Osservatorio sulla crisi nucleare a luglio 2012

Il disastro di Fukushima è un “errore umano made in Giappone”?

La commissione d’indagine parlamentare sull’incidente di Fukushima (NAIIC). Fonte: NAIIC.

La commissione parlamentare d’indagine sull’incidente di Fukushima (NAIIC), composta da 10 membri, ha concluso che il disastro nucleare di Fukushima Daiichi ha origine nella “collusione” governo-industria e l’incidente è stato causato principalmente da “errore umano”.
Kiyoshi Kurokawa, un medico e presidente della commissione, ha detto che le radici del disastro di Fukushima hanno origine nei tratti culturali giapponesi, concludendo che Fukushima è un disastro “made in Giappone”. Su questo punto non tutti gli osservatori sono d’accordo, perchè l’industria nucleare e i suoi regolatori condividono regole globali.

Anche la commissione d’inchiesta governativa sul disastro (ICANPS) ha pubblicato la sua relazione finale, in cui sottolinea la mancanza di una “cultura della sicurezza”, sia di Tokyo Electric Power Co (TEPCO, gestore di Fukushima Daiichi) che del governo centrale.


Analisi e commenti degli osservatori internazionali:

  • TEPCO bara sui rilevamenti delle stazioni di monitoraggio “migliorate”

    Stazione di monitoraggio delle radiazioni MP2 di Fukushima Daiichi, 20 aprile 2012. Fonte TEPCO.

    Nel corso di una visita in Germania nel novembre 2011, Kenichi Hasegawa, un residente di Iitate, prefettura di Fukushima, ha detto che nel marzo 2011 il sindaco di Iitate aveva chiesto a lui e al professor Imanaka dell’Università di Kyoto di tenere segreti i livelli di radiazione estremamente elevati che avevano misurato.
    Il 20 aprile 2012 TEPCO ha pubblicato un documento spiegando di aver “migliorato” la zona intorno alle stazioni di monitoraggio tagliando gli alberi entro 20 – 30 m, sostituendo il suolo e aggiungendo pareti schermanti in modo che le letture restassero al di sotto 10 μSv/h (microSievert all’ora). Il documento descrive il caso di 8 postazioni di controllo, e cita un esempio in cui la dose di radiazioni è scesa da 83.6 μSv a 9.7 μSv.

    TEPCO cheating on radiation levels by using “improved” monitoring posts. Safecast, 31 luglio 2012.

  • Imparare la lezione di Fukushima

    Centrale nucleare Fukushima Daiichi, 18 marzo 2011. Fonte: Digital Globe.

    Una serie di sorprendenti inchieste sul disastro di Fukushima hanno messo in chiaro che la crisi è stata creata dall’uomo e avrebbe potuto essere evitata.
    La domanda da porsi è: il governo giapponese e il resto del mondo ne terranno conto?

    Justin McKeating, Learning Fukushima’s lessons. Greenpeace, 27 luglio 2012.

  • La tranquillità surreale di Fukushima
    L’albergo tradizionale immerso nel paesaggio montano offre tutti i comfort di lusso per i quali questi hotel in stile antico sono famosi. Una cena elegante di otto portate è servita in camera. Il bagno termale all’aperto offre la vista di una rupe scoscesa ricoperta di foglie rigogliose, illuminate per evidenziare le diverse sfumature di verde. Un suono rilassante viene da un fiume che scorre più giù. Avrei potuto essere ovunque in Giappone, godendo del tipico trattamento sobrio e regale.
    Ma questa volta, come regalo d’addio, invece di una scatola di dolci locali o di un asciugamano con il nome dell’hotel, il proprietario mi ha consegnato un sacchetto di plastica contenente un impermeabile in vinile, guanti di cotone e una maschera di garza. “Solo per il caso in cui ce ne fosse bisogno”, ha detto. “A volte quando piove, i numeri sono alti.” Si riferiva alle misure di radiazione.

    Kumiko Makihara, In Fukushima, Surreal Serenity. The New York Times, 24 luglio 2012.

  • Sondaggio Asahi: le madri evacuate con i bambini hanno difficoltà
    Secondo un nuovo sondaggio di Asahi Shimbun, le madri che con i loro bambini sono evacuate dalla Prefettura di Fukushima dopo l’incidente nucleare di Fukushima Daiichi, si trovano ad affrontare difficoltà economiche ed emotive.
    The Asahi Shimbun, ASAHI SURVEY: Mothers who evacuated with children face difficulties. Asahi Japan Watch, 23 luglio 2012.

