Osservatorio sulla crisi nucleare a dicembre 2011

Nonostante gli sforzi umani, la sicurezza nucleare è un miraggio.

Fukushima Daiichi, perdite dalle apparecchiature di condensazione dell’evaporazione, 4 dic. 2011. Fonte: TEPCO.

Secondo un’analisi del «Bullettin of the Atomic Scientists», nonostante gli sforzi umani, i sistemi complessi come le centrali nucleari non possono essere resi sicuri.

Il 16 dicembre il primo ministro del Giappone Yoshihiko Noda ha annunciato che i tecnici hanno ripreso il controllo sui reattori di Fukushima Daiichi, che sono stati posti in stato di ‘arresto a freddo’.
Ma gli esperti rimangono scettici. L’annuncio della fine della peggiore crisi nucleare del mondo dopo Chernobyl, oltre ad essere prematura, sembra solo propaganda. Sarebbe infatti improprio parlare di un arresto a freddo dei reattori di Fukushima Daiichi, dato che il combustibile nucleare fuso è fuoriuscito dai contenitori dei reattori stessi e non è ancora noto dove adesso si trovi esattamente.
Il 21 dicembre il governo giapponese e TEPCO hanno annunciato anche che per disattivare e smantellare Fukushima Daiichi ci vorranno 40 anni circa.

Questo mese «Asahi Shimbun» pubblica nella serie La Trappola di Prometeo un reportage sulle difficoltà che incontrano i ricercatori giapponesi nel pubblicare le informazioni su Fukushima.


Analisi e commenti degli osservatori internazionali:

  • La trappola Prometeo / Le dimissioni del ricercatore
    Secondo la mitologia greca, il fuoco fu dato agli esseri umani da Prometeo. L’acquisizione del fuoco ha permesso lo sviluppo della civiltà umana. Il fuoco prodotto dai combustibili fossili ha stimolato ulteriormente le capacità produttive degli esseri umani, che in seguito hanno imparato a usare il fuoco atomico. Tuttavia l’uso del fuoco ha posto gli umani di fronte a un dilemma: grazie a Prometeo hanno costruito un mondo civilizzato, ma ora sono turbati dal fuoco atomico.
    La seconda serie di articoli di Asahi Shimbun sulla “Trappola di Prometeo” s’intitola “La rassegnazione dei ricercatori”, e prende in considerazione il possesso delle informazioni.

    Takaaki Yorimitsu e Kentaro Uechi, The Prometheus Trap / The Researcher’s Resignation. Asahi Japan Watch, 31 dicembre 2011.

  • Per TEPCO la missione è compiuta e gli organismi di regolamentazione permettono lo scarico di materiale radioattivo nella baia di Tokyo
    Sostenendo che Fukushima è stabile quando non lo è, il governo giapponese e l’AIEA proteggono l’industria nucleare e non il popolo del Giappone? Arnie Gundersen, ingegnere capo di Fairewinds, delinea le maggiori incongruenze dell’AIEA, del governo giapponese e di TEPCO, secondo cui l’incidente di Fukushima è finito.
    Arnie Gundersen, TEPCO Believes Mission Accomplished & Regulators Allow Radioactive Dumping in Tokyo Bay. Fairewinds, 29 dicembre 2011.

  • Le conseguenze del disastro di Fukushima
    Il disastro di Fukushima ha destato preoccupazione in tutto il mondo. La Germania ha chiuso le sue centrali, e in Gran Bretagna il dibattito sull’energia si riscalda.
    Leo Hickman, The fallout from the Fukushima disaster. The Guardian, 27 dic. 2011.

  • La lunga strada per lo smantellamento dell’impianto di Fukushima
    Usando come modello di riferimento l’incidente alla centrale nucleare di Three Mile Island, il 21 dicembre il governo giapponese e Tokyo Electric Power Co (TEPCO) hanno pubblicato una tabella di marcia per lo smantellamento dei 4 reattori danneggiati della centrale nucleare Fukushima Daiichi.
    Secondo il programma, la rimozione delle macerie, del combustibile fuso e lo smantellamento degli edifici della centrale potrebbe richiedere fino a 40 anni di lavori.

    Long road remains for decommissioning of Fukushima plant. Asia Japan Watch, 22 dicembre 2011.

