La contaminazione del mare

Gli effetti inaspettati emersi dai risultati di alcune nuove indagini indicano che l’inquinamento radioattivo del mare non segue un semplice processo di diluzione.

Quattro gruppi di scienziati hanno realizzato una sorprendente indagine sull’inquinamento radioattivo del suolo dei fondali marini e d’acqua dolce causato dall’incidente nucleare di Fukushima.

I risultati dell’indagine, condotta per diversi mesi nel Pacifico lungo la costa nord-orientale del Giappone, in un lago di montagna, in due fiumi e nella baia di Tokyo, sono raccontati in Notizie sconosciute sulla contaminazione radioattiva del mare, un documentario speciale della televisione pubblica giapponese NHK, pubblicato il 15 gennaio 2012.


A dieci mesi dall’inizio della crisi nucleare di Fukushima, il reportage di NHK fa luce su una inaspettata realtà della contaminazione radioattiva. Gli hot spot (punti di maggior intensità radioattiva) sono stati trovati in luoghi inaspettati, dove i pesci come gli osmeridi, le raie e le trote subiscono l’inquinamento.
Questi hot spot non sono ancora stati inclusi nelle mappe della contaminazione radioattiva realizzate sulla base dei rilevamenti sul suolo della terraferma giapponese.

Dopo aver atteso tre mesi prima di poter ottenere l’autorizzazione del governo giapponese per accedere al mare compreso nella zona di interdizione di 20 km intorno alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, nel mese di novembre 2011, con il supporto dei pescatori locali, Jota Kanda e Takashi Ishimaru dell’Università Oceanografica di Tokyo hanno prelevato e analizzato campioni del fondale marino e della fauna ittica (ogni 5 km nei 20 km intorno alla centrale nucleare) e con Teruo Okano dell’Università di Tokyo, lungo il flusso delle correnti marine che vanno verso sud, dei fondali della costa pacifica del Giappone compresa tra la centrale nucleare e il confine meridionale della prefettura di Ibaraki.

Vicino all’ingresso del porto della centrale nucleare sono stati rilevati 4520 becquerel al chilo (Bq/kg), un livello 15.000 volte superiore alla norma. Allontanandosi di 80 km dalla centrale i valori rilevati diminuiscono a 30 Bq/kg, per poi risalire, a 120 km di distanza dalla centrale, a 380 Bq/kg. Al largo di Choshi, al confne tra le prefetture di Ibaraki e Chiba, i valori rilevati nell’ottobre 2011 erano di 38 Bq/kg e di 112 Bq/kg a dicembre 2011.

Analisi analoghe sono state eseguite da Yoshiyuki Suzuki dell’Università di Gumma, in collaborazione con la Fisheries Experiment Station di Gumma, sui sedimenti del fondale del lago Ono, situato sul Monte Akagi, nella prefettura di Gumma. Si è scoperto che il cesio radioattivo, trasportato dai corsi d’acqua, defluisce nel lago e si deposita sul fondo fangoso, dove sono stati rilevati fino a 950 Bq/kg ad una profondità di 20 cm nel fango del fondale.

Il cesio rimane dunque intrappolato nel suolo del fondale molto più in profondità che sulla terraferma, dove il 90% del cesio penetra nel terreno entro i 5 cm. Questa situazione ha prodotto la contaminazione della catena alimentare del lago.

Dagli studi realizzati in collaborazione da Hideo Yamazaki, professore di analisi ambientale alla Kinki University di Higashiosaka e da Yukio Koibuchi dell’Università di Tokyo, risulta che a sei mesi dall’incidente nucleare, nella baia di Tokyo è defluito il 50% del follout radioattivo delle aree circostanti, lavato dalle piogge e trasportato dai sedimenti dei fiumi che sfociano nella baia.

Yukio Koibuchi ha effettuato diverse analisi dei fondali dei fiumi Edo e Arakawa. Nell’Edo, 8 km prima della foce è stato rilevato un massimo di 1623 Bq/kg e sull’estuario sono stati misurati 872 Bq/kg.

Rilevamenti dell'inquinamento radioattivo del fondale della baia di Tokyo.
Hot spot alle foci dei fiumi Edo e Arakawa e picco di 872 Bq/kg alla foce dell'Edo
. Fonte: NHK.

Tra agosto e ottobre 2011 Hideo Yamazaki ha analizzato il fondale della baia di Tokyo nei pressi delle foci dell’Edo e dell’Arakawa, dove il cesio radioattivo raggiunge una densità massima di 18.242 becquerel al metro quadrato (Bq/m²) e tende ad accumularsi sul fondo come nel lago Ono, ma penetrando nel fango tra i 24-26 cm di profondità, quindi più che nel lago.

Secondo Yamazaki sarebbero gli organismi bentonici, che vivono nel sedimento superficiale del fondale marino, a trasportare il cesio così in profondità nei fondali fangosi della baia di Tokyo.
Il coinvolgimento nel trasporto del cesio da parte degli organismi bentonici, che sono alla base della catena alimentare della baia, è indicativo della diffusione della contaminazione nella fauna ittica.

Un’altra notizia sorprendente del documentario è che, secondo l’Istituto di ricerca per la prevenzione dei disastri (DPRI) dell’Università di Kyoto, nel mare della baia di Tokyo il picco di radioattività massima arriverà tra due anni e due mesi. E la contaminazione radioattiva di quel mare rimarrà stabile per altri dieci anni.

Rilevamenti dell'inquinamento radioattivo dei fondali (mere, fiumi, laghi) del Giappone. A destra nel
cerchio l'area di 20 km intorno alla centrale di Fukushima, in basso a sinistra la baia di Tokyo
. Fonte: NHK.

Era noto che il materiale radioattivo viene trasportato a macchia di leopardo da diversi meccanismi ecologici, ma gli effetti inaspettati emersi dai risultati delle indagini riportate nel documentario indicano che l’inquinamento radioattivo del mare non segue un semplice processo di diluzione nella vastità dell’Oceano Pacifico, come era stato suggerito da diverse fonti in varie occasioni.

Lo sforzo per realizzare la mappatura della contaminazione della terraferma è stato enorme ma veloce rispetto alla grandezza dell’impresa.
Adesso le mappe della contaminazione dovranno essere riviste integrando i dati sui suoli sommersi e probabilmente le indagini e gli sforzi per l’aquisizione di altri dati dovranno continuare, perchè si direbbe che tutte le conseguenze del primo incidente nucleare che ha coinvolto un’area metropolitana, peraltro la più grande del modo, non sono ancora tutte note.


  • 知られざる放射能汚染~海からの緊急報告
    Notizie sconosciute sulla contaminazione radioattiva del mare, scheda sul documentario speciale della TV pubblica giapponese NHK (in giapponese).
    NHK, 15 gennaio 2012.

  • 20120115 知られざる放射能汚染 ~海からの緊急報告
    Notizie sconosciute sulla contaminazione radioattiva del mare, documentario speciale della TV pubblica giapponese NHK su Dailymotion (49 ninuti, in giapponese).
    Dailymotion, 15 gennaio 2012.

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