una commissione esterna per sovrintendere alla riforma della sua divisione nucleare con l’obiettivo di migliorare la propria immagine in tema di sicurezza e trasparenza, riconquistare la fiducia del pubblico e spianare il riavvio dei suoi reattori fermi.

A diciotto mesi dall’inizio della crisi nucleare, TEPCO ha pubblicato 600 fotografie inedite dell’incidente di Fukushima, tra cui diverse immagini che mostrano i danni causati dal terremoto sul sito della centrale nucleare Fukushima Daiichi.

Contaminazione.
Tra le altre notizie rilevanti di questo mese vi è la scoperta di cesio radioattivo nei fondali marini della costa occidentale giapponese, una zona finora considerata fuori dalle aree contaminate.


Cronologia delle principali notizie di questo mese:

  • 6 mesi di proteste contro il nucleare
    Dalla fine di marzo 2012, ogni venerdì, per sei mesi, i manifestanti anti-nucleare si sono riuniti davanti all’ufficio del primo ministro, portando il loro messaggio al cuore del governo.
    Asahi Shimbun, Anti-nuclear rallies pass the 6-month mark. Asahi Japan Watch, 29 settembre 2012.

  • Nel suo nuovo libro Edano dice che il governo dovrebbe gestire le centrali nucleari
    In un libro pubblicato il 28 settembre, il ministro del commercio e dell’industria Yukio Edano propone che i reattori nucleari siano gestiti dallo Stato, invece che da aziende private, in modo che il governo possa assumere un ruolo guida nella creazione di una società libera dal nucleare.
    Kyodo, Edano’s new book says government should run nuke plants. The Japan Times, 29 settembre 2012.

  • Residenti di Fukushima non riescono a completare i documenti sulle dosi di radiazioni
    I ricercatori del Fukushima Medical University, che gestisce un programma di test della tiroide per i bambini esposti ad alti livelli di iodio radioattivo a causa dell’incidente nucleare di Fukushima, hanno detto di non avere ancora ricevuto i riassunti della dose di radiazione per quasi il 70% degli 80.000 bambini in esame.
    Alle famiglie dei giovani è stato chiesto di preparare rapporti orari molto dettagliati sulle attività dei bambini nelle due settimane successive all’incidente e sul numero di volte che sono stati fuori nei quattro mesi successivi.
    Molti genitori si sono lamentati del fatto che compilare i moduli è troppo difficile e non c’è modo di ricordare con precisione cosa facevano i bambini e quando si trovavano all’aria aperta. Ma la mancata presentazione della documentazione potrebbe essere significativa se i bambini dovessero sviluppare il cancro, perché se non saranno in grado di dimostrare un rapporto di causa ed effetto, non potranno essere oggetto di compensazione.

    Yuri Oiwa e Teruhiko Nose, Fukushima residents failing to complete radiation-dose paperwork. Asahi Japan Watch, 28 settembre 2012.

  • J Power ripende la costruzione di una centrale nucleare
    Secondo quanto riferito dai quotidiani giapponesi, entro la fine dell’anno Japan’s Electric Power Development (J-Power) intende riprendere la costruzione della centrale nucleare di Ohma nel nord del Giappone.
    Gov’t to urge power companies to withdraw plans to build nuke reactors. Reuters, 28 settembre 2012.

  • Il governo esorta le aziende elettriche di ritirare i piani per la costruzione di reattori nucleari
    Yukio Edano, Ministro dell’Economia, del Commercio e dell’Industria del Giappone, ha detto in un’intervista al Mainichi Shimbun che il governo sta progettando di sollecitare le aziende energetiche di ritirare volontariamente i piani per la costruzione di nuove centrali nucleari la cui costruzione non è stata ancora avviata.
    Gov’t to urge power companies to withdraw plans to build nuke reactors. The Mainichi Shimbun, 26 settembre 2012.

