Osservatorio sulla crisi nucleare a febbraio 2012

Con l’avvicinarsi dello scadere di un anno dall’inizio della crisi, questo mese vede l’uscita di quattro importanti dossier su Fukushima. Secondo uno di questi, la “negligenza sistematica” della gestione dell’impianto ha contribuito al disastro.

Veduta della centrale nucleare Fukushima Daiichi, 26 febbraio 2012. Fonte: Cryptome.

La Rebuild Japan Initiative Foundation (RJIF) presenta il primo stralcio dell’indagine della Commissione d’inchiesta indipendente sull’incidente, che va a fondo sulla gestione della crisi e su quanto accaduto a Fukushima Daiichi. Secondo Yoichi Funabashi, presidente di RJIF, la crisi di Fukushima ha svelato i difetti dell’ordinamento del Giappone.

Greenpeace pubblica Lessons from Fukushima, un rapporto realizzato con i contributi di Tessa Morris-Suzuki, David Boilley, David McNeill e Arnie Gundersen.

Enformable pubblica un dossier che rivela come l’Autorità per la sicurezza nucleare statunitense (NRC) ha tentato di nascondere la gravità dell’incidente di Fukushima.

L’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare francese (IRSN) ha presentato una prima analisi della crisi, da cui emerge che, a un anno dall’inizio della crisi, la contaminazione radioattiva è diminuita nettamente, ma è “cronica e perenne”. L’istituto francese sottolinea anche che l’intera sequenza degli eventi sfugge ancora a una comprensione precisa.

Le altre analisi che segnaliamo questo mese si concentrano sul problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, sul futuro delle zone contaminate, della politica energetica e degli organi di controllo dell’industria nucleare.
Il reportage di Jake Adelstein sul Telegraph descrive invece i legami tra la Yakuza (la mafia giapponese) e l’industria nucleare.

Analisi e commenti degli osservatori internazionali:

  • La crisi di Fukushima ha svelato i difetti dell’ordinamento del Giappone. Intervista a Yoichi Funabashi
    La prima relazione della commissione d’inchiesta indipendente sull’incidente nucleare di Fukushima Daiichi, ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale per le indagini dettagliate che vanno a fondo su alcuni fatti di quanto realmente accaduto all’impianto.
    Il rapporto è stato compilato dalla Commissione d’inchiesta indipendente sull’incidente nucleare di Fukushima Daiichi della Rebuild Japan Initiative Foundation (RJIF), guidata da Yoichi Funabashi, ex redattore capo di Asahi Shimbun.

    In questa intervista Funabashi racconta come nella prima settimana dopo l’incidente nucleare di Fukushima l’alleanza Giappone-Stati Uniti si è trovata in una situazione di crisi.
    Funabashi esprime comprensione per il timore provato dall’ex primo ministro Naoto Kan riguardo alla possibilità che il Giappone sarebbe potuto finire sotto il controllo degli Stati Uniti e della Russia se non fosse stato in grado di gestire l’incidente nucleare (nel video i momenti salienti dell’intervista in giapponese).

    Roy K. Akagawa, Interview/ Yoichi Funabashi: Fukushima nuclear crisis revealed Japan’s governing defects. Asahi Japan Watch, 29 febbraio 2012.


  • Un nuovo incubo: le ceneri radioattive che non si sa dove custodire
    Le discariche temporanee per le ceneri contenenti cesio radioattivo si stanno rapidamente riempiendo, e non ci sono discariche alternative disponibili.
    A new nightmare: Radioactive ash has nowhere to go. Asahi Japan Watch, Feb 29, 2012.

  • Inside Japan’s nuclear meltdown

    Un documentario scritto, prodotto e diretto da Dan Edge sulla crisi della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Il film ricostruisce la storia dell’incidente, contiene immagini rare e diverse interviste ai testimoni della crisi di Fukushima.
    Dan Edge, Inside Japan’s nuclear meltdown. Frontline/PBS, 28 febbraio 2012 (54 min. In inglese).

  • Fukushima, un anno dopo
    L’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare francese (IRSN) ha pubblicato un dossier sull’incidente di Fukushima che fa una prima analisi della sequenza degli eventi e un bilancio sullo stato di sicurezza del sito, la contaminazione del suolo, il monitoraggio della salute della popolazione e le prospettive per il recupero dei territori contaminati.
    Per quel che riguarda le conseguenze ambientali dell’incidente, le principali emissioni di sostanze radioattive sono avvenute tra il 12 e il 25 marzo 2011 in quindici episodi. Gli episodi più importanti si sono verificati entro il 17 marzo.
    Le emissioni di gas nobili radioattivi sono state pari a quelle di Chernobyl, ovvero 6550 PBq, le emissioni di iodio radioattivo sono state di 408 PBq, ovvero circa dieci volte meno che a Chernobyl, mentre le emissioni di di cesio radioattivo sono state di 58 PBq, pari a circa un terzo del cesio diffuso dall’incidente di Chernobyl. Altri 28 PBq di emissioni comprendono 38 radionuclidi, tra cui piccole quantità di plutonio (vedi Radiazioni, unità di misura).
    Secondo l’IRSN le stime sono comunque viziate da inesattezze, in particolare per quel che riguarda le emissioni in mare, che non sono mai state misurate. L’istituto francese sottolinea anche che, a un anno dall’inizio della crisi, l’intera sequenza degli eventi sfugge ancora a una comprensione precisa.
    I rischi maggiori per la popolazione sono concentrati nel primo mese. Oggi rimane una contaminazione ambientale cronica da cesio radioattivo, che durerà ancora per molti anni.

