Osservatorio sulla crisi nucleare a marzo 2012

Nel primo anniversario del disastro del 3/11, non mancano le occasioni per approfondire la storia dell’incidente di Fukushima e la situazione attuale della crisi nucleare.

Un pezzo del combustibile nucleare fuso nell’incidente di Three Mile Island. Fonte: JAEA via AJW.

A un anno dal grande terremoto del Tohoku e dal conseguente tsunami che l’11 marzo 2011 hanno investito il Giappone e innescato la crisi nucleare di Fukushima, in tutto il mondo sono stati pubblicati diversi documentari e molti articoli di approfondimento.

Il Bulletin of the Atomic Scientists presenta una sintesi delle conclusioni di una indagine della Commissione d’inchiesta indipendente sull’incidente di Fukushima. L’indagine è stata promossa della Rebuild Japan Initiative Foundation (RJIF), una istituzione privata fondata dall’ex direttore del quotidiano Asahi Shimbun. Il titolo dell’articolo è molto eloquente: Un disastro complesso, una reazione disastrosa.
Secondo la commissione sarà difficile perseguire penalmente le persone responsabili della crisi perché tutto il sistema nucleare è da biasimare.
Per Yoichi Funabashi, presidente della RJIF, l’incidente di Fukushima ha distrutto l’immagine che il Giappone aveva di sé come nazione sicura.

Per quel che riguarda la sicurezza nucleare, non solo in Giappone, la situazione è sintetizzata da questi due pareri opposti.
Yukiya Amano, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, dice che “l’energia nucleare è diventata più sicura di un anno fa”.
Invece secondo Jan Beránek di Greenpeace, “industria e politici di tutto il mondo hanno condotto rapidamente i cosiddetti stress test solo per concludere che non un solo reattore al mondo è pericoloso e deve chiudere. Senza dubbio, anche Fukushima Daiichi avrebbe superato le prove. L’AIEA, invece di capire come proteggere meglio le persone, ha detto che il problema principale è ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica sul nucleare”.

Enformable ha compilato un dossier con i documenti più rilevanti del Freedom of Information Act (FOIA) su Fukushima. Nelle varie trascrizioni si nota che, nella prima settimana dell’incidente, mentre sui media regnava una certa confusione, la Commissione di regolamentazione nucleare USA (NRC), altri dipartimenti e agenzie del governo americano e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA), stessero seguendo la situazione molto da vicino. Dal dossier emerge tra l’altro che l’NRC e il governo statunitense hanno tentato di sminuire la gravità dell’incidente.

Tra le altre pubblicazioni interessanti segnaliamo “Remembering 3/11” su Asahi Japan Watch e l’accurato lavoro di Ian Goddard, che analizza le immagini dell’edificio n° 3 ipotizzando la frattura del coperchio del vaso di contenimento del reattore.

In occasione del primo anniversario del disastro nucleare di Fukushima sono stati pubblicati diversi documentari, tra questi segnaliamo l’inchiesta prodotta dalla tv franco-tedesca Arte, che ricostruisce gli eventi dell’incidente e la gestione della crisi nucleare.

Questo mese su Backyard World pubblichiamo due articoli di approfondimento sul ruolo dei sistemi CTBTO e SPEEDI per il monitoraggio dei radionuclidi.

Analisi, commenti e articoli degli osservatori internazionali:

  • Le previsioni di SPEEDI, un fallimento senza errori
    Poco dopo il terremoto del 3/11, un sistema giapponese di sicurezza ambientale ha iniziato a generare previsioni sulla traiettoria delle radiazioni emesse da Fukushima Daiichi. Ma per molte settimane nessuna delle previsioni è stata resa pubblica.
    Backyard World, 28 marzo 2012.

  • I dati preziosi del CTBTO
    Durante l’anno trascorso dall’inizio della crisi nucleare di Fukushima, si è parlato poco del CTBTO. L’organizzazione raccoglie in tempi molto rapidi dati preziosi sugli incidenti nucleari, ma una clausola del suo statuto, deciso dalle Nazioni Unite, le impedisce di renderli pubblici.
    Backyard World, 15 marzo 2012.

  • La fine delle illusioni giapponesi
    L’11 marzo 2011 è stato un momento di trasformazione per il popolo giapponese. Non solo è andato in frantumi il mito della sicurezza assoluta alimentato dall’industria nucleare giapponese e dai suoi sostenitori, è stata distrutta anche l’immagine che il Giappone aveva di sé come “nazione sicura”, nata dal pacifismo del paese dopo la seconda guerra mondiale.
    Yoichi Funabashi, The End of Japanese Illusions. International Herald Tribune, 11 marzo 2012.

  • 125 documenti FOIA della prima settimana del disastro di Fukushima
    Nel primo anniversario del disastro nucleare di Fukushima, Enformable ha compilato una raccolta dei documenti più rilevanti del FOIA sulla crisi nucleare di Fukushima riguardanti il periodo tra l’11 e il 18 marzo 2011. Dal dossier emerge che l’NRC ha tentato di sminuire la gravità dell’incidente e che il governo degli Stati Uniti ha nascosto al pubblico i dati precisi, minimizzando ciò che veniva dichiarato pubblicamente.
    Lucas W. Hixson, Fukushima Anniversary – Top 125 FOIA documents and transcripts during the first week of the Fukushima disaster. Enformable, 11 marzo 2012.