  • Il Giappone prevede il riavvio di un reattore controverso

    Centrale nucleare Monju, Tsuruga, prefettura di Fukui. Fonte: VOA.

    Hirofumi Hirano, capo del Ministero della Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Scienza e Tecnologia (MEXT) ha detto che attualmente il governo non ha in progetto di disattivare il controverso reattore veloce autofertilizzante di Monju, situato a Tsuruga, nella prefettura di Fukui.
    Il reattore di Monju è stato progettato per produrre plutonio per alimentare altri reattori in tutto il paese, ed è stato a lungo considerato un elemento centrale nel ciclo nucleare giapponese.
    Tuttavia il progetto è stato afflitto da problemi tecnici, insabbiamenti, e incidenti. In 25 anni il reattore ha prodotto energia elettrica per un totale di un’ora, al costo di 13 miliardi di dollari. Inoltre il reattore si trova vicino ad una linea di faglia, sollevando preoccupazioni su ciò che accadrebbe nel caso di un forte terremoto.

    Steve Herman, Japan Plans Restart of Controversial Reactor. Voice of America, 25 settembre 2012.

  • A Futaba 1500 microSievert l’ora prima dell’esplosione dell’unità 1
    Il 21 settembre 2012, a più di un anno e mezzo dall’inizio della crisi nucleare di Fukushima, la prefettura di Fukushima ha annunciato che il 12 marzo 2011 la lettura delle radiazioni alla stazione di monitoraggio di Kamihatori a Futaba-machi, 5,6 chilometri a nord ovest della centrale nucleare Fukushima Daiichi, era di 1.590 microsievert l’ora (μSv/h). Il livello di radiazione, registrato prima dell’esplosione dell’edificio del reattore 1, è il più alto mai registrato fino ad ora al di fuori dell’impianto nucleare di Fukushima.
    双葉町で毎時1500マイクロシーベルト超. Asahi Shimbun, 22 settembre 2012.

  • Trave d’acciao cade nella piscina combustibile del reattore 3 di Fukushima Daiichi
    Il 22 settembre, durante i lavori di rimozione delle macerie dell’Unità 3 della centrale nucleare Fukushima Daiichi, una trave di acciaio di 470 kg è caduta nella piscina del combustibile esaurito (SFP). Nei pressi della piscina non è stato registrato nessun cambiamento significativo dei livelli di radiazione.
    A steel beam slipped and fell into the spent fuel pool of Unit 3, Fukushima Daiichi NPP (Initial Report). TEPCO, 22 settembre 2012.

  • Il Giappone indietreggia davanti all’obiettivo di eliminare gradualmente il nucleare entro il 2040
    Con una brusca inversione di tendenza, il governo giapponese non ha adottato formalmente l’intenzione, annunciata la settimana scorsa, di eliminare gradualmente l’energia nucleare entro il 2040. Il piano ha ricevuto una forte opposizione da parte dei gruppi d’affari e dalle comunità locali le cui economie dipendono dalle centrali nucleari.
    Hiroko Tabuchi, Japan, Under Pressure, Backs Off Goal to Phase Out Nuclear Power by 2040. The New York Times, 20 settembre 2012.

  • Il governo approva la nuova politica energetica
    Il Gabinetto del primo ministro Yoshihiko Noda ha annunciato una nuova politica energetica per ridurre la dipendenza dall’energia nucleare, ma il Consiglio dei Ministri non ha approvato ufficialmente il documento, decidendo che in merito all’abbandono dell’energia nucleare il governo dovrebbe continuare a consultare i comuni ospiti delle centrali nucleari e la comunità internazionale.
    I principali operatori dell’industria del Giappone sono contrari a eliminare l’energia nucleare. Anche i funzionari dell’energia statunitensi hanno mostrato preoccupazione, dato che gli Stati Uniti hanno un patto nucleare civile con il Giappone.

    Govt. approves new energy policy. NHK, 20 settembre 2012.

