Jishinkumo

I fenomeni atmosferici registrati prima dell’11 marzo 2011 potrebbero essere state le prime manifestazioni del grande terremoto del Tohoku.

Immagine satellite del Giappone, 1 ora e 41 minuti prima del terremoto del Tōhoku.
11 marzo 2011, 13:05 (JST)
. Fonte: NASA/GSFC/Aqua.

L’11 marzo 2011, alle 13:05 JST (1) il satellite Aqua, passando sull’arcipelago giapponese, ha ripreso una immagine del paese quasi completamente ricoperto dalle nuvole.
È una immagine bella. O forse era anche un brutto presagio: mancavano un’ora e 41 minuti al momento in cui si sarebbe scatenato il più grande terremoto di cui si ha memoria storica in Giappone. E il quarto tra i più violenti registrati nel mondo.

Le nubi di terremoto, in giapponese jishinkumo (地震雲), sono state descritte per la prima volta dall’astronomo e matematico indiano Varāhamihira nel 505 d.C. (2)
Anche ai geologi contemporanei è nota l’esistenza di strani fenomeni atmosferici prima dei grandi terremoti, ma è da poco tempo che i dati relativi a questi fenomeni vengono raccolti in modo sistematico dai satelliti e dalle stazioni di monitoraggio atmosferico per essere studiati.

Nel maggio 2011, un gruppo di ricercatori russi e statunitensi, guidato da Dimitar Ouzounov al NASA Goddard Space Flight Center, ha pubblicato uno studio preliminare secondo cui esiste una correlazione tra le condizioni dell’atmosfera e della ionosfera giapponese, e il terremoto dell’11 marzo (3).
I ricercatori hanno notato che dall’8 marzo i dati satellitari indicavano un rapido e anomalo aumento della radiazione infrarossa intorno all’epicentro del terremoto (4).

Dai dati atmosferici rilevati a terra risulta che nei giorni prima del terremoto, per le forti tensioni in atto, il suolo ha rilasciato grandi quantità di radon, un gas radioattivo che ha ionizzato l’aria. Le molecole d’acqua, attratte dagli ioni nell’aria, ionizzandosi a loro volta, hanno innescato la condensazione su larga scala dell’acqua.
Il processo di condensazione ha riscaldato l’aria. Anche l’aumento degli elettroni nella ionosfera sull’epicentro del terremoto ha contribuito a produrre il calore percepito dai sensori dell’infrarosso dei satelliti (5).

Fukushima Daiichi 46 minuti prima del terremoto. 11 marzo 2011, 14:00 JST. Fonte: TEPCO.

Alle 14:00 la webcam sud della centrale nucleare Fukushima Daiichi ha registrato, come ogni ora, una immagine della centrale. Mancavano 46 minuti al terremoto.
Nella fotografia incombe lo stesso cielo nuvoloso che in quel momento ricopriva ancora il Giappone e che il satellite Aqua aveva visto 55 minuti prima dallo spazio.

Il gruppo di ricercatori della NASA non menzionano la copertura nuvolosa del Giappone come conseguenza visibile del fenomeno descritto nel loro studio. Quindi non è ancora chiaro se tutte quelle nubi siano associabili al terremoto.
Ad ogni modo, la furia che la natura stava muovendo ha iniziato a manifestarsi con un cielo plumbeo, umido e relativamente caldo.

Alle 14.46, sul fondale dell’Oceano Pacifico, a circa 72 km al largo della costa orientale del Tōhoku, una violenta scossa di magnitudo 9 ha percosso la linea di faglia dove si scontrano la placca continentale euro-asiatica e quella del Pacifico. Il terremoto è durato tra due e sei minuti ed è stato seguito da altre forti scosse di assestamento.

Immagine all'infrarosso dell'Oceano Pacifico. 11 marzo 2011. Fonte: NOAA/NASA GOES Project.

Intanto l’energia liberata dal terremoto si stava propagando nel mare muovendo grandi onde di tsunami che si spostavano a 180 km orari verso le coste del Giappone.

I fenomeni atmosferici registrati prima del terremoto potrebbero essere stati il preludio del grande terremoto del Tohoku. Gli scienziati stanno incominciando a tentare di imparare qualcosa su questo argomento. La speranza è di poter riuscire a interpretare questi segnali per prevedere i grandi terremoti.

Ma per ora le nubi che l’11 marzo 2011 nascondevano alla vista il Giappone potrebbero essere soprattutto una metafora dei veli che coprono i segreti dell’industria nucleare. Un jishinkumo metaforico della politica, da cui la cultura democratica ha già molto da imparare.


NOTE
1. Gli orari indicati in questo articolo si riferiscono all’ora locale standard giapponese (JST). Per l’ora UTC, sottrarre 9 ore. Per l’ora italiana, sottrarre 8 ore nel periodo invernale e 7 ore nel periodo estivo.
2. Earthquake cloud. Wikipedia.
3. Una interpretazione superficiale e distorta delle notizie sullo studio delle relazioni tra lo stato della ionosfera e il terremoto potrebbe essere all’origine di una fantasiosa leggenda metropolitana attualmente in circolazione, secondo cui il terremoto sarebbe stato indotto volontariamente nell’ambito del programma di ricerca sulla ionosfera HAARP.

Questo articolo è in parte basato sulle informazioni pubblicate da queste fonti:
4. AAVV, Atmosphere-Ionosphere Response to the M9 Tohoku Earthquake Revealed by Joined Satellite and Ground Observations. Cornell University Library, 13 maggio 2011.
5. Atmosphere Above Japan Heated Rapidly Before M9 Earthquake. Technology Review, 18 maggio 2011.


ARTICOLI CORRELATI
Terremoto e tsunami a Fukushima Daiichi, Backyard World, 12 ottobre 2012.


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