Le notizie di marzo 2012

A un anno dall’inizio della crisi nucleare giapponese, i principali media hanno aggiornato le loro pagine speciali sul 3/11 e sull’argomento sono stati pubblicati diversi documentari.

5 marzo 2012, preparativi per la rimozione di una trave da 100 tonnellate dall'edificio n° 4. Fonte: TEPCO

Alla centrale nucleare Fukushima Daiichi proseguono i lavori di rimozione delle macerie dell’edificio n° 4 per mettere in sicurezza la piscina di combustibile che si trova a cielo aperto in cima all’edificio.

Questo mese molte delle principali notizie e diversi documentari si concentrano su come si sono svolti i fatti nei primi giorni della crisi e sui risultati dei recenti “stress test” sugli impianti nucleari giapponesi e altrove nel mondo.

Secondo Yukiya Amano, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, “L’energia nucleare è diventata più sicura di un anno fa.”
Invece per Jan Beránek, direttore della Campagna internazionale di Greenpeace per l’energia, “Industria e politici di tutto il mondo hanno condotto rapidamente i cosiddetti stress test solo per concludere che non un solo reattore al mondo è pericoloso e deve chiudere. Senza dubbio, anche Fukushima Daiichi avrebbe superato le prove. L’AIEA, invece di capire come proteggere meglio le persone, ha detto che il problema principale è ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica sul nucleare.” (Fonte: Reuters).

Secondo la Commissione d’indagine indipendente sull’incidente nucleare di Fukushima, istituita dalla Fondazione per la Ricostruzione del Giappone (RJIF), sarà difficile perseguire penalmente le persone responsabili della crisi perché tutto il sistema nucleare è da biasimare.

Cronologia delle notizie sulla crisi nucleare a marzo 2012:

  • Il Giappone potrebbe avere una estate senza nucleare
    Il 26 marzo 2012, dopo l’arresto del reattore numero 6 della centrale nucleare Kashiwasaki-Kariwa, il Giappone è quasi completamente privo di energia nucleare. Il 5 maggio 2012, quando chiuderà per manutenzione programmata il reattore numero 3 della centrale Tomari sull’isola di Hokkaido, tutti i 54 reattori del Giappone saranno fermi. Per la prima volta dal 1966 il paese sarà libero dal nucleare.
    Justin McKeating, Fifty-three reactors down, one to go: Japan may have a nuclear-free summer. Greenpeace, 28 marzo 2012.

  • Il governo sapeva che la fusione era probabile
    La sintesi delle riunioni del quartier generale per la risposta alle emergenze nucleari, presiedute dal primo ministro Naoto Kan con la partecipazione di altri ministri in qualità di membri, suggerisce come il governo era confuso a causa della carenza di informazioni. Il governo giapponese sapeva che poche ore dopo l’inizio della crisi la centrale di Fukushima aveva probabilmente subito un meltdown. Dal rapporto sulle riunioni risulta che alcuni deputati si sono opposti ad un graduale allargamento della zona di evacuazione.
    Govt knew N-meltdown was probable / Summaries show concerns arose Mar. 11. The Daily Yomiuri, 10 marzo 2012.

  • Secondo l’AIEA l’energia nucleare è più sicura
    Yukiya Amano, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha detto che l’energia nucleare è diventata più sicura di un anno fa, quando la centrale nucleare di Fukushima è stata colpita da un terremoto e da uno tsunami. Ma secondo Greenpeace la lezione di Fukushima non è stata ancora recepita.
    Fredrik Dahl, IAEA says nuclear power safer 1 year after Fukushima. Reuters, 9 marzo 2012.

  • Nucleare Giappone, ok a risultati stress test
    Sorprendente e inaspettato intervento degli attivisti contro il nucleare in occasione della conferenza stampa di Haruki Madarame, presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA), durata cinque minuti per annunciare l’esito positivo degli stress test sui reattori del Giappone, che quindi possono essere riattivati. Alla conferenza non erano previste le domande.
    Pio d’Emilia, Sky TG24, 24 marzo 2012.