  • Mancanza di cultura della sicurezza dietro l’incidente nucleare
    La commissione d’inchiesta governativa sull’incidente di Fukushima ha sottolineato la mancanza di una “cultura della sicurezza”, sia a Tokyo Electric Power Co che al governo centrale.
    La commissione d’inchiesta sugli incidenti alle centrali nucleari di Fukushima ha pubblicato la sua relazione finale il 23 luglio.

    The Asahi Shimbun, UPDATE: Government panel blasts lack of ‘safety culture’ in nuclear accident. Asahi Japan Watch, 23 luglio 2012.

  • Commissione d’inchiesta su Fukushima sollecita nuove mentalità e misure di prevenzione delle catastrofi
    Il 23 luglio una commissione d’inchiesta governativa sulla crisi nucleare del Giappone ha valutato negativamente i regolatori e il gestore della centrale nucleare di Fukushima e ha sollevato dubbi sul fatto che, nonostante le nuove norme sulla sicurezza, altri impianti nucleari siano preparati ad affrontare grandi disastri.
    Reuters, Fukushima probe panel urges new disaster prevention steps, mindset. Asahi Japan Watch, 23 luglio 2012.

  • Media occidentali: non dare la colpa di Fukushima alla ‘cultura’
    I media britannici e statunitensi non stanno condividendo l’idea contenuta nella relazione della Commissione d’indagine parlamentare sull’incidente di Fukushima, secondo cui la cultura giapponese è stata la principale causa del disastro nucleare.
    Daisuke Nakai, Western media: Don’t blame Fukushima on ‘culture’. Asahi Japan Watch, 12 luglio 2012.

  • Per i giapponesi è ora di cambiare mentalità
    Il premio Nobel Kenzaburo Oe ha sottolineato che il disastro nucleare di Fukushima segna una svolta nella democrazia del Giappone del dopoguerra e ha approvato l’affermazione della commissione parlamentare secondo cui l’incidente è “made in Giappone.”
    “Sono d’accordo con (Kiyoshi) Kurokawa che ci chiede di riflettere a fondo sulla mentalità giapponese per capire cosa è successo nello stabilimento di Fukushima,” ha detto Oe al Club dei corrispondenti esteri del Giappone a Tokyo.

    Hiroshi Matsubara, Oe: It’s time for Japanese to change their mentality. Asahi Japan Watch, 12 luglio 2012.

  • La causa principale del disastro di Fukushima è veramente “Made in Giappone?”
    Secondo Karl Grossman, gli “ampi problemi strutturali” nella normativa del nucleare giapponese, indicati della commissione d’indagine parlamentare sull’incidente di Fukushima, non riguardano solo il Giappone, ma sono globali.
    Karl Grossman, Is the root cause of the Fukushima disaster really “Made in Japan?” Enformable, 11 luglio 2012.

  • Non possiamo attribuire alla cultura giapponese la colpa di Fukushima
    More than a year has passed since tragedy struck the Tohoku region of Japan. A huge earthquake and tsunami left 20,000 people dead and missing, hundreds of thousands homeless, and resulted in a nuclear accident at Fukushima that ranks with Chernobyl among the worst ever.
    The tragedy cried out for a rapid policy response: the government failed to meet this challenge. The authorities’ incompetence is chronicled in the report of the Fukushima Nuclear Accident Independent Commission released this month. Its sobering conclusion is that this was not a natural disaster but “a profoundly manmade disaster – that could and should have been foreseen and prevented. Its effects could have been mitigated by a more effective human response.”

    Gerald Curtis, Stop blaming Fukushima on Japan’s culture. The Financial Times, 10 luglio 2012.

  • Relazione sul nucleare giapponese insoddisfacente
    Per gli standard giapponesi, il rapporto pubblicato dalla Commissione d’indagine parlamentare indipendente sull’incidente nucleare di Fukushima potrebbe essere considerato notevole.
    Editoriale, Japan’s Unsatisfying Nuclear Report. Blomberg, 9 luglio 2012.

  • Un disastro made in Japan
    Il Giappone ha scelto un medico per diagnosticare ciò che è accaduto il 3/11, l’abbreviazione usata il terremoto e lo tsunami catastrofico dello scorso anno. I burocrati hanno affidato l’inchiesta sul disastro di Fukushima al professore Kiyoshi Kurokawa, un uomo senza legami significativi per il settore energetico.
    William Pesek, A Disaster Made in Japan. Blomberg, 9 luglio 2012.