  • Nuova Autorità di regolamentazione del nucleare per il Giappone

    Il presidente della Nuclear Regulatory Commission. Toshikazu Tanaka (a destra) con l’imperatore (a sinistra) e il ministro dell’ambiente Goshi Hosono (al centro), Tokyo, 19 settembre 2012. Fonte: Enformable.

    Il Giappone ha un nuovo organismo per il controllo del nucleare. L’Autorità di regolamentazione del nucleare, o Nuclear Regulation Authority (NRA), è stata creata per sostituire l’Agenzia di sicurezza nucleare e industriale (NISA), che dopo l’incidente di Fukushima si era dimostrata inadeguata a causa del suo doppio ruolo di controllore e promotore del settore nucleare.
    New Japanese regulator takes over. World Nuclear News, 19 settembre 2012.

  • Il governo blocca al Consiglio dei Ministri l’approvazione della politica antinucleare
    Alla riunione del consiglio dei ministri del 19 settembre, il governo giapponese non ha approvato la strategia annunciata in precedenza per eliminare la dipendenza dal nucleare a partire dal 2030.
    Il 18 settembre Hiromasa Yonekura, che presiede la Japan Business Federation (la confindustria giapponese), aveva criticato il governo per non aver preso in considerazione i pareri del mondo imprenditoriale. Yonekura aveva addirittura minacciato di dimettersi dalla carica di membro del consiglio per la politica nazionale del governo in segno di protesta. La nuova decisione sembra averlo convinto: “Credo che l’obiettivo (di liberare il Giappone di tutte le centrali nucleari entro gli anni 2030) sia stato effettivamente ritirato”.

    Gov’t stops short of approving no-nuclear power policy at Cabinet meeting. The Mainichi, 19 settembre 2012.

  • Sondaggio: il 60 % è a favore della politica di eliminazione del nucleare
    Secondo un recente sondaggio del quotidiano Mainichi, la maggioranza dei giapponesi, circa il 60 per cento, è favorevole alla politica del governo di cercare di eliminare tutte le centrali nucleari entro il 2030, molto al di sopra del 36 per cento che è contrario.
    In genere, il 54 per cento degli uomini e il 64 per cento delle donne hanno detto di essere a favore della politica di azzeramento del nucleare.

    60 percent support gov’t policy of seeking to eliminate nuclear power: Mainichi poll. The Mainichi, 17 settembre 2012.

  • Il piano antinucleare bersagliato dalle critiche
    Il 14 settembre il governo del primo ministro Yoshihiko Noda ha adottato ufficialmente una nuova strategia a lungo termine per eliminare la dipendenza energetica dal nucleare entro la fine del 2030, ma il nuovo obiettivo è stato subito bersagliato dalle critiche di esperti, attivisti antinucleari e gruppi di lobbying.
    Kazuaki Nagata e Eric Johnston, No-nuke plan official, quick to draw flak. The Japan Times, 15 settembre 2012.

  • I nuovi reattori potrebbero trovare una scappatoia agli impegni del governo sul nucleare
    Il 14 settembre l’amministrazione Noda ha promesso di abbandonare l’energia nucleare entro il 2030 e di non costruire nuovi reattori, ma il 15 settembre il ministro dell’industria Yukio Edano ha detto che il governo avrebbe autorizzato il completamento dei tre reattori attualmente in costruzione.
    “Il ministero dell’industria non intende modificare i progetti per installare e costruire reattori che abbiamo già approvato”, ha detto Edano.
    Se i reattori attualmente in costruzione saranno autorizzati ad operare per 40 anni, significa che saranno smantellati soltanto nel 2050.
    Secondo i critici questo indicherebbe l’inconsistenza degli obiettivi del governo.

    New reactors could yet go critical in no-nuclear pledge loophole. The Asahi Japan Watch, 15 settembre 2012.

