Lettera da una madre di Fukushima

Giorno di sole. Fabrice de Nola, 2011

Nel maggio 2011, la giornalista del New York Times Hiroko Tabuchi è stata a Fukushima per riferire sui livelli di radioattività nelle scuole locali.

In quell’occasione ha incontrato Tomoko Hatsuzawa, madre di due bambini, che le ha consegnato una lettera. Hiroko Tabuchi l’ha condivisa in inglese.

Tradotta in italiano e incorporata nel dipinto Giorno di sole, dal 17 dicembre 2011 al 17 gennaio 2012 sarà esposta a Palermo alla mostra Sweet Sheets IV.

Ecco il testo:

Alle persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo,

Mi dispiace che il Giappone abbia rilasciato nell’ambiente uranio e plutonio. Il fallout di Fukushima ha già fatto il giro del mondo più volte, raggiungendo le Hawaii, l’Alaska, e persino New York.

Viviamo a 60 km dalla centrale e le nostre case sono state contaminate oltre i livelli di Chernobyl. Il cesio-137 che adesso si trova nel suolo, vi rimarrà per altri 30 anni. Ma il governo non ci aiuterà. Ci dice di restare qui, e ai nostri figli consiglia di mettersi mascherine e cappelli per continuare ad andare a scuola.

Questa estate i nostri figli non potranno andare a nuotare, non potranno giocare fuori, non potranno mangiare le pesche deliziose di Fukushima, non potranno nemmeno mangiare il riso coltivato a Fukushima, non potranno andare a visitare le belle montagne, i fiumi e i laghi di Fukushima. Tutto questo mi rende triste e mi riempie di tanta amarezza.

Così i nostri figli passeranno l’estate nelle loro aule, senza aria condizionata, sudando mentre cercano di concentrarsi sulle lezioni. Non sappiamo nemmeno a quante radiazioni sono già stati esposti.

Avevo otto anni quando la centrale nucleare di Fukushima Daiichi è stata aperta. Se avessi capito cosa stavano costruendo, avrei lottato per oppormi. Ma non mi rendevo conto dei pericoli che avrebbero minacciato i miei figli, i figli dei miei figli e i loro figli.

Sono grata per tutti gli aiuti che abbiamo ricevuto dal mondo intero. Adesso quello che vi chiediamo è di mettere sotto pressione il governo giapponese affinchè agisca. Ditegli che la protezione dei bambini deve diventare la sua priorità assoluta.

Grazie tante,

Tomoko Hatsuzawa
Fukushima, 25 maggio 2011.



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Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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Una risposta a Lettera da una madre di Fukushima

  1. Aurelio Buono ha detto:

    Toccante, gentile e ferma… una lezione di politica e stile.
    la condivido sul mio profilo… grazie Fabrice… a buon rendere.

    Mi piace

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