  • Evacuati da Fukushima partecipano a manifestazione antinucleare a NY
    Due donne giapponesi che hanno lasciato volontariamente Fukushima, hanno partecipato con i figli ad una manifestazione antinucleare a New York l’8 marzo. Yuri Tomitsuka, di 10 anni, che dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi si è trasferito con la madre a Yokohama, si è rivolto al pubblico dicendo: “potete credere che l’incidente nucleare di Fukushima stia finendo, ma non è così”.
    Kyodo, Fukushima evacuees join antinuclear demonstration in N.Y. The Mainichi Daily News, 8 marzo 2012.

  • A Fukushima fu evitata una disgrazia peggiore
    I governi del Giappone e degli Stati Uniti erano preoccupati dal fatto che il surriscaldamento delle barre di combustibile nell’edificio numero 4 avrebbero potuto innescare sviluppi ancora più catastrofici di quanto successo alla centrale di Fukushima. Ora sembra che alcune contingenze tecniche hanno evitato uno scenario da incubo, che avrebbe potuto portare all’evacuazione di Tokyo.
    Toshihiro Okuyama, Fukushima No. 4 reactor saved by upgrade mishap. Asahi Japan Watch, 8 marzo 2012.

  • Fukushima, una eredità di paura
    L’incidente nucleare ha causato lo sfollamento di più di 100.000 persone. Molti potrebbero tornare a casa, ma la sfiducia nel governo prolunga il loro esilio.
    Geoff Brumfiel and Ichiko Fuyuno, Japan’s nuclear crisis: Fukushima’s legacy of fear. Nature, March 7, 2012.

  • Incertezze sulla salute tormentano i giapponesi nella zona contaminata
    Yoshiko Ota, una donna di 48 anni che vive a Fukushima, tiene le finestre sempre chiuse e non ha mai steso il bucato all’aperto. Compra verdure che non sono prodotte localmente e spende 10.000 yen (quasi 100 euro) al mese di acqua in bottiglia, per evitare l’acqua di rubinetto. Temendo l’apparire di malformazioni congenite, ha avvertito le sue figlie: mai avere figli. Non tutti gli abitanti di Fukushima hanno adottato queste misure, ma nella città, a 60 km dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, a quasi un anno dall’inizio del disastro, serpeggia l’inquietudine.
    Yuri Kageyama, Health uncertainties torment Japanese in nuke zone. Associated Press, 7 marzo 2012.

  • Trave rimossa dall’edificio 4 di Fukushima Daiichi

    5 marzo 2012, rimozione di una trave da 100 tonnellate dall'edificio n° 4. Fonte: TEPCO

    TEPCO ha pubblicato le immagini della rimozione di una grande trave dal piano superiore dell’edificio del reattore n° 4 della centrale nucleare Fukushima Daiichi. La trave misura 32 metri per 10 e pesa 100 tonnellate. La rimozione delle macerie viene effettuata in previsione di installare un sarcofago intorno all’edificio.
    (Ndr: il 15 marzo 2011 nell’unità 4 era avvenuta una esplosione di idrogeno che ha devastato l’edificio. TEPCO lo ha ammesso soltanto a novembre).

    Ceiling girder removed from Fukushima reactor. Asahi Japan Watch, 7 marzo 2012.

  • Combustibile fuso USA potrebbe aiutare gli sforzi giapponesi

    Sezione di combustibile nucleare fuso nell’incidente di Three Mile Island. Fonte: JAEA

    Un pezzo di combustibile nucleare fuso nell’incidente del 1979 alla centrale nucleare statunitense di Three Mile Island è stato messo a disposizione dall’Agenzia per l’energia atomica del Giappone (JAEA) per essere analizzato nel quadro della preparazione allo smantellamento dei reattori devastati di Fukushima Daiichi.
    Naoya Kon, Melted fuel from U.S. nuclear accident may help Japanese efforts. Asahi Japan Watch, 7 marzo 2012.

  • Un progetto di recupero per il villaggio di Iitate
    L’anno scorso tutti gli abitanti di Iitate sono andati via dopo l’ordine di evacuazione emanato dal governo a causa della contaminazione radioattiva. Adesso il centro del villaggio abbandonato è attraversato da camion carichi di terra e altri materiali da smaltire, nel quadro di una operazione di decontaminazione promossa dal governo, che prevede un ritorno volontario della popolazione entro cinque anni.
    Fukushima village comes together for radioactive cleanup and recovery project. The Mainichi Daily News, 5 marzo 2012.