  • Attenti alle etichette post-crisi ‘Made in Giappone’
    Kiyoshi Kurokawa, presidente di una importante commissione d’indagine sull’incidente della centrale nucleare Fukushima Daiichi, ritiene che le cause fondamentali della crisi si trovano nelle carenze della cultura giapponese. Ha ragione?
    La risposta è di importanza globale. Le fusioni dei reattori di Fukushima a marzo 2011 hanno segnato la peggiore crisi nucleare del mondo in un quarto di secolo. Capire perché Fukushima Daiichi si è dimostrata così vulnerabile potrebbe essere vitale per prevenire futuri incidenti nelle centrali atomiche in tutto il mondo.

    Mure Dickie, Beware post-crisis ‘Made in Japan’ labels. The Financial Times, 8 luglio 2012.

  • Mitsuhei Murata: il problema dell’unità 4 di Fukushima Daiichi
    Mitsuhei Murata, ex ministro e ambasciatore del Giappone, oggi direttore della Japan Society for Global System and Ethics, parla del pericolo della piscina del combustibile esausto del reattore 4 della centrale nucleare Fukushima Daiichi. L’edificio (reso pericolante da un’esplosione nel marzo 2011) è stato recentemente consolidato, ma con le sue 1535 barre di combustibile nucleare, rimane un grave pericolo non solo per il Giappone. Come indicato da diversi scienziati, se crollasse per effetto di un forte terremoto, potrebbe scoppiare un incendio ingovernabile che rilascerebbe enormi quantità di radiazioni, in un disastro di proporzioni mai conosciute finora. Secondo il diplomatico, andrebbe istituita una commissione internazionale di esperti indipendenti per trovare una rapida soluzione ai rischi posti dalla struttura.
    Murata sottolinea inoltre che negli Stati Uniti esistono 31 reattori dello stesso modello di quelli in crisi a Fukushima.

    福島第一原発4号機問題:村田光平さん(元駐スイス大使)NO NUKES. YouTube, 7 luglio 2012.

  • Crescono i timori per le centrali nucleari nel mondo (trascrizione)
    Un’inchiesta parlamentare giapponese ha concluso l’incidente nucleare dello scorso anno alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi è stato “un disastro causato dall’uomo, che poteva e doveva essere previsto e prevenuto.” Con questa premessa crescono i timori per le centrali nucleari nel mondo. Il commento di Arnie Gundersen.
    Ospite: Arnie Gundersen, As Japan Says Fukushima Disaster “Man-Made” & “Preventable,” Fears Grow for Nuclear Plants Worldwide. Democracy Now, 6 luglio 2012.

  • La forza emergente della rivoluzione giapponese delle Ortensie
    Il movimento civile che sta emergendo in Giappone per protestare contro la decisione del governo di riavviare l’impianto nucleare di Ohi, ha preso il nome dell’ortensia, un fiore simbolo di speranza che si compone di tanti piccoli fiori e che fiorisce tra giugno e luglio durante la stagione delle piogge.
    Junichi Sato, The emerging power of Japan’s ‘Hydrangea’ revolution. Greenpeace, 6 luglio 2012.

  • I cittadini giapponesi lottano contro il nucleare in tribunale
    Invece di puntare sul futuro e le rinnovabili, il governo giaponese ha deciso di fare un passo indietro nel passato e riavviare il nucleare
    Justin McKeating, Japanese citizens take their nuclear fight to court. Greenpeace, 6 luglio 2012.

  • Il rapporto su Fukushima nascosto dietro barriere culturali
    Sostenendo che il disastro di Fukushima è ‘made in Giappone’, un rapporto ufficiale rafforza, ma non spiega, stereotipi inutili.
    Naoko Shimazu, The Fukushima report hides behind the cultural curtain. The Guardian, 6 luglio 2012.

  • Rapporto NAIIC sull’incidente di Fukushima
    Sintesi in inglese del rapporto della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’incidente nucleare di Fukushima Daiichi.
    The Official Report of the Fukushima Nuclear Accident Independent Investigation Commission. NAIIC, 5 luglio 2012.

  • Google sollecita i governi a condividere i dati sui disastri
    Google ha sollecitato i governi a migliorare la condivisione delle informazioni per consentire ai cittadini ei primi soccorritori di fare un miglior uso di Internet durante i disastri.
    AFP, Google urges governments to share disaster data. FoxNews, 3 luglio 2012.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a luglio 2012.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate nel 2011 e 2012.



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