  • Primo ministro giapponese dichiara Fukushima stabilizzata
    In un discorso televisivo alla nazione, il primo ministro del Giappone Yoshihiko Noda ha dichiarato la fine della peggiore crisi nucleare del mondo dopo Chernobyl, dicendo che i tecnici hanno ripreso il controllo sui reattori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Ma secondo alcuni esperti la notizia, oltre ad essere prematura, è solo un tentativo di sedare la rabbia dell’opinione pubblica. Il traguardo di un arresto a freddo, necessario prima di iniziare lo smantellamento, al momento non è stato raggiunto perché il combustibile nucleare fuso è fuoriuscito dai contenitori dei reattori.
    Hiroko Tabuchi, Japan’s Prime Minister Declares Fukushima Plant Stable. The New York Times, 16 dic. 2011.

  • Giornalista in incognito a Fukushima: ‘Nessun miglioramento’
    Tra luglio e agosto 2011 il giornalista freelance Tomohiko Suzuki ha lavorato sotto copertura per più di un mese alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Secondo Suzuki le condizioni della centrale sono di gran lunga peggiori di quanto ammesso dal governo e dal gestore TEPCO.
    Nel libro ‘Yakuza to genpatsu’ (‘La yakuza e il nucleare’), pubblicato in Giappone il 15 dicembre 2011 da Bungei Shunju, il giornalista racconta la sua esperienza nella centrale e i rapporti tra l’industria nucleare e l’organizzazione criminale yakuza.
    Robert Irvine, ‘Absolutely no progress being made’ at Fukushima nuke plant, undercover reporter says. The Mainichi Daily News, 16 dic. 2011.

  • Conferenza stampa del giornalista Tomohiko Suzuki
    In questa conferenza stampa il giornalista Tomohiko Suzuki racconta la sua esperienza nella centrale nucleare Fukaushima Daiichi, dove ha lavorato in incognito come operaio per un mese. Il video contiene le parti in cui si sente la voce del traduttore che riporta in inglese l’intervento del giornalista giapponese.
    Tomohiko Suzuki, Ex-Fukushima Worker Exposes TEPCO & is Fuel from Spent Fuel Pool #3 Gone??, YouTube, 15 dic. 2011.

  • Massa critica
    A nove mesi dal disastro di Fukushima le domande fondamentali su ciò che è accaduto rimangono senza risposta. Il Giappone e il mondo sono all’oscuro su cosa è andato storto, su cosa va fatto adesso e su come evitare simili incidenti in futuro.
    Critical mass. Nature, 14 dic. 2011.

  • La vera causa dell’incidente nucleare
    Tokyo Electric Power Co. (TEPCO), il gestore della centrale nucleare Fukushima Daiichi, insiste sul fatto che la causa della crisi nucleare è stato l’enorme tsunami che ha colpito l’impianto dopo il terremoto dell’11 marzo. Ma aumentano le prove che evidenziano che effettivamente la crisi alla centrale nucleare è stata causata dal terremoto.
    Mitsuhiko Tanaka, ex ingegnere responsabile della Babcock-Hitachi, per cui ha lavorato alla progettazione del recipiente a pressione del reattore 4 di Fukushima Daiichi, dice che il terremoto ha danneggiato l’impianto idraulico di raffreddamento della centrale.
    Secondo l’ingegnere Tanaka, TEPCO teme che se il terremoto dovesse venire riconosciuto come la causa diretta dell’incidente, il governo dovrebbe rivedere completamente gli standard di sicurezza sulla resistenza delle centrali nucleari ai terremoti, e ciò potrebbe ritardare di anni la ripresa del funzionamento delle centrali nucleari che attualmente sono ferme per le normali ispezioni periodiche.

    Sentaku Magazine, Real cause of nuclear crisis. The Japan Times, 13 dic. 2011.

  • Fukushima e l’inevitabilità degli incidenti
    I governi regolano rischiosi sistemi industriali come le centrali nucleari nella speranza di renderli meno rischiosi e vari sistemi di allarme possono aiutare la società a evitare la catastrofe. Ma la storia recente è piena di gravi catastrofi accompagnate da normative fallite, avvertimenti ignorati, reazioni inette e banali errori umani.
    Nonostante i migliori tentativi di prevenirli, gli incidenti inevitabilmente si verificano nei sistemi complessi, come il disastro a cascata alla centrale nucleare Fukushima Daiichi. I governi e le aziende possono fare di più per prevenire gli incidenti gravi attraverso la regolamentazione, la progettazione, la formazione e la consapevolezza.
    Ma anche così, alcuni sistemi complessi con potenziale catastrofico sono semplicemente troppo pericolosi per esistere, perché non possono essere messi in sicurezza, indipendentemente dagli sforzi umani.

    Charles Perrow, Fukushima and the inevitability of accidents. The Bulletin of the Atomic Scientists, 1 dic. 2011.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a dicembre 2011.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate nel 2011 e 2012.



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