  • Commissione NISA aveva indicato fusione reattori
    Il 18 marzo 2011, una settimana dopo il terremoto e lo tsunami, un gruppo di esperti dell’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del Giappone (NISA) aveva concluso in un rapporto che in tre reattori della centrale Fukushima Daiichi il combustibile nucleare si era fuso. NISA non ha preso in considerazione le informazioni contenute nel rapporto e ha ammesso pubblicamente la fusione soltanto due mesi dopo, quando TEPCO, gestore dell’impianto, ha annunciato la fusione dei reattori 1, 2 e 3.
    Tatsuyuki Kobori, NISA’s ad hoc team pointed to reactor meltdowns early. Asahi Japan Watch, 4 marzo 2012.

  • Premier giapponese dice che il governo condivide la colpa per il disastro Fukushima
    Il primo ministro del Giappone, Yoshihiko Noda, ha detto che i funzionari sono stati accecati dalla convinzione errata dell’infallibilità tecnologica del paese e che la colpa per il disastro della centrale nucleare Fukushima Daiichi va condivisa da tutti. Il premier ha anche promesso di premere per far riavviare le centrali nucleari ferme.
    Hiroko Tabuchi, Japan’s Premier Says Government Shares Blame for Fukushima Disaster. The New York Times, 3 marzo 2012.

  • Il fallito centro di crisi nucleare di Fukushima aperto ai media
    Il 2 marzo 2012 i giornalisti hanno avuto accesso alla sala di controllo del centro remoto di gestione della centrale nucleare Fukushima Daiichi, dove rimangono i segni di una ritirata frettolosa. Il centro, situato a Okuma, 5 chilometri a sud ovest dello stabilimento, era stato creato come sede della prima linea per gestire a distanza eventuali emergenze nucleari della centrale, ma ha svolto le sue funzioni di gestione dell’incidente soltanto per cinque giorni, prima di essere abbandonato dai suoi 100 operatori perché le apparecchiature di comunicazione erano diventate inutilizzabili in conseguenza dell’incidente. Su una lavagna si legge ancora: “14 marzo, 11:01 (am), esplosione 3u (dettagli sconosciuti).” L’appunto si riferisce all’esplosione dell’edificio del reattore n° 3.
    Failed Fukushima nuclear crisis center opened to media. Asahi Japan Watch, March 3 marzo 2012.

  • Minaccia di grande tsunami stimola nuove linee guida per la sicurezza nucleare
    Una commissione del governo ha elaborato nuove linee guida per la sicurezza delle centrali nucleari, ampliando notevolmente le misure per affrontare un maremoto gigante.
    Threats of large tsunami spur new nuclear safety guidelines. Asahi Japan Watch, 2 marzo 2012.

  • Fukushima un anno dopo: rintracciare le cause del disastro nucleare
    A quasi un anno dal disastro ci s’interroga su come sia accaduto realmente.
    La commissione d’inchiesta del governo sull’incidente avvenuto alla centrale nucleare di Fukushima Centrali ha dichiarato in una relazione intermedia pubblicata nel dicembre dello scorso anno che, in primo luogo, le azioni intraprese per proteggere i reattori dal pericolo non erano adatte.

    Fukushima one year on: Tracing the causes of the nuclear disaster. Mainichi Daily News, 1 marzo 2012.

  • Difficile perseguire i responsabili della crisi di Fukushima
    Secondo i leader della Rebuild Japan Initiative Foundation (RJIF), che ha istituito una commissione d’indagine indipendente sull’incidente nucleare di Fukushima, i risultati dell’indagine potranno servire da base per un eventuale processo contro i responsabili dell’incidente, ma perseguire penalmente le persone responsabili della crisi sarà difficile perché tutto il sistema nucleare è da biasimare.
    Roy K. Akagawa, Criminal charges for Fukushima crisis difficult to pursue. Asahi Japan Watch, 1 marzo 2012.

  • Pagine correlate:
    Osservatorio sulla crisi nucleare a marzo 2012.
    ● Vedi anche la raccolta di notizie e analisi pubblicate nel 2011 e 2012.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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