Resistere!

La situazione in Giappone dopo il devastante terremoto e tsunami che hanno colpito la costa orientale del Tohoku. Il reportage di Sawako Iwata da Tokyo.

Bandiera. Fabrice de Nola, 2011

Con il terremoto di M 9.0, tra i cinque più forti del mondo, e il conseguente tsunami che l’11 marzo hanno colpito il Giappone, il paese ha subito un danno senza precedenti, soprattutto nel Nord-Est.

Sulle diverse centinaia di chilometri delle zone costiere colpite dall’enorme tsunami rimangono ancora migliaia di persone disperse.

Attualmente oltre 10mila case risultano completamente distrutte o trascinate via dall’acqua. Migliaia di personne hanno perso la vita e migliaia di sopravvissuti hanno perso le case e le famiglie.

In tanti posti mancano ancora la luce, l’acqua, il gas e il telefono. Le scosse continuano ancora e le persone continuano a cercare.
Diverse squadre di soccorso sono arrivate da Germania, Svizzera, Corea, Cina, Stati Uniti e altri paesi. Vogliamo ringraziare tutto il mondo.

E adesso, che possiamo fare? 24 ore su 24 contiunuiamo a scambiarci informazioni su Facebook e Twitter, dove rimbalzano le notizie su mamme che cercano i loro bambini, un marito che cerca sua moglie, una donna che cerca i suoi genitori, un nonno che cerca suo nipote, e su una bambina che, in mezzo alla distruzione infernale, cercava sua madre urlando “mamma, mamma!”

Nell'Oceano Pacifico vicino Sendai, 13 marzo 2011. Fonte: Dylan McCord, US Navy via Wikimedia.

Oltre alle notizie sul disastro circolano anche parole di incoraggiamento e notizie rincuoranti, come quella di un uomo di 80 anni che è stato ritrovato vivo dopo 42 ore sotto le macerie e appena salvato, ha detto alle telecamere della TV con un sorriso: “Ricostruiremo!” Si parla anche di un ragazzo di liceo che in un rifugio dove non arrivano la luce, l’acqua e il gas, per incoraggiare gli anziani diceva loro: “Ci siamo noi giovani, ce la faremo!”, accarezzandoli sulle spalle.

A Tokyo
Dopo il terremoto a Tokyo si sono fermati i tutti mezzi. La gente è dovuta tornare a casa a piedi, camminando per ore e ore. Lungo le strade davanti a molte case c’erano cartelli con su scritto “WC disponibile”. Diversi negozi sono rimasti aperti fino alla mattina per poter servire tutte queste persone in cammino. Alcuni negozi distribuivano panini gratuitamente.

Nelle stazioni, le persone che dovevano rimanere tutta la notte fuori casa nel freddo, raccoglievano cartoni per avere un po’ di caldo, condividendoli con gli altri con piacere. Alcuni senza tetto, che usano normalmente i cartoni per ripararsi, hanno regalato i loro!

Per le strade il traffico era molto intenso, ma tutti rispettavano i semafori, nessuno ha usato il clacson tranne che per segnalare un ‘grazie’ a qualcuno che dava la precedenza.

Tokyo, la più grande area metropolitana del mondo, funziona così. In un momento come questo cerchiamo di sostenerci scambiandoci un sorriso. Stiamo tutti cercando di fare il possibile.

In Giappone tornerà tutto a posto. Ce la faremo, anzi dobbiamo farcela. Perchè è il nostro paese. Sono molto onorata di essere una giapponese.

Sawako Iwata
Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2011


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