La realtà invisibile

La confusione sui pericoli di Fukushima e l’incertezza della gente. I black out programmati e l’inutile spreco di energia nel centro di Tokyo. Il reportage di Sawako Iwata da Tokyo.

L'antenna della Torre di Tokyo, 12 marzo 2011.
Fonte: Morio, Wikimedia.

Ecco cosa sta succedendo in Giappone dopo il grande terremoto di magnitudo 9.0 e lo tsunami che l’11 marzo hanno colpito duramente il nord dell’isola di Honshu, dove si trova anche la centrale nucleare Fukushima 1 (Daiichi), da allora in stato di crisi.

Gli abitanti nella zona di 20 km intorno alla centrale hanno ricevuto l’ordine di evacuazione. E nel raggio di 30 km il governo raccomanda alla gente di rimanere in casa.

È terribile per chi abita intorno alla centrale. Le zone costiere della regione hanno già subito i danni prodotti dallo tsunami, tante persone hanno perso la casa e la famiglia. Ora devono scappare dalle radiazioni invisibili. Dove andranno?
Il governo sta facendo qualcosa per queste persone, ma non abbastanza, perché in questo momento si sta occupando delle zone maggiormente colpite dallo tsunami. Disperato, il sindaco di una citta della Prefettura di Fukushima ha detto “siamo stati abbandonati…”

Incertezza
Ogni giorno sui giornali e ad ogni momento su tutti i canali TV giapponesi si parla della situazione della centrale nucleare: “adesso la radioattività è a 400 microsievert, ora invece il livello è diminuito a 1 microsievert”, eccetera. La TV spiega i guasti all’impianto, ma nessuno capisce bene che sta succedendo, forse perché neanche i giornalisti riescono a capirci qualcosa.

Probabilmente, se non si è esperti in questo campo, la tecnologia nucleare è troppo difficile da capire. Le comunicazioni del governo e di TEPCO (la società elettrica che gestisce la centrale di Fukushima) non sono molto chiare. Dicono che “queste quantità di radiazioni non fanno male, però forse…” Che cosa possiamo capire?

Io sto a Tokyo, a circa 250 km dalla centrale nucleare Fukushima Daiichi. Qui non riusciamo a capire come dobbiamo proteggerci. La TEPCO e il governo dicono che non succede niente. Però i francesi sono già scappati da Tokyo!
Abbiamo paura. E a poco a poco stiamo incominciando a dubitare del governo.

Ci dicono che non dobbiamo stendere i panni a fuori, non dobbiamo usare l’aria condizionata, quando usciamo dobbiamo usare la mascherina, etc… Adesso le voci che girano sembrano leggende metropolitane. Non sappiamo più che cosa è vero.

Blackout
Per rimediare alla mancanza di energia causata dall’interruzione dell’attività di diverse centrali nucleari giapponesi, la TEPCO ha deciso di programmare un blackout “organizzato” nelle prefetture della regione di Kanto e in diverse zone e della grande area metropolitana di Tokyo.
Tokyo è stata divisa in 5 zone, in ognuna delle quali, a turno, verrà interrotta la fornitura di elettricità per 3 ore al giorno. Ma questa decisione è stata improvvisa ed esitante. Lo abbiamo saputo la sera prima dell’inizio del blackout, ma non con certezza.

Blackout a Misato City, prefettura di Saitama, Giappone, 18 marzo 2011. Fonte: Reuters/Kyodo via Boston Globe.

Ovviamente è esplosa la confusione. La mattina di lunedì 14 marzo si sono fermati quasi tutti i treni. La gente che andava a lavorare si è ritrovata bloccata davanti alle stazioni per ore e ore.
Alcuni dicono che “non dobbiamo interrompere l’attività economica. Se smettiamo di lavorare, non avremo i soldi per aiutare le vittime”. In un momento così difficile per la storia del Giappone, l’indice di borsa prevale sul numero delle vittime? Siamo abituati ad essere sfruttati.

Il blackout non sarà in tutta la città. Il centro di Tokyo, che usa (anche inutilmente) più luce del resto della metropoli, non rientra nelle 5 zone. Certo, nel centro di Tokyo hanno le loro sedi tante aziende importanti, ma non è giusto!
La miriade di convenience store (empori aperti 24 ore su 24) che punteggiano come stelle il centro di Tokyo, è più importante della gente che usa l’elettricità per vivere o sopravvivere?
Nelle 5 zone dove sono programmati i turni di blackout ci sono ospedali, centri di pronto soccorso, gente che vive usando un respiratore elettrico in casa. E se a qualcuno dei tanti anziani che abitano da soli sucedesse qualcosa? Senza elettricità non avrebbe neanche la possibilità di far funzionare il telefono per chiamare un’ambulanza.

Futuro
Nell’incertezza una cosa però sembra certa: non vorremo più le centrali nucleari.
Infatti il problema non è solo il caos di adesso: ci sono le radiazioni, che non si vedono e i cui effetti non appaiono subito. Se insorgerà qualche anomalia nel nostro corpo, come faremo a reclamare la responsabilità del governo? Chi può essere testimone dell’invisibile?

Il Giappone è famoso come paese molto ben organizzato, eppure questo incidente l’ha trascinato in un caos infernale. E se fosse sucesso in Italia? Non oso immaginare.
Pensateci bene prima di tuffarvi anche voi nella grande avventura nucleare! Ve lo dico da qui, dove la realtà si è immersa nell’invisibile.

Sawako Iwata
Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2011


Il 21 marzo, questo articolo è stato pubblicato anche su La Repubblica, con il titolo Nel caos, una realtà invisibile. La paura di un disastro incontrollato.


Creative Commons License
Except where otherwise noted, this work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported License

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Documenti, Notizie, Notizie (2011), Osservatorio, Osservatorio (2011) e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...