    Fukushima, un an après. IRSN, 28 febbraio 2012.

  • Lezioni da Fukushima: il rapporto di Greenpeace sui rischi del nucleare
    Per imparare da Fukushima, Greenpeace ha commissionato a tre esperti indipendenti una relazione sull’incidente di Fukushima Daiichi.
    Gli autori del dossier sono il fisico nucleare David Boilley, l’esperto di sanità David McNeill, e l’ingegnere nucleare Arnie Gundersen.
    Lessons from Fukushima documenta come il governo, le autorità di regolamentazione e l’industria nucleare hanno attivato il disastro di Fukushima e poi non sono riusciti a proteggere adeguatamente la popolazione dal suo impatto.
    Dato che questi errori si ripetono ovunque si produce energia nucleare, significa che milioni di persone che si trovano all’ombra dei reattori convivono con i rischi del prossimo disastro nucleare.

    Jan Beranek, Lessons from Fukushima: new Greenpeace report. Greenpeace, 28 febbraio 2012.

  • Disastro nucleare del Giappone: una lunga emivita
    Pripyat era una vivace città costruita per gli operai di Chernobyl. A quasi 26 anni dal disastro rimane un posto dove il tempo è congelato. Il governo giapponese sta aumentando le speranze di un rapido ritorno nella zona di evacuazione intorno alla centrale di Fukushima Daiichi, e ci sono parti di villaggi in cui i residenti che lo desiderano potranno tornare in primavera. Ma per le industrie tradizionali del bestiame e della pesca, la vita senza vicini sarebbe l’ombra di se stessa. Secondo l’editoriale del Guardian, l’evacuazione da un disastro nucleare ha un biglietto di sola andata.
    Japan’s nuclear disaster: a long half-life. The Guardian, 28 febbraio 2012.

  • Nuovo studio sul cesio nella baia di Tokyo
    Il governo sta cercando di fare chiarezza sul cesio radioattivo proveniente dalla centrale nucleare Fukushima Daiichi e accumulatosi sui fondali della baia di Tokyo. L’articolo sintetizza i percorsi del cesio radioattivo nell’ambiente.
    Cesium in Tokyo Bay focus of new study. Asahi Japan Watch, 21 feb. 2012.

  • La Yakuza e il nucleare
    Il giornalista Tomohiko Suzuki si è fatto assumere in incognito come lavoratore della centrale nucleare di Fukushima. Suzuki ha visto le condizioni dei lavoratori delle ditte di subappalto e gli stretti legami tra la mafia giapponese e l’industria nucleare.
    Jake Adelstein, How the Yakuza went nuclear. The Telegraph, 21 feb. 2012.

  • NRC non ha divulgato integralmente ciò che sapeva degli eventi a Fukushima Daiichi
    Dopo il disastro dell’11 marzo a Fukushima, l’Autorità per la sicurezza nucleare statunitense (Nuclear Regulatory Commission, NRC) è stata sommersa costantemente da squilli di telefono e da un numero sempre maggiore di messaggi di posta in arrivo non letti. Il 13 marzo Elliot Brenner ha inviato una e-mail ai suoi colleghi di alto livello dell’NRC in cui scriveva: “Anche se sappiamo più di quanto detto nei comunicati stampa, per ora ci atterremo a questa storia.”
    Lucas W. Hixson, NRC failed to fully disclose their knowledge of events relating to Fukushima Daiichi. Enformable, 19 febbraio 2012.

  • Dopo il disastro nucleare il Giappone considera un futuro verde
    Nel lungo processo di ricostruzione dopo il triplo disastro, il paese dovrebbe concentrarsi sulle energie rinnovabili.
    Brendan Barrett, Japan considers green future after nuclear disaster. Al Jazeera, 11 febbraio 2012.

  • La crisi del Giappone come opportunità
    Quasi un anno fa il Giappone ha subito un grande terremoto, un devastante tsunami e la fusione di tre reattori nucleari. A tutto questo si aggiunge la crisi economica in corso. Il disastro di Fukushima ha prodotto la contaminazione radioattiva e l’arresto improvviso di 51 reattori nucleari, e dal prossimo aprile si fermeranno anche i restanti tre ancora in attività. Eppure il paese non ha dovuto affrontare una crisi energetica. Se si esclude il grave dolore per tutte le perdite subite, si direbbe che le conseguenze generali del disastro multiplo affrontato dal paese siano relativamente trascurabili. Secondo McNevin di Greenpeace, adesso il Giappone ha le opportunità per costruire un futuro migliore, senza il nucleare.
    Greg McNevin, Never waste a crisis. Greenpeace, 10 febbraio 2012.

  • Editoriale: la riforma del nucleare deve estirpare interessi radicati
    Il 31 gennaio il Consiglio dei Ministri del Giappone ha approvato la nuova politica nucleare della nazione e ora sta cercando di legiferare la durata operativa dei reattori nucleari. Inoltre, nel tentativo di risolvere il conflitto di interesse dell’attuale Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA), che dipende dal ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria (METI), che è un grande promotore del nucleare, il governo sta creando una nuova agenzia per la regolamentazione del nucleare, che dipenderà dal Ministero dell’Ambiente.
    Editorial: Nuclear regulatory reform must weed out entrenched interests. The Mainichi Daily News, 1 feb. 2012.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a febbraio 2012.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate nel 2011 e 2012.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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