Osservatorio sulla crisi nucleare a novembre 2011

L’incidente di Fukushima appare più grave di prima: combustibile nucleare fuori dai vasi di contenimento, fissione nucleare in corso, radioattività diffusa e decontaminazione inefficace.

Minamisoma, a 20 km dalla centrale nucleare Fukushima Daiichi. 4 nvembre 2011. Fonte: osaMu – Flickr.

Questo mese sono stati pubblicati nuovi studi sulle dinamiche e le conseguenze dell’incidente nucleare di Fukushima, da cui emerge che il combustibile nucleare fuso sarebbe uscito dal vaso di contenimento di almeno uno dei tre reattori devastati della centrale nucleare Fukushima Daiichi.
Il 2 novembre Tokyo Electric Power Company (TEPCO), gestore della centrale, ha ammesso per la prima volta che probabilmente la fissione nucleare del combustibile continua nei tre reattori danneggiati dell’impianto di Fukushima.

Inoltre le sostanze radioattive prodotte dall’incidente si sarebbero diffuse, in dosi non elevate, anche nel Giappone occidentale e nell’isola di Hokkaido. E, secondo gli esperti, nelle zone contaminate dalle radiazioni la strategia del governo per la decontaminazione è poco efficace.
Queste informazioni forniscono un quadro della crisi nucleare giapponese più grave di quanto appariva in precedenza.


Selezione di articoli sulla crisi di Fukushima pubblicati a novembre:

  • Uno studio dà una idea peggiore della fusione nucleare in Giappone
    La crisi nucleare giapponese potrebbe essere stata peggiore di quanto si è creduto finora. Secondo un nuovo studio di TEPCO il combustibile nucleare di almeno uno dei tre reattori compromessi della centrale nucleare Fukushima Daiichi sarebbe sprofondato sotto il pavimento in cemento e acciaio del vaso di contenimento del reattore.
    Secondo Hiroaki Koide, dell’Istituto di ricerca sui reattori dell’Università di Kyoto, lo studio di TEPCO è troppo ottimista.
    TEPCO vorrebbe arrivare ad un arresto a freddo dei reattori entro la fine dell’anno. Ma se il combustibile si trova fuori dai vasi di contenimento dei reattori, sarebbe impossibile raffreddarlo adeguatamente.

    Hiroko Tabuchi, Study Shows Worse Picture of Meltdown in Japan. The New York Times, 30 nov. 2011.

  • Studio: probabile contaminazione radioattiva del Giappone occidentale e Hokkaido
    Uno gruppo di scienziati giapponesi, americani ed europei ha redatto una mappa della radioattività in Giappone. Secondo lo studio le radiattività prodotta dalla centrale nucleare di Fukushima si sarebbe diffusa in dosi non elevate anche nel Giappone occidentale e nell’isola di Hokkaido.
    Susumu Yoshida, Study: Radiation contamination likely in western Japan, Hokkaido. Asahi Japan Watch, 15 nov. 2011.

  • Mappe degli “hot spot” di Fukushima
    Due studi indipendenti, pubblicati su PNAS, tracciano sulle mappe il fallout radiaottivo del disastro nucleare di Fukushima. Il primo studio è stato realizzato dal gruppo coordinato da Norikazu Kinoshita dell’Università di Tsukuba e il secondo dal gruppo guidato da Teppei Yasunari, del Goddard Earth Sciences Technology and Research Center.
    Edwin Cartlidge, Fukushima maps identify radiation hot spots. Nature, 14 novembre 2011.

  • Progetto di decontaminazione inefficace
    Secondo alcuni esperti giapponesi, l’attuale strategia del governo per la decontaminazione dalle radiazioni è poco efficace.
    Kazuaki Nagata, Radiation cleanup plan falls short. The Japan Times, 9 novembre 2011.

  • Timori di fissione alla centrale nucleare danneggiata in Giappone
    I lavoratori della centrale nucleare devastata di Fukushima hanno iniettato acido borico nel reattore n° 2, dopo che in mattinata erano stati rilevati elementi radioattivi che indicherebbero una fissione nucleare in corso.
    Secondo TEPCO, i gas emessi dal reattore 2 indicano la presenza di xenon radioattivo e di altre sostanze che potrebbero essere sottoprodotti della fissione nucleare. La presenza di xenon 135 in particolare, che ha una emivita di sole nove ore, indica che la fissione è avvenuta molto recentemente.
    È la prima volta che TEPCO ha ammesso che probabilmente la fissione nucleare del combustibile continua nei tre reattori danneggiati dell’impianto.

    Hiroko Tabuchi, Fears of Fission Rise at Stricken Nuclear Plant in Japan. The New York Times, 2 novembre 2011.

  • Pagine correlate:
    Le notizie sulla crisi nucleare a novembre 2011.
    ● Vedi anche la raccolta di analisi e notizie pubblicate nel 2011 e 2012.



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    Backyard World is an art and information architecture project on the Fukushima crisis. The project was started March 17, 2011.
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