  • Gli ambienti economici giapponesi respingono gli obiettivi antinucleari del governo
    I circoli d’affari in Giappone hanno criticato aspramente la nuova politica energetica del governo e il suo impegno a chiudere tutte le centrali nucleari entro il 2030.
    Hiromasa Yonekura, presidente della Keidanren (la confindustria giapponese) ha detto ai giornalisti che “alcune imprese potrebbero considerare di lasciare il Giappone”.

    Japanese business circles dismiss government no-nukes goal. The Asahi Japan Watch, 15 settembre 2012.

  • Il programma di riciclaggio del combustibile nucleare continua
    Il governo giapponese, nonostante il suo obiettivo di porre fine alla dipendenza del paese dall’energia nucleare dal 2030, continuerà comunque a perseguire il ritrattamento del combustibile nucleare a Rokkasho, nella prefettura di Aomori.
    Kyodo, Nuclear recycling program to continue amid looming storage crisis. The Japan Times, 14 settembre 2012.

  • Il Giappone ha in programma l’uscita dal nucleare, ma il pubblico rischierà per altri 18 anni
    Greenpeace Giappone ha accolto con prudenza la nuova strategia energetica e ambientale del governo giapponese che prevede l’eliminazione del nucleare nel 2030, ma ha avvertito che 18 anni sono ancora troppi per mantenere gli impianti nucleari del paese accesi e la sicurezza pubblica a rischio.
    Comunicato stampa, Japan plans end to nuclear, but public still at risk for 18 more years. Greenpeace, 14 settembre 2012.

  • Il Giappone svela piano per eliminare gradualmente l’energia nucleare
    Il governo giapponese ha presentato un piano per eliminare gradualmente l’energia nucleare dal 2030, in un cambiamento politico importante dopo il disastro di Fukushima dello scorso anno.
    Reuters, Japan aims to abandon nuclear power by 2030s. The Asahi Japan Watch, 14 settembre 2012.

  • Il Giappone intende lasciare il nucleare dal 2030
    Il governo giapponese ha annunciato che intende smettere di usare l’energia nucleare dal 2030. La decisione segna un importante cambiamento degli obiettivi politici fissati prima del disastro di Fukushima dello scorso anno, quando l’obiettivo era di aumentare la quota del nucleare a più della metà dell’energia elettrica.
    Reuters, Japan unveils plan to phase out nuclear power. BBC News, 14 settembre 2012.

  • I piani del Giappone per l’eliminazione progressiva del nucleare dal 2030
    Il Giappone sta progettando di spegnere progressivamente tutti gli impianti nucleari dal 2030, una svolta politica importante per una nazione povera di risorse e che una volta dipendeva dall’energia atomica per un terzo della sua energia.
    Chico Harlan, Reports: Japan plans for nuclear phaseout by 2030s. The Washington Post, 13 settembre 2012.

  • Interrotti i sussidi medici per i lavoratori di Fukushima
    Il ministero della sanità giapponese ha smesso di dare sussidi per controlli medici ai lavoratori delle ditte in subappalto che operano alla centrale nucleare Fukushima Daiichi, rendendo difficile per alcuni di loro di continuare ad avere controlli regolari.
    Il sostegno finanziario è stato interrotto lo scorso dicembre dopo che il governo ha dichiarato che i reattori erano stati stabilizzati.

    Checkup subsidy halted for nuclear plant workers. NHK World, 12 settembre 2012.

  • Raccolta di foto e video TEPCO del marzo 2011

    Il sito della centrale nucleare Fukushima Daiichi dopo il terremoto, 11 marzo 2011, 15:22 (JST). Fonte: TEPCO.

    Il 12 settembre TEPCO ha pubblicato 600 fotografie inedite scattate alla centrale nucleare Fukushima Daiichi tra l’11 e il 28 marzo 2011. Tra queste vi sono diverse immagini riprese nel lasso di tempo intercorso tra il terremoto e l’arrivo dello tsunami, che mostrano i danni causati dal terremoto sul sito della centrale. Le immagini vengono pubblicate esattamente un anno e mezzo dopo l’inizio della crisi nucleare.
    写真・動画集 2011年3月. TEPCO, 12 settembre 2012.

