Mangiare in Giappone

Il ristorante Shikian. Kubo Shunman, 1786

Dal 6 aprile 2011 l’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare francese (IRSN) pubblica regolarmente un bollettino d’informazione con consigli pratici per i residenti francesi in Giappone.

Il bollettino pubblicato a dicembre 2011 fornisce raccomandazioni e informazioni redatte dagli esperti dell’Istituto sulla base dei risultati delle analisi effettuate sui prodotti alimentari nel settembre 2011 dai Ministeri della salute e dell’agricoltura del Giappone, e pubblicate tra ottobre e novembre 2011.

Qui di seguito una sintesi in italiano di queste informazioni, che possono essere utili nella scelta degli alimenti per chi vive in Giappone o ha intenzione di andarci.

Situazione della contaminazione della catena alimentare.
Nell’ambiente terrestre, gli alimenti che possono presentare una contaminazione radioattiva significativa sono:

  • Le piante che al momento dell’incidente erano già fiorite, come ad esempio gli albicocchi giapponesi (Prunus mume) o avevano già le foglie, come ad esempio le piante del tè e lo yuzu (citrus ichangensis).
  • Le piante coltivate sui terreni contaminati.
  • Il latte e la carne di animali alimentati con erba o fieno contaminati.

In ambiente marino, l’inquinamento radioattivo depositato sui fondali della costa vicino alla centrale di Fukushima Daiichi porta alla contaminazione persistente delle piante e degli animali esposti.

Tendenze generali osservate tra ottobre e novembre 2011.
Tra ottobre e novembre i Ministeri dell’agricoltura e della salute del Giappone hanno pubblicato i risultati di circa 35.000 analisi dei prodotti alimentari. Quasi il 70% di queste
analisi sono relative al manzo.
Le analisi dimostrano che dal primo ottobre 2011 le concentrazioni radioattive nei prodotti vegetali terrestri continuano a diminuire.

Pratiche alimentari raccomandate ai residenti francesi in Giappone.
Anche se attualmente la maggior parte dei controlli effettuati sugli alimenti prodotti in Giappone indicano una marcata diminuzione della contaminazione degli alimenti vegetali, l’IRSN ritiene che sia necessario mantenere la vigilanza sugli alimenti provenienti dalle prefetture interessate significativamente dal fallout radioattivo dopo l’incidente di Fukushima Daiichi.

L’IRSN raccomanda di:

  • Assicurarsi che i cibi vegetali non freschi, come il tè in scatola o essiccato, le tisane, i germogli di bambù, le albicocche giapponesi (umeboshi) e i kaki in particolare, siano stati prodotti prima dell’incidente o che provengano da zone che non sono soggette a restrizioni della distribuzione.
  • Evitare di consumare le primizie vegetali fino a quando non sono stati forniti i risultati delle analisi sui prodotti immessi di recente sul mercato.
  • Per quanto riguarda i prodotti ittici, assicurarsi che i risultati delle analisi indichino che sono conformi alla normativa giapponese in vigore o provengono da zone di pesca identificate delle coste occidentali giapponesi.
  • Per quanto riguarda la carne scegliere quella che è passata ai test di controllo. Orientarsi il più possibile verso le carni di qualità, prodotte da aziende che praticano controlli sistematici (come per i bovini Yonezawa allevati nella prefettura di Yamagata)
  • Evitare per quanto possibile il consumo prolungato dei prodotti alimentari privi di informazioni sull’origine e la qualità radiologica.

I prodotti conservati in contenitori ermetici al momento dell’incidente (se ancora commestibili) possono essere consumati senza rischi (conserve, cibi in scatola, prodotti secchi, latte UHT e acqua minerale in bottiglia).

Nessuna limitazione sul consumo o l’uso di acqua di rubinetto per la preparazione e la cottura.

L’IRSN raccomanda di evitare il consumo dei prodotti alimentari che superano ancora i limiti delle norme di commercializzazione, e i seguenti alimenti:

    Prodotti vegetali:

  • Frutta coltivata nella prefettura di Fukushima: kaki, yuzu (citrus ichangensis), kiwi, fichi, melegrane, albicocche giapponesi (Umeboshi).
  • I funghi coltivati in serra, quelli coltivati all’aperto e quelli selvatici raccolti nelle prefetture di Kanagawa, Shizuoka, Nagano, Fukushima, Tochigi, Ibaraki, Miyagi, Gunma, Saitama, Tokyo, Chiba. O consumare i prodotti per i quali i risultati delle analisi indicano che i livelli di contaminazione sono inferiori agli standard giapponesi in vigore.
  • Tè raffinato proveniente dalle Prefetture di Saitama e Tokyo e il tè del grezzo della Prefettura di Kanagawa.
  • Erbe essiccate: dokudami (usato nelle tisane) della Prefettura di Fukushima.
  • Wasabi (radice) dalla Prefettura di Fukushima.
  • Riso coltivato nella prefettura di Fukushima. Variare il più possibile l’origine geografica delle forniture, ed evitare il consumo di crusca di riso delle Prefetture di Fukushima, Miyagi, Ibaraki e Tochigi.
    Pesce di mare e d’acqua dolce:

  • Alcuni pesci marini: osmeridi (Japanese smelt), raia, pesce pietra (un tipo di scorfano), rombo, scorfano rosso, halibut.
  • Pesci di lago e di fiume: ayu (plecoglossus altivelis), salmone, salmone del Lago Akimoto.
  • Alghe e frutti di mare.
    Carni:

  • La carne di manzo allevato nelle prefetture du Fukushima e Miyagi.
  • La carne di cinghiale, cervo e orso provenienti dalle foreste delle prefetture di Fukushima e Tochigi.

È importante notare che il consumo occasionale di alimenti contaminati, anche a livelli leggermente superiori ai livelli ammissibili, non comporta rischi significativi per la salute.

Caso speciale del riso.
Per quanto riguarda la produzione del riso, alcuni punti sono degni di nota:

  • Il Giappone ha autorizzato la coltivazione del riso su terreni con una concentrazione massima di cesio sotto i 5000 Bq/kg. Secondo la letteratura scientifica il raccolto di queste coltivazoni avrebbe teoricamente una concentrazione massima di cesio di 300 Bq/kg.
    Protocollo di monitoraggio degli alimenti adottato in Giappone.

  • Il governo giapponese ha annunciato che nelle città e nei villaggi (principalmente nelle regioni di Tohoku e Kanto), dove la concentrazione di cesio nel terreno è relativamente alta (sopra i 1000 Bq/kg, o 0,1 Sv/h), vanno eseguite due fasi di ispezione:
    1) un esame preliminare del riso una settimana prima del raccolto,
    2) un esame principale dopo il raccolto.
  • Se le analisi eseguite prima del raccolto rivelano una concentrazione di cesio superiore a 200 Bq/kg, nella zona di coltivazione verranno fatte più analisi post-raccolto.
  • Se il test dimostra meno di 200 Bq/kg, dopo la raccolta verranno eseguiti meno controlli.
    Limiti del protocollo di monitoraggio.

  • I controlli sul riso effettuati nel comune di Fukushima prima del raccolto avevano rivelato un contenuto di cesio di soli 136 Bq/kg, ma le analisi effettuate dopo il raccolto hanno indicato, in due delle coltivazione controllate, una contaminazione del riso di 630 Bq/kg.
  • L’inaffidabilità delle prime analisi solleva dunque delle preoccupazioni sul protocollo di monitoraggio. Alcuni comuni hanno chiesto che il governo blocchi la distribuzione di tutti i lotti di riso della zona.
    Contaminazione del chicco di riso.

  • Tra il controllo fatto prima del raccolto e quello dopo il raccolto, la maturazione del riso porta ad essiccazione del chicco. Le concentrazioni di cesio aumentano naturalmente nel periodo tra i due controlli.
  • La maggior parte della contaminazione del riso si concentra nel baccello che circonda il chicco. Così la trasformazione in riso bianco (raffinamento che comporta la rimozione della crusca, del germe e la lucidatura del chicco) abbassa il livello di contaminazione. Pertanto la crusca del riso, normalmente usata come alimento umano e per animali, contiene la frazione principale del contenuto di cesio nel riso.
    Contaminazione del riso in commercio.

  • le produzioni di riso di solito vengono mescolate al momento della raffinazione, è dunque possibile che il riso bianco analizzato sia un misto di riso proveniente da diverse risaie, ciò potrebbe causare un fenomeno di diluizione dei livelli di contaminazione del prodotto in vendita.

Fonte: Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire (IRSN) Bulletin d’information n°8 du 12 décembre 2011 (pdf in francese).
Sul sito web dell’IRSN è disponibile un dossier di approfondimento sulle conseguenze dell’incidente nucleare di Fukushima.



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Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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2 risposte a Mangiare in Giappone

  1. Aurelio Buono ha detto:

    Agghiacciante …

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  2. Backyard World ha detto:

    Secondo l’IRSN “è importante notare che il consumo occasionale di alimenti contaminati, anche a livelli leggermente superiori ai livelli ammissibili, non comporta rischi significativi per la salute”.
    Va notato anche che i prodotti alimentari in commercio in Giappone sono tutti etichettati con l’indicazione di provenienza.

    Mi piace

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