La relatività della contaminazione

Dato che le radiazioni nucleari non si vedono e non si sentono, nel costruire l’idea della contaminazione radioattiva di Fukushima non doverbbe esserci spazio per la relatività delle percezioni. Eppure…

In questi giorni circola su Internet una infografica satirica che mostra come alcuni gruppi di persone (divise per aree geografiche) penserebbero che sia la mappa della contaminazione radioattiva. La vignetta illustra anche come alcuni (i politici giapponesi e TEPCO, gestore della centrale nucleare di Fukushima Daiichi) vorrebbero che la gente immaginasse la mappa.

La diffusione della radioattività in Giappone secondo:
1, gli abitanti del Giappone nord-orientale. 2, gli abitanti della regione Kanto (Tokyo e dintorni). 3, gli abitanti dell'isola di Hokkaido. 4, TEPCO. 5, gli abitanti del Kansai (Osaka, Kyoto e dintorni). 6, gli abitanti di Okinawa.
7, gli abitanti dei paesi esteri. 8, i politici giapponesi.
Il puntino rosso indica la posizione della centrale nucleare Fukushima Daiichi.

Evidentemente nessuna di queste mappe coincide con la realtà della contaminazione radioattiva prodotta dall’incidente di Fukuashima, nè con le variegate fantasie collettive sull’argomento.
Ma anche se queste mappe non rispecchiano la realtà, sono sarcasticamente indicative del fatto che nell’immaginario collettivo esistono vari punti di vista sul dato oggettivo della contaminazione. E tutto sommato, le mappe 4, 7 e 8 non sono poi così lontane dalla “realtà” immaginaria.

In fisiologia e in meteorologia si tiene conto della temperatura percepita. Invece le radiazioni nucleari non si vedono e non si sentono. E dato che sono impercettibili ai sensi umani non lasciano motivi alla relatività delle percezioni.
Eppure, nel costruire l’idea di una realtà radioattiva c’è spazio per l’immaginazione, per la relatività culturale e per la mistificazione. Infatti, di fronte alla radioattività, la coscienza collettiva della realtà dipende dal modo in cui le informazioni sull’argomento ci raggiungono (o non ci raggiungono) e dal tipo di coinvolgimento ideologico, economico o di altra natura nell’argomento.

I tentativi da parte di TEPCO e di molti politici giapponesi di minimizzare l’incidente di Fukushima hanno sortito un effetto opposto a quello desiderato nelle menti di molti abitanti dei paesi esteri, che spesso credono che il Giappone sia diventato un posto pericoloso. Questo perché generalmente la mancanza di trasparenza viene compensata con la fantasia.
La mentalità antidemocratica del segreto che pervade la lobby nucleare internazionale, il disprezzo verso la trasparenza manifestato in molte occasioni da molti funzionari di TEPCO e da diverse istituzioni, le ombre che pesano sulla loro credibilità, sulla gestione della crisi nucleare e della politica energetica, hanno contribuito a distorcere la realtà dei fatti, che, nell’immaginario collettivo, viene di volta in volta sminuita o ingigantita. Tutto ciò non può che creare ulteriori danni al Giappone.

Vale dunque la pena di ricordare che esistono diverse mappe autorevoli e attendibili della contaminazione radioattiva dell’incidente di Fukushima, basate sulle misurazioni oggettive effettuate da molti scienziati indipendenti, da migliaia di funzionari locali, e da varie istituzioni governative giapponesi e organismi internazionali.
Tra queste mappe, quella compilata da Yukio Hayakawa dell’Università di Gumma è considerata la più completa perchè basata su di un’ampia serie di dati disponibili a dicembre 2011.
Per quel che riguarda la contaminazione del mare, gli ultimi studi sul tema sono raccontati in un documentario della TV nazionale giapponese NHK.


Pagine e articoli correlati

  • Mappe dell’inquinamento radioattivo causato dall’incidente di Fukushima.
  • Mappa Hayakawa dei contorni della contaminazione radioattiva del suolo.
  • La contaminazione del mare. Recensione sul documentario speciale di NHK.

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