  • TEPCO crea una commissione per migliorare la sicurezza nucleare e riconquistare la fiducia
    L’11 settembre Tokyo Electric Power Co (TEPCO) ha istituito una commissione esterna per sovrintendere alla riforma della sua divisione nucleare con l’obiettivo di riavviare i suoi reattori fermi dall’anno scorso, in seguito al disastro nucleare di Fukushima.
    La Commissione di sorveglianza della riforma nucleare (TEPCO Nuclear Reform Monitoring Committee) è composta da esperti nucleari giapponesi e internazionali, che hanno anche il compito di migliorare le tecnologie per la disattivazione dei reattori devastati e la decontaminazione della centrale nucleare Fukushima Daiichi.
    Tepco spera che la creazione di una commissione di vigilanza esterna l’aiuterà a fronteggiare il diffuso sentimento anti-nucleare e a ottenere il sostegno pubblico per le sue iniziative di riforma della sicurezza nucleare, spianando la strada al riavvio dei suoi reattori.

    Kentaro Uechi, TEPCO sets up 3rd-party panel to improve nuclear safety, win trust. Asia Japan Watch, 12 settembre 2012.

  • Rilevato fallout radioattivo lontano da Fukushima

    Posizione della foce del fiume Shinano (A) e della centrale nucleare Fukushima Daiichi (B). Mappa Google.

    Una quantità significativa di cesio radioattivo, probabilmente della centrale nucleare Fukushima Daiichi, si è trasformato in fango sottomarino nei pressi della foce del fiume Shinanogawa sulla costa nord-occidentale del Giappone, a circa 200 chilometri di distanza dalla centrale.
    Gli scienziati hanno detto che i campioni prelevati nel 2011 a Nagaoka, nella prefettura di Niigata, contenevano concentrazioni fino a 460 becquerel per chilogrammo di fango secco, un livello paragonabile a quello rilevato lo scorso anno alla foce di un fiume nella baia di Tokyo.

    Nobutaro Kaji, Radioactive fallout detected far from Fukushima. The Asahi Japan Watch, 11 settembre 2012.

  • Operatore d’impianto nucleare rifiuta visita dei parlamentari anti-nucleare
    A fine agosto Hokuriku Electric Power Co (HEPCO) ha rifiutato una richiesta del leader del Partito socialdemocratico Mizuho Fukushima e altri funzionari del partito per visitare la centrale nucleare di Shika nella Prefettura di Ishikawa. HEPCO non ha permesso la visita dei parlamentari perché sono favorevoli a una graduale abolizione del nucleare in Giappone.
    Nuke plant operator refuses tour for anti-nuke lawmakers. The Asahi Japan Watch, 7 settembre 2012.

  • TEPCO fa pressione per riavviare i reattori nucleari dei siti di Fukushima e Kashiwazaki-Kariwa
    Il governatore di Fukushima ha ripetutamente affermato che le centrali nucleari Fukushima Daiichi e Fukushima Daini non avranno il permesso per essere riavviate, ma Naomi Hirose, il nuovo presidente della TEPCO ha rivelato che l’azienda continuerà a spingere per il riavvio dei reattori 5 e 6 di Fukushima Daiichi, e di tutti e quattro i reattori di Fukushima Daini. L’azienda ha anche minacciato di aumentare ancora le tariffe residenziali se i reattori di Kashiwazaki-Kariwa non saranno riavviati, ma il governatore della Prefettura di Niigata si oppone fermamente a loro riavvio.
    TEPCO continues push to restart nuclear reactors at both Fukushima sites and Kashiwazaki-Kariwa. Enformable, 5 settembre 2012.

  • Pagine correlate:
    Osservatorio sulla crisi nucleare a settembre 2012.
    ● Vedi anche la raccolta di notizie e analisi pubblicate nel 2011 e 2012.



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