  • Secondo l’AIEA l’energia nucleare è più sicura
    Yukiya Amano, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha detto che l’energia nucleare è diventata più sicura di un anno fa, quando la centrale nucleare di Fukushima è stata colpita da un terremoto e da uno tsunami. Ma secondo Greenpeace la lezione di Fukushima non è stata ancora recepita.
    Fredrik Dahl, IAEA says nuclear power safer 1 year after Fukushima. Reuters, 9 marzo 2012.

  • L’industria nucleare del Giappone sta per fermarsi, almeno per ora
    Il Giappone era uno dei paesi principali nella produzione di energia nucleare, ma il settore resterà fermo a tempo indeterminato: gli ultimi due reattori attualmente in funzione, dei 54 del paese, stanno per essere spenti.
    Martin Fleckler, Japan’s Nuclear Energy Industry Nears Shutdown, at Least for Now. The New York Times, 8 marzo 2012.

  • Ricordando l’11 marzo 2011
    L’11 marzo lo tsunami che ha travolto la centrale nucleare Fukushima Daiichi era orribile. Nelle ore che seguirono apparve chiaramente che il Giappone stava per affrontare una grave catastrofe nucleare. Il 15 marzo fu il giorno fatidico.
    Tatsuyuki Kobori, Jin Nishikawa e Naoya Kon, REMEMBERING 3/11: Fukushima plant’s ‘fateful day’ was March 15. Asahi Japan Watch, 8 marzo 2012.

  • Fukushima. Inchiesta su una super catastrofe nucleare
    “Enquête sur une supercatastrophe nucléaire” (Inchiesta su una super catastrofe nucleare) è un documentario tedesco sulla catastrofe nucleare di Fukushima. Il film cerca di far luce su quanto accaduto nelle unità da 1 a 4 della centrale e analizza anche la gestione delle crisi da parte della lobby nucleare giapponese e internazionale.
    Michael Mueller, Peter F. Müller, Philipp Abrech, Fukushima. Enquête sur une supercatastrophe nucléaire. ARTE, 6 marzo 2012 (52 min. In francese o tedesco).

  • Fukushima in esame: un disastro complesso, una risposta disastrosa
    La sintesi del capitolo finale del rapporto dell’indagine RJIF sull’incidente di Fukushima Daiichi. Il rapporto completo è attualmente disponibile in giapponese, la versione inglese sarà disponibile nell’estate 2012.
    Yoichi Funabashi and Kay Kitazawa, Fukushima in review: A complex disaster, a disastrous response. Bulletin of the Atomic Scientists / SAGE, 5 marzo 2012 (pdf/html).

  • Fukushima. Il coperchio del contenitore del reattore 3 fratturato?
    Ian Goddard analizza le immagini dell’edificio n° 3 ipotizzando la frattura del coperchio del vaso di contenimento del reattore. A settembre 2011 Goddard aveva esposto una teoria secondo cui l’esplosione dell’edificio n° 3 sarebbe stata un’esplosione di vapore nel vaso di contenimento del reattore che avrebbe innescato l’esplosione dell’idrogeno accumulato nell’edificio.
    Nel mese di aprile 2011 l’ingegnere nucleare americano Arnie Gundersen e lo scienziato britannico Christopher Busby, avevano avanzato la teoria secondo cui l’esplosione dell’idrogeno nell’edificio potrebbe avere prodotto anche criticità nelle piscine di combustibile nucleare, provocando un’esplosione nucleare.

    Ian Goddard, Fukushima Unit 3 Reactor-Well Cap Fractured?. YouTube, 5 marzo 2012.

  • Editoriale: gli insegnamenti tratti un anno dopo i disastri del marzo 2011
    Dal disastro multiplo subito dal Giappone vanno tratte due lezioni fondamentali. La prima è sull’importanza della politica, perché la risposta del governo alle catastrofi ha dimostrato che la politica non ha funzionato correttamente. La seconda lezione da trarre è sulla necessità di revisionare radicalmente la politica energetica del paese, perché la fiducia nella sicurezza delle centrali nucleari si è rivelata un errore di presunzione. Secondo il Mainichi, anche se si tratta di questioni estremamente difficili, risolvendole il Giappone potrà dare un contributo importante alla società globale.
    The Mainichi Daily News, Editorial: Lessons learned 1 year after March 2011 disasters. 3 marzo 2012.

  • L’eredità di Fukushima: che futuro ha l’energia nucleare in Giappone?
    Quasi un anno dopo il disastro di Fukushima, 52 dei 54 reattori nucleari del Giappone sono stati chiusi. Le esplosioni dei reattori hanno distrutto la fiducia della popolazione nell’energia nucleare. Ma la lobby atomica e le esigenze industriali del paese, potrebbero bloccare una possibile uscita graduale dal nucleare.
    Wieland Wagner, What Future Does Nuclear Power Have in Japan?. Spiegel International, 1 marzo 2012.

  • Difficile perseguire i responsabili della crisi di Fukushima
    Secondo i leader della Rebuild Japan Initiative Foundation (RJIF), che ha istituito una commissione d’indagine indipendente sull’incidente nucleare di Fukushima, i risultati dell’indagine potranno servire da base per un eventuale processo contro i responsabili dell’incidente, ma perseguire penalmente le persone responsabili della crisi sarà difficile perché tutto il sistema nucleare è da biasimare.
    Roy K. Akagawa, Criminal charges for Fukushima crisis difficult to pursue. Asahi Japan Watch, 1 marzo 2012.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a marzo 2012.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate nel 2011 e 2012.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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